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My name is Tich

Ma guarda un po': c'è una che si chiama come me, ed è la nuova aspirante stellina del pop inglese

Pubblicato il 26 mag 2013
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Mi sono sempre chiesto quale sensazione provano le persone che portano lo stesso nome di personaggi famosi. Come, ad esempio, la signora Monica Bellucci, casalinga di Roma con tre figli, o la signora Maria De Filippi di Bologna che - come racconta l'articolo di un settimanale dedicato agli “omonimi” - quando ha cercato di segnalare un guasto alla linea telefonica si è sentita rispondere dall'operatore: “Che fa signora, ci prende in giro?”.
I casi sono infiniti, e disparati: Paolo Rossi e Roberto Baggio, per andare in ambito calcistico, contano numerosi “alter ego” e di Giuseppe Verdi e Giuseppe Mazzini, per passare al “settore” storico, sono pieni gli elenchi telefonici. Fino ad arrivare a Campiobbi, paesino in provincia di Firenze, dove abita il signor Michelangelo Buonarroti.
Un fenomeno curioso che accade anche dalle nostre parti: in televisione a Bassano ho avuto come collega il tecnico di ripresa e montatore Alessandro Costacurta, tifoso juventino sfegatato, che per anni ha dovuto “sopportare” l'omonimia con il celebre difensore del Milan. Finendo addirittura, suo malgrado, per essere intervistato e fotografato da un mensile milanista dell'epoca che aveva rintracciato in giro per l'Italia gli omonimi dei calciatori rossoneri.

Sensazioni e curiosità che ritenevo mi sarebbero state sempre estranee, perché col cognome che mi ritrovo, e con il quale tutti indistintamente mi chiamano, mai avrei pensato di avere anch'io un omonimo - anzi, un'omonima - tra le celebrities inseguite dai media.
Finché un bel giorno - come talvolta si fa nei momenti di cazzeggio - non ho cliccato il mio cognome su Google, per vedere che cosa compariva. Ed è allora che ho scoperto l'esistenza di Tich: una giovane e carina morettina inglese, aspirante nuova stellina del pop britannico.
In realtà Tich è il suo nome d'arte: la signorina, all'anagrafe, si chiama Rachel Furner. Come mai abbia scelto di chiamarsi così non è dato sapere, o almeno non sono riuscito a scoprirlo: fatto sta che la mia giovanissima omonima (ha appena 19 anni) è una cantante e cantautrice attiva nel panorama musicale dal 2006 ed è ormai lanciata nel rutilante mondo dello showbiz.
Il suo primo singolo, “Dumb”, è entrato nelle chart inglesi e il video della canzone ha oltre 740mila visualizzazioni su youtube. Per carità: non siamo ai livelli di Gangnam Style, ma sono sempre numeri considerevoli. Sempre sul “tubo” l'intraprendente cantautrice (ovvero la sua casa discografica) ha attivato il Tich's Channel, con tutti i video della sua ancora embrionale carriera, comprese alcune cover degli “One Direction”.
C'è poi I Am Tich (iamtich.com), il sito web ufficiale della ragazza, la cui home page è semplicemente una directory per connettersi direttamente sui social network, dove impazzano i commenti della community “Tich Fam”, ovvero della “famiglia” dei numerosi fans della morettina. La quale, pur essendo agli esordi discografici, ha già conquistato anche tre righe su Wikipedia.
Ve lo confesso, dunque: leggere tutta questa invasione di “Tich” sulla Rete mi fa un effetto strano, mai provato prima. Una curiosità che mi ha portato a interessarmi di questa ragazza, a cui altrimenti - per “target” discografico e generazionale - non avrei dedicato la benché minima attenzione. Meraviglie e misteri dell'omonimia. Vuoi vedere che qualche fan della giovane Rachel, cliccando il suo nome d'arte sui motori di ricerca, finirà per connettersi su Bassanonet?

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