Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 17-01-2015 19:58
in Il "Tich" nervoso | Visto 4.489 volte

Il professor Ikea

La proposta dell'esperto giapponese Hanazato per il restauro del Ponte di Bassano: smontare e rimontare il monumento. Ma per il Comune la soluzione è troppo costosa. L'esito scontato di una visita illustre, servita forse solo a “fare s'cioco”

Il professor Ikea

Il prof. Toshikazu Hanazato a Bassano

Smontare il Ponte di Bassano pezzo per pezzo e ricostruirlo con pezzi risanati.
Gli aspetti tecnici generali sono - ovviamente - molto più complessi e articolati e in quanto tali riservati agli addetti ai lavori, ma questa è l'essenza della proposta. A lanciarla è stato il professor Toshikazu Hanazato, il super-esperto giapponese arrivato a Bassano martedì scorso 13 gennaio per recarsi al capezzale del Ponte degli Alpini, bisognoso di cure e di restauro.
Potremmo ribattezzare il professore - e il nuovo nome risuonerebbe comunque giapponese - Toshikazu Ikea. Perché in Giappone, come lo stesso ospite nipponico ha spiegato all'incontro bassanese, le tecniche di restauro per le grandi strutture in legno come ponti o pagode prevedono lo smontaggio e il rimontaggio delle strutture. Elementi componibili, proprio come i mobili della catena svedese di arredamento. Una testimonianza tecnico-scientifica da ascoltare con attenzione, dal momento che il professor Ikea non è un “ricostruttore di architetture” qualsiasi.
Docente all'Università Mie di Tokyo, Hanazato è considerato tra le massime autorità mondiali nel campo delle costruzioni in legno. Membro del Comitato nazionale giapponese dell'ICOMOS, ONG internazionale che si prefigge la conservazione dei monumenti e dei siti storici mondiali, il professore è anche un guru delle tecniche di ricostruzione post-terremoto - un'eventualità che in Giappone purtroppo si ripresenta con frequenza - con particolare riferimento ai beni culturali e architettonici e ai siti di valenza storico-archeologica.
Una caposcuola del restauro made in Japan che a Bassano si è potuto confrontare con gli altri suoi due preclari colleghi italiani giunti in città per la medesima ragione: il professor Claudio Modena, ingegnere e docente ordinario di Tecnica delle Costruzioni e di Teoria e Progetto di Ponti dell'Università di Padova e il professor Giovanni Carbonara, architetto e docente di restauro architettonico all'Università “La Sapienza” di Roma.
Tre primari a consulto sul grande monumento malato per trovare la giusta terapia da somministrare nel progetto preliminare di restauro e consolidamento dello storico manufatto disegnato da Andrea Palladio. Il primo, arrivato dall'Estremo Oriente, sostenitore della scomposizione e ricomposizione delle strutture da restaurare. Gli altri due, portavoce della scuola italiana, fautori invece di un consolidamento conservativo dell'esistente.
Prestigio accademico dei tre esperti a parte, una differenza di vedute che era comunque annunciata: dal momento che chi di restauri di beni architettonici se ne intende conosce già qual è l'impostazione degli interventi di ripristino delle strutture storiche in Occidente e quale invece è l'approccio tecnico-filosofico alla conservazione dei monumenti nel Sol Levante.
Ed ecco che il sindaco di Bassano del Grappa Riccardo Poletto, in un articolo sul Giornale di Vicenza, all'indomani del pompatissimo summit coi tre Re Magi del restauro ha definito come una “bella idea” l'ipotesi giapponese del “smonta e rimonta”, ma bollandola subito come “una suggestione non applicabile”.
E questo perché lo smontaggio del Ponte, come rileva Poletto, “raddoppierebbe i costi e i tempi di esecuzione” e necessiterebbe di “un magazzino dove parcheggiare i pezzi che a Bassano non c'è”.
Dunque la proposta del professor Ikea resta quella che è: un suggestivo contributo al dibattito scientifico sul salvataggio del Ponte degli Alpini, da consegnare tuttavia agli archivi in quanto, per l'Amministrazione comunale, non realizzabile. Come si sapeva già in partenza. Al punto che appare lecito domandarsi che cosa Hanazato - accolto da un tappeto rosso di onori e complimenti - sia in realtà venuto a fare in città, sobbarcandosi allo scopo un lungo volo intercontinentale. La sua visita con sopralluogo conoscitivo sul paziente palladiano è certamente servita a “internazionalizzare” i problemi del monumento e a fare in modo che del Ponte di Bassano si parli in futuro anche tra i banchi universitari di Tokyo, e nei convegni scientifici in giro per il mondo a cui l'esperto nipponico partecipa come relatore. Ma la sua ipotesi di intervento - che ha comunque richiamato l'attenzione dei media non solo locali e delle agenzie di stampa, con grande gioia di qualche assessore - rimane al palo.
E' l'esito scontato di una illustre visita, servita forse solo a “fare s'cioco”.
Arigatō, professor Ikea, e sayonara.

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