Ultimora
Musica
02 lug 2026
Terre Graffiate: sul Grappa escursioni e concerti, tra tradizione e sperimentazione
2 Jul 2026 13:17
L'ambasciata cinese in Regione Veneto, focus su eccellenze e Zls
2 Jul 2026 13:16
A Venezia il 18 luglio torna la Festa del Redentore
2 Jul 2026 12:31
Minaccia il nipotino, denunciata una nonna in provincia di Vicenza
2 Jul 2026 11:51
Morto dopo quattro giorni operaio travolto da un palo nel Padovano
2 Jul 2026 14:46
Quad precipita sui monti nell'Imperiese, tre morti
2 Jul 2026 14:28
La lana
2 Jul 2026 14:05
L'inchiesta su Elisa Claps riaperta per concorso in omicidio
2 Jul 2026 14:06
Piazza del Campo inagibile, il Palio di Siena rinviato a domani
Intervista all’artista Saul Costa
Protagonista al ciclo di incontri "PaginaPiegata - Intrecci d’arte" di venerdì 22 marzo
Pubblicato il 27 mar 2013
Visto 3.428 volte
Saul Costa nasce a Vicenza nel 1974, si diploma in Grafica pubblicitaria e Fotografia. Amplia e completa la sua formazione presso la sezione di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Congiuntamente all’esperienza artistica, da dodici anni si dedica all’insegnamento del disegno e della storia dell’arte presso il liceo scientifico “U. Masotto” di Noventa Vicentina. Dal 1997 ha partecipato a trenta esposizioni, di cui ventidue collettive e otto personali, oltre a vari concorsi a livello nazionale.
I cicli MATERIAOROLUCE, curato da Flavia Casagranda, e SOFFUSE ATMOSFERE DEL REALE, a cura di Mario Guderzo, vedono protagoniste le architetture religiose - cristiane e islamiche - delle città di Istanbul, del Cairo e Venezia. Ci vuoi parlare del ruolo che assumono per te queste architettoniche di matrice sacra?
Un momento dell'intervista al Teatro Remondini
Il filo conduttore degli ultimi quattro cicli pittorici è la ricerca della spiritualità e della sacralità nel legame che unisce l’uomo a Dio. Non è un tema nuovo, esiste sin da quando l’essere umano si è posto il problema di capire il significato della propria esistenza. Le architetture sacre, simboli cardine attraverso cui si manifesta questo rapporto che vede al centro la religione, sono la sintesi di forma, ricerca della spiritualità e divinità.
In questa ricerca è evidente che la luce assume importanza vitale. Per quali motivi?
Il rapporto con la luce è fondamentale perché da sempre l’uomo ha trovato nella luce una fonte per indagare e scoprire la propria esistenza. Dal mio punto di vista è essenziale perché oltre a creare giochi di chiaroscuro e mostrare le strutture portanti dei luoghi sacri, la interpreto come il segno della presenza trascendentale della divinità, di dio. È la divinità che si fa luce.
Quali sono le peculiarità che la pittura ti offre in qualità di medium prescelto?
Mi esprimo attraverso la tecnica tradizionale della pittura ad olio, dipingendo ed impastando le terre, gli ossidi e i minerali come i grandi maestri del ‘500.
Sino ad un anno e mezzo fa la mia pittura si caratterizzava per l’impatto violento e gestuale sul supporto rigido posto verticalmente. Ora è quasi scomparso l’uso del pennello, lavoro con il supporto in orizzontale e il mio lavoro è paragonabile a quello dei monaci tibetani che prendono le polveri colorate e costruiscono un mandala.
Nella serie TRA CIELO E TERRA curata da Anna Petullà e Giovanna Strada metti in scena una personale versione della Torre di Babele, della leggendaria costruzione di cui narra la Bibbia nel libro della Genesi. In che modo la ritieni attuale?
Sono sempre sono stato affascinato dalla storia della Torre di Babele, al di là dell’aspetto biblico. L’idea di intraprendere e portare all’esasperazione questa tematica è nata durante un viaggio in Egitto, un tempo culla della cultura, dell’arte e della religione, oggi terra martoriata, implosa su se stessa, babelica. Dal punto di vista grafico mi sono rifatto all’opera di Pieter Bruegel il Vecchio oggi conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Mi interessava mettere in relazione il dramma dell’esistenza umana, che risale al passato, con la contemporaneità. In un’epoca in cui possiamo essere in contatto con tutti attraverso la tecnologia, la stessa tecnologia diviene l’espediente che divide gli uomini.
