Laura VicenziLaura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

Musica

Modalità lettura 4 - n.10

Un ammaraggio con tappa in Toboga, album musicale degli Eraclea che disegna con pennarelli colorati le contraddizioni dell'estate

Pubblicato il 10-08-2025
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C’è chi in agosto si stende sulla sdraio all’ombra con un libro, e chi sceglie di lasciarsi trascinare dalla corrente di un disco. Cambiano i supporti, ma l’effetto è lo stesso: si salpa per altrove.
In questa domenica pre Ferragosto da bollino nero, la nostra rubrica getta l’ancora nel territorio di Castelfranco Veneto. L’approdo, un’orchestra “balneare”, o anche una “turbopopband”, così loro, che ha scelto di omaggiare con il suo nome Eraclea e ha varato il suo primo album, Toboga, che sta portando ad ascoltare in diversi appuntamenti sul territorio dedicati ai concerti dal vivo.

Eraclea, al Textival 2025

Come gruppo, gli Eraclea sono nati nel 2019 dall’incontro di cinque musicisti trevigiani, ai quali si è in seguito aggiunto un sassofonista (Ilic Emiliano Bertolo, Roberto Lai, Luca Maccioni, Mauro Martinuz, Luca Sella ed Enrico Squizzato). Il ritrovo per loro è la Conigliera di Castelminio di Resana, centro di produzione delle arti performative e sede di teatro stabile sperimentale gestito dalla pluripremiata compagnia Anagoor, di cui Martinuz fa parte.
Nel 2022 c’è stato l’incontro con Dischi Soviet Studio, quindi la registrazione ufficiale dell’album arrangiato da Martinuz, mixato da Matteo Marenduzzo, masterizzato da Max Trisotto.
Quello di Toboga è un messaggio musicale che sa di atmosfere marine da post Ferragosto, con dentro un po’ di malinconia di settembre.
Il titolo sa di giochi d’acqua – il loro logo realizzato da Pierluigi Perin è una conchiglia dai connotati piuttosto lisergici – ma fa riferimento anche a slitte che portano cose preziose, quindi in sottotraccia ci sono insieme le idee di trasporto e di slancio, di necessità e di divertimento.
Dentro il cd, undici canzoni che si muovono tra queste sponde: da un lato le parole portano il peso delle cose importanti – amori, partenze, attese, conflitti – dall’altro la fattura dei testi e soprattutto la musica invitano alla leggerezza, al riderci sopra, un po’ come fa chi gioca con la risacca anche quando la marea sale. Rimanendo in metafora, dal versante musicale si parte da un molo punk, si attraversano correnti elettroniche e ci si lascia sospingere dal vento di sintetizzatori e chitarre anni Ottanta.
Fra le tracce contenute nel disco: i testi, a cura di Lai, evocano mondi immaginari che però somigliano pericolosamente al nostro (Pappagallini e banane, Saturno, Chewbecca); altri parlano d’amore – fisico, sentimentale, universale – anche in modo non del tutto balneare in verità (Milioni di anni, Non dirmi mai, Volare);Uma Uma e Mare prospettano piccole fughe verso lidi spensierati, mentre Sto sempre meglio alza le vele come un inno generazionale dal retrogusto salmastro. Su I Soldi di Ieri gli Eraclea lasciano che sia l’ascoltatore a interpretare ciò che vede all’orizzonte.
Prima traccia, giustamente, Agosto, con il suo testo a metà tra il dada e Battiato che coniuga “luci blu sia tra le stelle che nel fondo del mare”, “alleluja e Kamasutra” e discorsi vuoti da cicaleggio estivo al bar.
I videoclip festaioli legati ad alcune canzoni scelte come singoli sono stati girati alla Conigliera, luogo rigenerato e bianco dove è di prassi l'abbraccio tra suono e immaginario.
Eccone uno www.youtube.com/watch?v=nmTwQK8BnQc, con dedica a questa domenica.

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