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OTB Foundation primo partner italiano del progetto Instant Network Schools di UNHCR. Verrà realizzata una scuola multimediale in Mozambico per l’istruzione dei bimbi rifugiati

Pubblicato il 16-11-2021
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Si allarga all’Africa orientale l’attività di OTB Foundation, l’organizzazione benefica fondata e presieduta da Renzo Rosso per la lotta contro le disuguaglianze sociali e per il sostegno allo sviluppo sostenibile di persone e aree meno avvantaggiate, in Italia e nel mondo.
Otb Foundation è infatti il primo partner italiano del progetto Instant Network Schools di UNHCR, l’Agenzia dell’ONU per i Rifugiati. In particolare, contribuirà allo sviluppo di un innovativo programma di istruzione digitale e in particolare alla realizzazione di una scuola multimediale per i bambini rifugiati in Mozambico.
Lo conferma un comunicato stampa trasmesso in redazione che ne dà notizia nell’imminenza della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e che pubblichiamo di seguito:

Foto: ©UNHCR Jacqueline Strecker


COMUNICATO

In occasione della Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, che ricorre sabato 20 novembre, OTB Foundation e UNHCR annunciano la partnership che porterà alla realizzazione di una nuova scuola in Mozambico nell’ambito dell’Instant Network Schools, un innovativo programma per l’istruzione dei bambini rifugiati.
Tra i diritti riconosciuti nella Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, la cui adozione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite viene ricordata proprio il 20 novembre, rientra infatti quello all’istruzione. Purtroppo però sono ancora oltre 1,8 milioni i bambini rifugiati nel mondo che non frequentano la scuola, ritrovandosi troppo spesso in contesti dove l’accesso all’istruzione è ostacolato da numerose barriere, tra le quali la mancanza di strutture scolastiche e di insegnanti adeguatamente formati.
Un numero sempre maggiore di donne, uomini e bambini nel mondo vivono infatti in contesti di emergenza, in fuga da guerre, persecuzioni e povertà; rifugiati e sfollati si trovano a vivere in condizioni precarie per periodi sempre più lunghi, spesso costretti a risiedere in aree rurali poverissime, dove mancano le infrastrutture e i servizi di base.
La pandemia COVID-19 e le misure per contenere la diffusione del virus hanno causato la più vasta e prolungata interruzione dei sistemi educativi nella storia, colpendo quasi 1,6 miliardi di studenti in più di 190 Paesi in tutti i continenti. Tutti i ragazzi nel mondo hanno subito l'impatto del COVID-19 sulla loro istruzione ma i bambini e ragazzi rifugiati sono stati particolarmente svantaggiati poiché la difficile situazione ha reso l’accesso all’istruzione ancora più difficile: infatti, se l'apprendimento online ha dimostrato di essere una soluzione praticabile per milioni di studenti in tutto il mondo, per le comunità sfollate i telefoni cellulari, i tablet, i computer portatili, la connettività e persino gli apparecchi radio spesso non sono facilmente disponibili.

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