Credo che per ricercare la spiritualità perduta dobbiamo tornare alle culture del mediterraneo e visitare quei luoghi fonte della nostra originale identità.
Le immagini di tori, capre, cavalli, centauri e satiri che popolano la serie MINOTAUROS a cura di Anna Petullà e Giovanna Strada sono stati utilizzati come semplici ispiratori formali. Quali significati hanno assunto nella tua ricerca questi animali?
Nei primi studi e viaggi nel mediterraneo alla ricerca delle fonti della nostra identità mi sono imbattuto nell’aspetto bestiale: la ricerca degli animali che venivano sacrificati alle divinità. Sacrificio significa rendere sacro. Da lì è iniziato il ciclo pittorico che vede protagonista l’immagine iconografica di capre, cavalli, ma soprattutto del toro, da sempre considerato l’animale per eccellenza. L’animale era sacrificato, il sangue scendeva nella terra e da lì si rigenerava la vita. Si creava questo rapporto tra l’uomo, dio e soprattutto la vita. Non a caso vicino all’animale c’è spesso un tumulo, la prima forma di sepoltura dell’uomo, che copre i corpi dei propri simili creando un cono che proietta l’essere umano verso la spiritualità, verso Dio.
L’opera più rappresentativa della serie ritrae il leggendario Toro di Falaride, originale strumento di tortura e di esecuzione progettato nell'antica Grecia. Mi aveva colpito l’immagine di una stele vista vicino ad Agrigento che ritraeva un uomo all’interno del toro. In quella forma ritrovo l’uomo all’interno del ventre materno, ma potrebbe essere anche il mio autoritratto. È la persona che diventa partecipe del dramma dell’esistenza.
È evidente che nella tua idea di umanità sei contagiato da quello che vedi attorno: dal senso di vuoto, dalla disperazione umana come dalla grande bellezza. Qual è, oggi, il ruolo e quali sono le responsabilità che credi un artista abbia rispetto alla società a cui è destinata la propria opera?
Parto dal principio che non si può vivere senza arte e che l’artista è un veggente che va al di là delle sensazioni e delle apparenze che normalmente la società può percepire e le esprime attraverso la propria opera, che in molti casi viene rivalutata molto tempo più tardi.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 28.699 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 21.336 volte
Geopolitica
27 giu 2026
Il Pentagono presenta una nuova richiesta di fondi per la guerra contro l'Iran
Visto 19.000 volte
Attualità
26 giu 2026
Caos Capitale della Cultura 2029: il centrodestra si spacca e il PD attacca
Visto 18.834 volte
Attualità
27 giu 2026
Caldo record sulla Pedemontana: attese massime fino a 40 gradi nel fine settimana
Visto 18.690 volte
Attualità
29 giu 2026
Vandalismi nella notte: il centro di Bassano chiede una strategia anticrimine
Visto 13.081 volte
Politica
29 giu 2026
Blitz contro Vannacci: volantini shock al gazebo del movimento
Visto 12.545 volte
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 28.699 volte
Attualità
08 giu 2026
«Rispondiamo a un impegno assunto con i cittadini»: Nicola Finco dà il via al piano per la spiaggetta
Visto 23.609 volte
Politica
11 giu 2026
Comunicazioni politiche sui canali dei Quartieri, Pietrosante attacca "È il Momento"
Visto 21.657 volte
Politica
15 giu 2026
Conti della Polizia Locale e tessere contese, Pietrosante gela FdI: «Con Giangregorio tempo perso»
Visto 21.374 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 21.336 volte
Attualità
09 giu 2026
Don Andrea Guglielmi lascia Bassano: il saluto della città all’abate del dialogo
Visto 21.292 volte
Politica
09 giu 2026
Bassano, la minoranza porta in Consiglio il caso della ciclopista del Medoaco: "Mancano i 600mila euro"
Visto 21.207 volte
Attualità
17 giu 2026
A Bassano l'ultimo viaggio nello sguardo di Sebastião Salgado
Visto 20.848 volte
Attualità
20 giu 2026
La Ciclopista del Canale Medoaco slitta al 2027: nuovo progetto da 1,2 milioni di euro
Visto 20.634 volte