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Opera Estate Festival

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Opera Estate Festival

Laura VicenziLaura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

Interviste

La ri-evoluzione vista da Ground

Dal 16 al 23 settembre, Villa Angaran San Giuseppe si fa motore di un interessante Social Forum. Ne parliamo con Tommaso Zorzi, del comitato scientifico

Pubblicato il 12-09-2023
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Non è opportuno dire si scaldano i motori, ma certo si pedala con lena, in Villa Angaran San Giuseppe, per Ground.
Organizzato dall’Università Iuav di Venezia e da Rete Pictor, il Social Forum dedicato alle fragilità ambientali e sociali dell’attualità sarà suddiviso in quattro giornate, dal 16 al 23 settembre, che prevedono un fitto calendario di incontri, occasioni di divulgazione e di spettacolo, esposizioni artistiche, esibizioni site specific, convivialità e immersione nel verde.
L'iniziativa è parte del progetto di ricerca ClimHUB di cui Iuav è partner, ricerca che considera unitariamente l’adattamento climatico e la valorizzazione sociale ed estetica dei contesti urbani. Il progetto opera per trasformare uno spazio aperto complesso strutturato secondo modelli monumentali-conservativi in un luogo climaticamente sicuro e socialmente inclusivo nel rispetto degli obiettivi dell’Agenda2030 delle Nazioni Unite ed è attivo sulle pertinenze della Villa palladiana.

I Marlene Kuntz, ospiti di Ground

«Ground è aperto a tutte le persone che vogliono immaginare-agire-fare la ri-evoluzione in maniera meno antropocentrica», dichiarano gli organizzatori. I soggetti attivi coinvolti operano da tempo per un cambiamento nel proprio territorio: comunità, cooperative, associazioni, ricercatori che con il proprio lavoro provano a ridurre in molti campi divari e esclusioni.
In calendario ci sono dieci tavole rotonde guidate da esperti (su iscrizione) i cui focus esplorano temi come l’ambiente e il clima, l’accessibilità, la salute e il benessere, l’architettura e l’alimentazione.
A costituire il cuore pulsante del programma sono sette momenti laboratoriali collettivi guidati da esperti nazionali e internazionali che daranno l’opportunità di riflettere e di condividere esperienze di sostenibilità ecologica e sociale, guidati dalla parola chiave: ri-evoluzione. Appuntamento con i convegni (aperti a tutti, fino a esaurimento dei posti) da lunedì 18 al 23 settembre, giorno di chiusura della rassegna: guardando ai titoli, si va da “Oltre l’antropocene” a “Fare bene all’ambiente”, da “Clima in movimento” fino a “Applicare Ground”, dove si creerà un dibattito su scenari non utopici ma possibili.
All’interno delle giornate, sono in programma diverse presentazioni di libri, tra questi figura il 16 settembre alle 16.30 il quaderno di riflessioni che porta il titolo del Social Forum, a cura di Michela Pace, Marco Lo Giudice, Tommaso Zorzi, Mattia Bertin, che costituiscono la direzione del comitato scientifico organizzatore.
Vasto e di qualità il carnet degli spettacoli: sabato 16, apertura con una mostra fotografica allestita da Collettivo Genet, dal titolo “La timidezza delle chiome”, frutto di una residenza artistica realizzata in Villa; l’evento serale di grande richiamo sarà un concerto dei Marlene Kuntz (inizio alle ore 21), che porta il titolo Karma Clima, dall'undicesimo album del gruppo musicale piemontese uscito nel 2022; domenica 17 settembre, la compagnia Ailuros proporrà in tre repliche, a partire dalle ore 18 fino alle 21, lo spettacolo partecipativo e itinerante Specie estinte, dalla selva alle stelle, una rilettura contemporanea del poema dantesco diretta da Barbara Riebolge; la sera del 20 settembre spazio alla danza contemporanea con Palmo di mano, esibizione proposta da Kerkocompagnia; giovedì 21 saranno di scena musica e narrazione in una “flaviada” condotta da Mattia Pontarollo che farà ascoltare il disco “Elwan” dei Tinariwen, affascinante album di DesertBlues; venerdì 22, Enrico Zarpellon proporrà un “Walkabout” dedicato a libri e cibo, prodotti letterari allestiti per una buona tavola; chiusura sabato 23 con mercatino e aperitivo in musica.
Tutte le formazioni sono gratuite e tutti gli eventi a offerta libera e responsabile. Per dettagli, iscrizioni e informazioni: www.villangaransangiuseppe.it/ground-programma/ (e-mail ground@villangaransangiuseppe.it).

Parliamo dell’iniziativa, a cui si lavora da tempo e che ha avuto una nutrita anteprima di azioni raccolte in un multiforme elenco di “infiltrazioni”, con Tommaso Zorzi, del comitato scientifico di Ground.

