Attualità

Questa scuola non è un albergo

Per l’immediato futuro della sede pedemontana dell’Istituto Alberghiero Maffioli si prospetta la soluzione di Possagno. Ma nonostante l’ok di Provincia e Regione non c’è ancora certezza. Il Comitato spontaneo delle famiglie sollecita le istituzioni

Pubblicato il 01 ott 2025
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Rieccola qua: la sede associata di Villa Fietta a Paderno del Grappa, in Comune di Pieve del Grappa, dell’Istituto Alberghiero alias I.P.S.S.E.O.A. (Istituto Professionale di Stato per i Servizi di Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera) “Giuseppe Maffioli”, punto di riferimento formativo della Pedemontana del Grappa frequentato anche da studenti del Bassanese.
L’ultimo articolo che le ho dedicato, dopo un’intensa serie di reportage tra il gennaio e il marzo di quest’anno - a seguito della decisione di chiuderla, deliberata dall’amministrazione provinciale - risale appunto allo scorso 16 marzo.
Vi ho riportato gli esiti di un incontro tenutosi nella sede della Provincia a Treviso dopo la soluzione concordata a fine gennaio tra Regione e Provincia di non chiudere ancora la sede distaccata di Paderno ma di prolungare l’attività didattica a Villa Fietta per il corrente anno scolastico 2025/26, fatta esclusione per la prima classe per la quale non è stata prevista l’iscrizione.

L’attuale sede di Villa Fietta a Paderno dell’Istituto Alberghiero Maffioli, in funzione ancora per il corrente anno scolastico (archivio Bassanonet)

Un risultato ottenuto grazie alla raccolta di oltre 4000 mila firme, all’interesse dei mezzi di informazione e agli appelli del presidente dell’Unione Montana del Grappa Paolo Mares.
La certezza del mantenimento in vita del Maffioli “pedemontano” ancora per un anno è rimasta comunque abbinata all’incertezza sul suo futuro, in bilico tra la prosecuzione dell’attuale offerta formativa e l’adozione del modello 4+2, ovvero quattro anni di scuola superiore seguiti da due anni negli ITS Academy integrati, ma necessariamente in altra sede.
Perché, comunque vadano le cose, i nuovi destini del complesso immobiliare di Villa Fietta sono già decisi: diventerà una “cittadella del terzo settore” comprendente anche la scuola dell’infanzia già inaugurata, secondo un visionario progetto della proprietà degli Istituti Filippin.
Nel frattempo, il corrente anno scolastico è iniziato e le famiglie degli studenti iscritti alla sede di Paderno dell’Alberghiero vogliono capire cosa potrà succedere a partire dall’anno che verrà.

In tutto questo tempo, il Comitato spontaneo delle famiglie degli studenti non ha mai mollato la presa sulla questione.
E mentre quello di Villa Fietta è solo un conto alla rovescia verso la fine definitiva della scuola in quella sede, lo scorso 15 settembre, con l’inaugurazione dei nuovi laboratori di cucina, è stata portata a compimento dopo quasi un decennio la sede montebellunese dell’I.P.S.S.E.O.A. Maffioli.
Per la serie: due sedi e due misure.
Ma come rileva il Comitato, “l’analisi dei dati delle iscrizioni, avvenuta a Venezia durante una riunione con le parti interessate, aveva evidenziato come il calo demografico, addotto a motivazione della chiusura della sede di Paderno, non fosse stato precedentemente verificato e quindi non risultasse oggettivo”.
Il Comitato spontaneo ha quindi proseguito il suo impegno a sostegno del mantenimento dell’ultimo presidio di scuola pubblica superiore nell’intera fascia della Pedemontana del Grappa, cercando nei Comuni limitrofi stabili pubblici liberi e potenzialmente idonei.
Finché si è giunti a individuare, grazie alla disponibilità concreta e percorribile del sindaco Valerio Favero, l’immobile di recentissima ristrutturazione, adiacente alle scuole Cavanis e di proprietà comunale, a Possagno.
L’edificio ospita attualmente la scuola media che però l’anno prossimo sarà trasferita a Cavaso del Tomba: 10 aule che potrebbero pertanto accogliere gli studenti del Maffioli a partire da settembre 2026.
Un articolo del “Gazzettino” dello scorso agosto ha riferito inoltre che il primo cittadino possagnese confermava il proposito della sua amministrazione a mettere a disposizione a costi contenuti quegli spazi “ai quali, dopo un sopralluogo tecnico con i dirigenti della Provincia, la Regione ha dato parere favorevole”.
E allora, Houston, qual è il problema?

