Ultimora
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
3 Aug 2026 16:42
Maltempo sul Lago di Garda, salvati 22 giovani velisti
3 Aug 2026 16:33
A Rovigo il nuovo questore, 'mi aspetto sinergia operativa'
3 Aug 2026 14:59
Uccide la madre a coltellate, gip convalida l'arresto
3 Aug 2026 13:35
Bimbo rischia di annegare e va in arresto cardiaco, è grave
3 Aug 2026 17:02
'Dentro l'uniforme', il nuovo reportage di 'Il fattore umano'
3 Aug 2026 16:35
'Infantino ha chiesto l'aiuto di Trump per restare al suo posto'
3 Aug 2026 16:32
Le chat di Delmastro al vaglio della Giunta
3 Aug 2026 15:16
Addio ad Haiku, il secondo panda rosso più anziano d'Italia
3 Aug 2026 15:23
Funerali di Don Antonio Mazzi, un lungo applauso accoglie il feretro
Luigi Marcadella
Giornalista
Bassanonet.it
Il Made in Italy dell’acciaio
In esclusiva con Siderweb i grandi temi della siderurgia: la decarbonizzazione, la competizione sul costo della bolletta e il futuro indiano dell’acciaio. Questioni che toccano da molto vicino anche le imprese vicentine
Pubblicato il 07 dic 2023
Visto 10.364 volte
Le grandi potenze industriali producono e lavorano l’acciaio. Non c’è una regola economica scritta nero su bianco, ma “chi esce dall’acciaio” esce di fatto dal salotto principale di chi conta davvero nella manifattura mondiale. Per fare acciaio serve però una politica industriale a supporto del comparto, in primis per quanto concerne i costi e la disponibilità di energia.
Sulla via del Made in Italy dell’acciaio appare inoltre sempre più in salita la strada della decarbonizzazione dell’industria siderurgica, che costa già oggi tantissimo e che in prospettiva potrebbe diventare addirittura insostenibile per la stessa Europa. Nel 2029 verranno infatti completamente eliminate le quote gratuite di CO2 e le aziende dovranno decidere di decarbonizzare totalmente oppure di acquistare a caro prezzo nuove quote.
Stefano Ferrari (Responsabile dell’Ufficio Studi di Siderweb)
A complicare ulteriormente il quadro c’è la politica energetica, con i singoli Paesi dell’Unione che vanno per la loro strada senza un minimo di visione comune. Un esempio? Il super taglio delle tasse per 12 miliardi all’anno deciso dal governo tedesco e la garanzia al sistema industriale di un costo di 70 euro a MWh, contro i 129 euro in Italia, in grado di assestare nel medio termine un colpo di grazia soprattutto al futuro dell’acciaio italiano.
Come ha dichiarato Antonio Gozzi, presidente Federacciai e Duferco, si tratta “di un attacco diretto al paradigma del mercato unico europeo, che cambierà per sempre la competitività relativa tra le manifatture dei diversi Paesi, danneggiando enormemente l’industria italiana”. In Italia oltre l’80% della produzione siderurgica avviene attraverso la tecnologia del forno elettrico, che è la meno impattante dal punto di vista delle emissioni ma che necessita di un contesto energetico quantomeno di sostegno.
In esclusiva per Bassanonet, abbiamo chiesto a Stefano Ferrari, responsabile dell’Ufficio Studi di Siderweb, cosa sta succedendo nel sempre più complesso panorama globale dell’acciaio. Siderweb – La community dell’acciaio, l’unica testata online in Italia dedicata interamente alla filiera siderurgica, è il sito che apre e chiude la giornata lavorativa degli operatori del settore. Dal 2009 rileva ogni settimana i prezzi - oggi arrivati a 55 - di materie prime e prodotti siderurgici sul mercato nazionale.
Come si chiuderà l’anno della siderurgia italiana?
