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Le note jazz di Brad Melhdau al Castello degli Ezzelini

Arriva a Bassano con una formazione a tre uno dei più grandi pianisti jazz. Mercoledì 11 luglio alle 21.20 sale sul palco del Castello Brad Meldhau accompagnato al contrabbasso da Larry Granadier e alla batteria da Jeff Ballard

Pubblicato il 10 lug 2012
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Prosegue il Bassano Jazz Festival, la rassegna jazz che porta in città dal 10 al 14 luglio i grandi nomi del jazz, organizzata da Panic Jazz Club con Operaestate Festival Veneto. Mercoledì sera è la volta di un grande pianista, da poco tornato ad esprimersi in un linguaggio pienamente jazz con il CD “Ode (Nonesuch)”, 12 originali brani dedicati a personaggi di fantasia ricchi di groove e afflato lirico. “Ode” segna il ritorno in studio con una formazione in trio (lo affiancano Larry Grenadier al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria), e rappresenta un grosso sforzo compositivo in quanto prevede 11 pezzi originali scritti dallo stesso Mehldau, molti delle quali rappresentano tributi o “odi” a personaggi reali o di finzione come ad esempio “M.B” dedicata a Michael Brecker, “Kurt Vibe” dedicata al chitarrista Kurt Rosenwienkel o “Wyatt’s Eulogy for George Hanson” dedicata ad un personaggio del film Easy Rider.
Brad Mehldau è salito alla ribalta giovanissimo negli anni novanta. Pianista di formazione classica, si è presto convertito al jazz.
A New York frequenta la Nuova Scuola per le Ricerche Sociali e ha come insegnanti i pianisti Fred Hersch, Kenny Werner e il batterista Jimmy Cobb. Quest’ultimo lo assolda per suonare nella sua band e il sassofonista Joshua Redman lo chiama per il suo quartetto.

Brad Melhdau al piano

Nel 1994 Mehldau forma un trio sulle orme e sotto l’influenza del pianista Bill Evans a cui si ispira e dal quale ha ereditato la capacità armonica e introspettiva. Incide il primo album intitolato “Introducing” nel 1995. Nel 1999 concepisce “Elegiac Cycle”, album solista vagamente impressionista, postmoderno, minimale, dove sono udibili gli studi classici che impregnano la sua cultura musicale. Nel 2000 arriva il disco “Places”, sempre in trio e forse il migliore di tutti. Incide nel 2002 “Largo” non più con il suo abituale trio ma con gruppi diversi. Con “Live in Tokyo” conferma la maturità raggiunta come solista e la rivista statunitense di jazz Down Beat ne glorifica la sua arte premiandolo come miglior pianista jazz del 2004.
Informazioni e prenotazioni Biglietteria Operaestate tel. 0424 524214

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