Il problema è che da allora non si sono registrati ulteriori sviluppi e, a nuovo anno scolastico ormai iniziato, ad oggi non emergono ancora le attese certezze sul futuro della sede distaccata dell’Istituto Alberghiero Maffioli.
Il Comitato spontaneo, nel ruolo di rappresentante dei diversi portatori d’interesse del territorio, chiede alla Provincia e alle istituzioni competenti “la necessaria formalizzazione degli impegni presi ai tavoli di lavoro affinché le famiglie si possano organizzare in tempo utile e la scuola possa programmare gli open day previsti da fine novembre”.
“In questo periodo in cui gli equilibri del territorio si confrontano necessariamente anche con le prossime elezioni - afferma una nota trasmessa a Bassanonet -, il
Comitato auspica che siano riconosciute fattivamente le enormi potenzialità culturali, turistiche ed enogastronomiche tipiche della Pedemontana, che da tempo attende la giusta attenzione in termini di investimenti in strutture e servizi a beneficio delle comunità presenti e a protezione dei soggetti fragili che, da oltre quarant'anni, trovano in questa istituzione scolastica un’adeguata dimensione.”

Ma allora, rispetto alla soluzione di trasferire dal prossimo anno scolastico gli studenti dell’I.P.S.S.E.O.A. nella terra di Canova, come siamo effettivamente messi?
Lo chiedo direttamente al sindaco di Possagno Valerio Favero.
“Come amministrazione di Possagno - conferma il primo cittadino - abbiamo proposto alla Provincia e poi anche in un tavolo tecnico con la Regione la disponibilità di spazi all’interno degli stabili ristrutturati, la prima parte nel 2019 e la seconda alla fine dell’anno scorso, dove oggi ospitiamo la scuola media di Cavaso e Possagno. Quella scuola media ritornerà a Cavaso nell’anno scolastico 2026/27 e quindi si liberano degli spazi.”
“Nel tavolo tecnico che abbiamo fatto a fine luglio - aggiunge - si diceva con la Regione di far verificare questi spazi da parte della Provincia, cosa che è stata fatta ad agosto con i dirigenti della Provincia che sono usciti per vedere gli spazi che sembrerebbero idonei, sentito anche il presidente della Provincia, per poter ospitare una scuola superiore.”
“Ovviamente - precisa Favero - ci sono ancora alcuni allestimenti da fare e quindi in questo momento siamo rimasti d’accordo con la Regione e la Provincia di fare un ulteriore incontro tecnico per valutare i fatti per lo sviluppo di questa proposta che abbiamo portato avanti.”
Dunque, per usare una metafora sportiva, per il trasferimento del Maffioli “pedemontano” a Possagno siamo all’ultimo giro di pista ma non si vede ancora il traguardo.
Ma il sindaco di Possagno è ottimista al riguardo? Lui, personalmente, come la vede?
“Io sono sempre ottimista - risponde Valerio Favero -. Anche in questo caso. È da mesi che ci sentiamo col Comitato proprio per cercare di mantenere quello che ho sempre detto e cioè è fondamentale mantenere un presidio scolastico di questo tipo all’interno del nostro territorio, altrimenti spogliamo completamente la Pedemontana. Non solo per la scuola in sé ma proprio anche per tutto quello che ci gira intorno. È un valore fondamentale per il territorio ed è una battaglia che vogliamo percorrere.”
Il tempo stringe, però: dovrà essere la battaglia di una guerra lampo.

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