«Il 2023 si è contraddistinto per una riduzione dei volumi. Federacciai ha reso noto che nei primi 10 mesi dell’anno l’output nazionale di acciaio grezzo è sceso del 3,4% rispetto al medesimo periodo del 2022, fermandosi a 17,866 milioni di tonnellate (-632mila tonnellate). In calo sia la produzione di prodotti lunghi (-3,7%), sia quella di piani (-1,4%). In contrazione anche le importazioni (-4,2% nei primi otto mesi dell’anno) e le esportazioni (-1,0%), così come il consumo di acciaio».
In un quadro economico in rallentamento, i segnali più recenti invece cosa rivelano?
«Negli ultimi mesi la produzione siderurgica nazionale ha mostrato segni di recupero: nei primi 5 mesi dell’anno, infatti, il cumulato dell’output nazionale di acciaio era al -8,0% rispetto allo stesso periodo del 2022, mentre nei primi 10 mesi dell’anno si è passati al -3,4%. Dal punto di vista del consumo, il destoccaggio che ha caratterizzato tutto il 2023 (e gran parte del 2022) sembra essere arrivato alle battute finali e le prospettive elaborate da Eurofer prevedono un ristoccaggio che dovrebbe prendere piede soprattutto nel primo trimestre del 2024».
Nel mondo invece cosa sta succedendo, in special modo negli Stati Uniti, Cina, India e Turchia?
«A livello mondiale si segnala un incremento del consumo di acciaio: dopo il +1,8% nel 2023, nel 2024 le attese sono per un aumento della domanda di circa l’1,9%. Secondo le prospettive elaborate dalla World Steel Association, la Cina l’anno prossimo si confermerà sui livelli del 2023 con un consumo di 939,3 milioni di tonnellate. Mentre l’India sarà uno dei grandi protagonisti della siderurgia mondiale, con una crescita della domanda del 7,7% e con un consumo di 135,8 milioni di tonnellate. Gli USA, dopo le contrazioni della domanda nel 2022 (-2,6%) e nel 2023 (-1,1%), riprenderanno a correre (+1,6%). Buone prospettive anche per la Turchia (+5,0%)».
Per il mercato dei minerali quali sono le prospettive per il prossimo futuro?
«Per quanto concerne il prezzo del minerale ferroso, le attese per il 2024 sono per quotazioni che dovrebbero subire una leggera variazione rispetto al livello del 2023 (principalmente a causa della mancata crescita della produzione cinese), rimanendo su livelli storicamente elevati. Fitch si aspetta un prezzo medio annuo di 120 dollari la tonnellata e JP Morgan 110 dollari la tonnellata, contro una media per il 2023 di 117 dollari la tonnellata».
Il mercato del rottame è destinato a diventare sempre più rilevante?
«Il rottame, da sempre materia prima fondamentale per la siderurgia a forno elettrico, dovrebbe essere testimone nei prossimi anni di un aumento del proprio “peso” dal punto di vista strategico. Visto che, almeno nelle fasi iniziali, la transizione ecologica della siderurgia passerà attraverso un maggior impiego del rottame nei forni in sostituzione del minerale ferroso».
L’Italia è la prima economia dell’Unione Europea per produzione di acciaio a basse emissioni di CO2, ma rischia di combattere a mani nude in un mondo dove tutti hanno almeno un fucile. Quali sono le sfide che ha di fronte la nostra siderurgia?
«Tra le principali sfide sicuramente c’è la questione delle materie prime, con la necessità di riuscire ad assicurarsi stabilmente tutto il rottame di cui l’industria nazionale necessita. Attualmente l’Italia è importatrice netta del 20-30% del proprio fabbisogno annuo. Per arrivare alle emissioni zero sarà necessario effettuare elevati investimenti impiantistici e tecnologici, che per le imprese di piccole dimensioni potrebbero risultare molto impattanti. In generale, sarà necessario mantenere la competitività all’export nonostante i sovracosti che andranno affrontati nei prossimi anni, partendo dall’energia, il cui costo ad oggi risulta ancora penalizzante per l’industria italiana rispetto ai concorrenti esteri. Poi c’è il risanamento del sito di Taranto, impianto fondamentale per l’alimentazione di alcune filiere nazionali».