La rassegna ha un programma variegato, che intercetta interessi e utenti diversi. A chi si rivolge, in modo particolare?
A tutti coloro che stanno sul "ground", che abitano la terra e camminano sul suo suolo: ogni persona del pianeta è ipoteticamente invitata e al social forum, pur consapevoli di affrontare le questioni dall’osservatorio di Villa, molto immerso nel territorio bassanese. Consapevoli dell’enormità del tema e della varietà di proposte simili, non abbiamo individuato un target specifico, ma offerto a tutta la comunità bassanese un momento esperienziale poco didattico e molto riflessivo sul modo che abbiamo di stare al mondo, facendo interagire il bagaglio culturale sull’inclusione della rete di Villa Angaran San Giuseppe con la ricerca e l’approfondimento accademico della rete IAUV. Questo momento vuole davvero cercare di unire sguardi differenti, con momenti dedicati all’infanzia e alle famiglie (laboratorio di domenica mattina), all’adolescenza (ask the youth), alla ricerca (i groundlab) all’arte e alla cultura trasversale (mostre, danza, concerti).

Le attività “propedeutiche” che avete proposto, tutte collegate al contenitore del Social Forum, hanno testimoniato che c’è attenzione da parte del territorio alle tematiche che mette in campo Ground?
Certo, moltissima attenzione. Anzi, più che propedeutiche quelle attività (noi le abbiamo chiamate “infiltrazioni”) e il social forum sono conseguenza di quanto il territorio chiede e realizza.
L’esperienza di Villa Angaran San Giuseppe ci ha mostrato che aprire le porte di un nuovo bene comune e mettersi in relazione è stato molto più vincente che avere idee geniali e seguirle con tenacia: che il lento lavoro di comunità, tra incertezze e complessità, condiviso con una grande quantità di attori diversificati porta ad attivazione generativa e mutevole. In tal senso, Ground vuole essere anche una riflessione sul fatto che non sono i grandi festival o i grandi esperti a cambiare le cose e nemmeno le singole scelte quotidiane. La reciproca interazione e alimentazione tra i due aspetti, invece, è una strada per quanto più lenta più vincente.

A volte per essere credibili si tratta di prendere una posizione chiara e pubblica: siamo nel mezzo di un’emergenza climatica dove l’azione umana è rilevante e determinante, o come pensano alcuni, i cambiamenti climatici ci sono sempre stati “da che mondo è mondo” e quello che attraversiamo non è che uno di questi? Dove si assesta l’osservatorio del Comitato scientifico di Ground?
I cambiamenti climatici ci sono sempre stati ma mai l’azione antropica è stata così influente nel direzionarli. La risposta diretta a questa domanda la potete venire a sentire venerdì 22 al tavolo “Ecologia della felicità”, in cui assieme al prof. Bartolini decidiamo di non abbracciare né l’idea tecnottimista né quella ecopessimista, ma di leggere un mondo in grande inevitabile decelerazione economica, in cui un approccio più sobrio alla vita non è un limite, ma la più efficace occasione di miglioramento del benessere diffuso.

Un tema rilevante che sarà affrontato riguarda l’ambiente. Spesso da Villa Angaran San Giuseppe arriva l’invito a raggiungere il luogo degli eventi in bicicletta o a piedi. In che stato è la viabilità a Bassano, lo permette in sicurezza?
Sicuramente mai ci sono stati pochi incidenti sul ponte nuovo come in questa estate! Battute a parte, non pensiamo che la viabilità di Bassano sia particolarmente migliore o peggiore di quella di altre città della Regione, in cui la condizione non progettata della città diffusa veneta ha reso decisamente complicata una viabilità efficace e una rete di trasporti pubblici capillare. Dall’altro lato nel lento lavoro che la Villa sta facendo con il territorio, oltre all’invito puntuale per la mobilità lenta che rivolgiamo ai partecipanti dei nostri tanti eventi gratuiti, abbiamo condiviso con il comitato di quartiere Angarano l’avvio di una riflessione concreta per rendere ZTL l’area Zanuso del quartiere. Ci vorranno anni, ma con un lavoro di coinvolgimento dei residenti crediamo possa essere possibile dimostrare che la mobilità non carrabile è una possibilità efficace che non dobbiamo relegare alle zone di pregio architettonico (tipo il centro storico) ma a tutte le zone ad alta residenzialità, dove maggior sicurezza, lentezza, fruibilità degli spazi condivisi potrà incrementare la qualità della vita di coloro che ogni giorno, con le proprie diversità, rendono un luogo vivo e peculiare.

Il Social Forum ha un programma artistico molto interessante, che spazia dalla musica alla fotografia al teatro... L'arte ha un ruolo importante nell'avvicinare a tematiche come quelle che affronta Ground.
Sulla parete orientale della villa, in corrispondenza dell’ATELIER F, abbiamo proposto una scritta molto famosa: “Earth without art is just eh”, ossia la Terra senza l’arte è un’esclamazione vuota.
L’arte è la più antica forma di preghiera, comunicazione, condivisione che la nostra specie ha sviluppato nei millenni, spesso a partire o in dialogo con il mondo circostante e i suoi elementi. Direi che l’arte non ha un “ruolo” ma è un vero linguaggio, ha una funzione vitale, che ci esce da ogni poro, è l’inevitabile emergere del desiderio di bellezza e stupore per il mondo che testimoniamo da anni.
La cosa bella è che stiamo cercando sempre più di deantropizzare perfino l’arte, facendola assieme ai vegetali e all’ambiente, o imparandola e declinandola da loro: a tal riguardo invito tutti al vernissage della mostra “La timidezza delle chiome”, che ci mostrerà alcune opere costruite in sinergia con il bosco urbano inaugurato il 21 giugno.

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