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Pubblicato il 20-09-2021 16:10
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Adriano Poli lascia la Fim Cisl Bassano

Diventerà il nuovo segretario della Fim di Verona. A Bassano ha gestito l’emergenza cassa integrazione Covid

Adriano Poli lascia la Fim Cisl Bassano

Adriano Poli, Fim Cisl

Cambio alla guida della Fim Cisl di Bassano. Il segretario Adriano Poli è stato eletto questa mattina segretario dei metalmeccanici di Verona. A Peschiera del Garda, sede dell’assemblea sindacale, erano presenti i vertici cislini, Roberto Benaglia capo della Fim nazionale e Giancarlo Refosco, segretario della Cisl regionale.
Il bassanese Poli prenderà il posto di Luca Morì, storico esponente cislino che ha seguito in prima linea tante trattative del comparto termo-meccanico veronese. Il percorso sindacale di Poli si è svolto tutto all’interno della grande industria bassanese: assunto nel 1994 all’Ocean, le mitiche “Smalterie” per generazioni di bassanesi (oggi Baxi), nel 1996 è diventato per la prima volta rappresentante interno in quota Cisl. Il grande salto nel 2008 quando “passa” sindacalista a tempo pieno seguendo per la Fim tutto il settore metalmeccanico dell’area bassanese. 48 anni, grande appassionato di hockey, negli anni si è fatto interlocutore apprezzato dentro e fuori dal sindacato anche grazie a due casi di contrattazione “ben portati” a casa, ovvero quelli di Baxi e del gruppo Vitec/Manfrotto.
In vent’anni di vita sindacale bassanese ovviamente ha incrociato molte crisi aziendali, alcune superate altre terminate con alterne fortune.

«Le vicende Pedrazzoli e Smev con le relative chiusure annunciate portarono all’epoca periodi di forte tensione. Se oggi vediamo ancora i cancelli aperti lo si deve sicuramente anche all’impegno imprenditoriale della famiglia Caporusso e di Paolo Moresco, che si sono fatti carico di rilevarle con tutti i rischi annessi. Allo stesso modo, credo vada riconosciuto il grande contributo dato dalle capacità professionali e culturali dei lavoratori».

Prima della pandemia, dal tavolo della Fim Cisl bassanese ha dovuto gestire anche la precedente grande crisi, quella dal 2008 al 2011.

«In un’azienda artigiana con tre dipendenti che non spiccicavano una parola di italiano, mentre tentavo di spiegare come funziona la cassa integrazione con il mio inglese decisamente scolastico, all’improvviso sentii tremare le pareti dell’ufficio e gridare “Non devi parlare in foresto, io non capisco niente…”. Era il titolare decisamente arrabbiato perché non riusciva ad origliare».

A Verona, il cislino bassanese andrà ad operare in uno dei territori industriali più dinamici del Veneto, dove proprio i distretti termomeccanici si confronteranno a breve con le complesse questioni produttive innescate dalla transizione energetica.

«Abbiamo superato i giorni terribili del lockdown, chiusi in ufficio a firmare infiniti verbali di cassa integrazione. Facendo interminabili viodeoconferenze, strumenti che prima erano quasi un “divertimento” sono diventati in un lampo essenziali per il lavoro, a tutte le ore, tutti i giorni. Non dimenticherò nemmeno le domeniche vissute con i delegati aziendali ad attendere i decreti e la lotteria dei codici ateco». Alla guida dei metalmeccanici bassanesi arriveranno Davide Passuello, marosticense che fino ad oggi ha operato nel territorio di Thiene ed Angelina Frison, sindacalista che arriva dall’esperienza come delegata in Baxi.

«Non posso non ricordare una figura a cui sono profondamente legato, si tratta di un vecchio e storico delegato delle Smalterie, Bruno Zanon. Anche in questi giorni in cui nelle fabbriche si discute animatamente di obbligo vaccinale e green pass non ha mancato occasione per rimarcarmi, a fronte di qualche timidezza di troppo, il senso di dovere per la protezione dei cittadini e della loro salute».

Già, il senso della protezione della salute dei cittadini.

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