Tradizioni

Barca de San Piero

Magia di una notte di inizio estate

Pubblicato il 29 giu 2011
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Roberto Frison, Popi per tutti, è un vero custode della cultura locale. Affascinato dai racconti dei veci, dalle storie della propria terra, non perde occasione per cercare di rapirle al tempo dandogli una collocazione più definitiva. Ecco che, con qualsiasi mezzo, lo vediamo impegnato in questa sua missione di creare una sorta di museo della tradizione. Un tempo tutto avveniva con i racconti tramandati di padre in figlio al filò, oggi nella versione di comunicazione più moderna fatta di video, fotografie digitali e pubblicazioni su social network. E proprio da questo ambiente di incontro virtuale, spesso denigrato, che ho scoperto della barca de San Piero. Vi riporto qui sotto quanto scritto da Popi Frison nel suo gruppo di Facebook:
“Alla sera del 28 giugno, vigilia dei Santi Pietro e Paolo, nel Veneto rurale era uso e costume fare i preparativi per creare la “barca de san Piero e Paolo”. La cosa avveniva così:
si prendeva un vaso “giardiniera” di vetro trasparente da 2-3 litri e lo si riempiva d’acqua per poco più di 2/3. Si rompeva un uovo fresco, e con estrema cautela si faceva colare dentro il vaso d’acqua il solo albume, stando attenti a non farci scivolare dentro il tuorlo (altrimenti tutto da rifare!). Dopodiché con molta delicatezza si portava il vaso d’acqua nell’orto, possibilmente vicino ai radicchi, e lo si lasciava lì aperto e senza coperchio per tutta la notte affinché la rugiada facesse il suo effetto.

Foto di Popi Frison

Al mattino, una volta alzato il sole, si poteva riportare in casa il vaso, possibilmente da metter in bella mostra nel davanzale di casa affinché anche i passanti potessero vederlo e rendersi conto che anche in quella famiglia ci si era ricordati della festitivà dei santissimi. Già perché fino a qualche anno fa il 29 giugno era giorno di festa con tutte le ritualità del caso.
Io mi ricordo perfettamente quando tornando a casa dalla messa delle 9 del mattino, allungavo l’occhio per curiosare nei davanzali delle case altrui per vedere come era venuta la barca a loro (ovviamente la mia, per quanto informe, era sempre la più bella…).
Durante la notte tra il 28 e il 29 giugno, l’albume si posizionava verso il centro del vaso, assumeva una forma particolare con le due estremità che si alzavano verso la superficie dell’acqua assottigliandosi dando all’agglomerato una forma di barca. A volte si formavano delle vere e proprie vele anche, che erano presagio di estate piovosa, mentre se si intravedeva una sottospecie di soggetto umano (San Piero) allora l’estate sarebbe stata serena ed assolata.
Ci son anche dei proverbi legati a questo giorno:
Xè vero, xè vero xè rivà San Piero
xè vero, xè vero xè rivà la barca de Sanpiero.
Se piove a San Paolo e Piero piove par on ano intìero.
Dopo San Piero e siarexe gà el puliero (intendendo per puliero il bao, cioè il verme. In pratica le ciliegie sono buone da raccogliere fino al 29 giugno perché dopo fanno il verme).”

Grassie Popi!

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