Proprio nei giorni scorsi il presidente di Federacciai ha lanciato l’allarme per la tenuta della competitività italiana rispetto al maxi piano tedesco di aiuti alle imprese energivore.
«Per la siderurgia che impiega la tecnologia del forno elettrico, l’elettricità rappresenta uno dei costi produttivi fondamentali. Se il governo tedesco aiuterà in maniera cospicua e costante i produttori energivori, per le acciaierie italiane che lavorano sui medesimi mercati di quelle tedesche c’è indubbiamente il rischio di perdita di competitività e di una riduzione della marginalità rispetto ai concorrenti teutonici».
La transizione green, che nel mondo siderurgico si può dire che equivalga alla decarbonizzazione, nel lungo termine contribuirà a spingere verso l’alto i prezzi dell’acciaio?
«La strada che porta verso le emissioni zero per le acciaierie prevede investimenti colossali e la ristrutturazione del processo produttivo, con il cambiamento del modo di lavorare, della catena di approvvigionamento delle materie prime e con l’abbandono di una serie di pratiche consolidate. Questi cambiamenti porteranno quasi inevitabilmente ad un incremento dei costi produttivi, che verosimilmente andranno a impattare anche sui prezzi di vendita dei prodotti siderurgici italiani ed europei. Per far fronte a queste asimmetrie del mercato, la Commissione europea sta mettendo in campo una serie di provvedimenti, tra cui il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), volti a mitigare l’impatto di questi extra costi sulla struttura industriale europea».
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Politica
28 lug 2026
Bilancio e spiaggetta di Via Pusterla: due passaggi che interrogano la maggioranza
Visto 20.615 volte
Geopolitica
29 lug 2026
Iran: "Le basi britanniche usate dagli Stati Uniti sono obiettivi legittimi"
Visto 19.217 volte
Attualità
30 lug 2026
Ex Caserma Fincato, lavori in corso: il Comune punta al completamento entro fine anno
Visto 14.761 volte
Incontri
28 lug 2026
Fra calici e stelle, i cuori smarriti di Francesca Costenaro
Visto 10.401 volte
Imprese
28 lug 2026
Musica e impresa: Roby Facchinetti e Riccardo Fogli in visita a Fulgor Milano
Visto 10.162 volte
Musica
29 lug 2026
Oltre 8mila spettatori per Sting: la città è pronta per il tutto esaurito
Visto 9.495 volte
Politica
17 lug 2026
Bassano dice sì al ddl Sicurezza: arrivano le multe ai genitori e il fermo per i minori
Visto 22.289 volte
Attualità
13 lug 2026
Crisi idrica: il Brenta resta a secco, il Veneto dichiara l'emergenza
Visto 22.274 volte
Politica
26 lug 2026
Futuro Nazionale nomina il primo direttivo cittadino di “destra pura”
Visto 21.943 volte
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 21.687 volte
Politica
24 lug 2026
Il progetto del Tribunale della Pedemontana approda alla Camera
Visto 21.430 volte
Cronaca
17 lug 2026
PFAS, uova dieci volte oltre i limiti: il Pd chiede alla Giunta i dati dei monitoraggi
Visto 21.331 volte
Attualità
09 lug 2026
Pfas nei pozzi privati, il Pd chiede alla Regione verifiche e tempi certi
Visto 21.233 volte
Attualità
10 lug 2026
Pfas nel Bassanese, Retinò: «Valori sotto i limiti non significano che il problema non esista»
Visto 21.007 volte
Politica
22 lug 2026
Tribunale della Pedemontana: «Alcuni sindaci non possono riscrivere la storia»
Visto 20.971 volte