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Redazione
Bassanonet.it
Dammi una mano
Celebrata l’8° Giornata Nazionale per la Salute della Mano, con visite gratuite ai pazienti. Il dott. Nicola Bizzotto, specialista in Chirurgia della Mano: “La mano è soggetta a patologie e infortuni e deve essere trattata in maniera corretta”
Pubblicato il 03-06-2022
Visto 5.566 volte
Dammi una mano. Non per leggerti il futuro, ma per analizzare il presente.
E cioè come stanno le tue mani, le due dita, i tuoi polsi e i tuoi gomiti.
Sabato scorso 21 maggio si è celebrata in tutta Italia l’8°edizione della Giornata Nazionale per la Salute della Mano, promossa dalla Società Italiana di Chirurgia della Mano (S.I.C.M.). In tutti i territori coinvolti, specialisti in Ortopedia e in Chirurgia della Mano hanno effettuato, su prenotazione, visite e consulti gratuiti ai pazienti interessati a saperne di più circa le condizioni dei loro arti superiori.
Quelle che riguardano la mano sono patologie assai più diffuse di quanto non si credi: dalla sindrome del tunnel carpale al dito a scatto, solo per citarne un paio.
Si aggiungono le problematiche legate agli infortuni sul lavoro e alla traumatologia, che riguarda ampi settori della vita quotidiana come le attività domestiche o lo sport.
Da qui la necessità, da parte di Società Italiana di Chirurgia della Mano, di “diffondere il verbo” della prevenzione (presa in carico precoce), della terapia medica o chirurgica e della riabilitazione post intervento delle patologie o dei traumi della mano.
Tra i soci della S.I.C.M. c’è anche il dottor Nicola Bizzotto, specialista in Ortopedia e Traumatologia e in Chirurgia della Mano, che in occasione della Giornata Nazionale - come tanti altri suoi colleghi della medesima specialità lungo lo Stivale - ha tenuto dei consulti gratuiti, affiancato dal giovane fisioterapista Simone Bittante, nell’ambulatorio del gruppo Manomedica presso il Centro Salus di Marostica.
La figura del fisioterapista, per il trattamento della casistica riguardante la mano, è essenziale.
“Lavoriamo in una équipe - spiega Simone Bittante -. Abbiamo il chirurgo che ci manda i pazienti e noi, terapista occupazionale e fisioterapista, li prendiamo in carico. Il nostro lavoro sta nel fatto di permettere al paziente di recuperare la funzione persa per un infortunio, un incidente o comunque per il problema che ha in corso.”
“Agiamo attraverso diverse metodiche - continua il fisioterapista -. Possiamo utilizzare degli esercizi, di stretching, di rinforzo muscolare; possiamo utilizzare le terapie fisiche strumentali, oppure utilizzare dei tutori su misura del paziente.”
“Il ruolo del fisioterapista è molto importante - conclude Bittante -, per permettere al paziente di recuperare la funzione, l’abilità e anche per ridurre il dolore nel più breve tempo possibile.”
Dottor Bizzotto, parliamo dell’8° Giornata Nazionale per la Salute della Mano.
Di cosa si tratta, esattamente?
L’8° Giornata per la Salute della Mano è un’iniziativa della Società Italiana di Chirurgia della Mano che sostanzialmente serve a promuovere sul territorio nazionale la salute e la prevenzione delle patologie della mano. La mano è un organo molto importante che noi utilizziamo nel lavoro, nell’attività quotidiana, nello svolgimento degli hobby, per le azioni di ogni giorno anche tenendo in mano il telefonino eccetera. È soggetta a patologie e a infortuni e deve essere trattata in maniera corretta e anche seguire un percorso di recupero corretto. Pena la mancanza di un recupero ottimale della mano oppure tempi troppo lunghi che causano quindi un mancato rientro nell’attività lavorativa.
Ci sono delle figure sanitarie che si dedicano in maniera specifica a questo percorso, di tipo chirurgico e anche di tipo riabilitativo, che ovviamente devono essere conosciute nel territorio. Per questo motivo la Società Italiana di Chirurgia della Mano ha istituito questa giornata di promozione per il territorio. I soci aderenti - chirurghi della mano, quindi medici, e anche società affiliate quali la Società Italiana dei Fisioterapisti della Mano - collaborano quindi in questa giornata e possono fare attività di promozione nel territorio in cui esercitano e allo stesso tempo fanno conoscere alla popolazione questa realtà.
Cosa si fa durante questa giornata, nella fattispecie?
Durante la giornata vengono fatte delle visite mediche gratuite e anche delle consulenze sempre gratuite di tipo fisioterapico alla popolazione del territorio che si è iscritta all’iniziativa. Il paziente viene accolto presso la struttura e viene fatto uno screening di quale potrebbe essere una delle patologie di fondo che ha questa persona, che poi, se del caso, viene indirizzata verso un percorso di cure o di riabilitazione corretto.
Quando parliamo di patologie ortopediche, pensiamo sempre intuitivamente ai piedi, alle gambe, all’anca, al collo… Pensiamo invece poco alle mani. In realtà le mani cosa rappresentano dal punto di vista della casistica medica?
Esattamente, ci pensiamo poco. Infatti io dico sempre ai miei pazienti, come lo dicono anche i fisioterapisti che collaborano con me: se volete capire l’importanza della punta di un dito, mettetevi un cerottino sulla punta del pollice e provate a digitare i messaggi su un telefonino. Già lì vi rendete conto di quanto limitante potrebbe essere un problema a una mano o a un dito di una mano. Di conseguenza, immaginiamoci le difficoltà che possono incontrare persone con delle patologie acute o con delle patologie croniche, come ad esempio l’artrite reumatoide, o con patologie invalidanti anche post ictus, in cui la mano e l’arto superiore non hanno una funzione, nelle stesse attività quotidiane di vita come il mangiare o il bere.
I problemi alla mano si possono dunque affrontare?
I problemi alla mano si devono affrontare, in quanto vi è innanzitutto un programma di prevenzione. Nella prevenzione si possono fare delle cure per rallentare l’insorgere delle malattie o anche prevenire gli infortuni nei luoghi di lavoro. Anche questo è un settore molto importante. Ma oltre al prevenire abbiamo anche il curare. Ciò comporta in primo luogo un aspetto chirurgico con trattamenti specifici che possono ad esempio sostituirsi al gesso per la frattura del polso, che rappresenta la tipologia di frattura più comune nel corpo umano. Si aggiungono i percorsi di riabilitazione che servono per il recupero dal dolore, il recupero del gesto e il recupero della funzione della mano: per utilizzare la mano come un lavoratore manuale in fabbrica ma anche, allo stesso tempo, per bere un bicchiere d’acqua a casa.
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