Pubblicato il 15-07-2020 12:42
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Pausa Caffè

Tra locali storici e esploratori dell'Egitto: prima uscita, con meta Padova, della “Accademia del Caffè Prospero Alpini Marosticense” di Marostica

Pausa Caffè

La delegazione davanti al Caffè Pedrocchi di Padova

Prima uscita, con meta Padova, al celebre “Pedrocchi”, per una delegazione della “Accademia del Caffè Prospero Alpini Marosticense”, alla ricerca di una relazione con i locali storici che, nel tempo, hanno valorizzato la tipica “bevanda nera”, importata a Venezia dagli Ambasciatori della Serenissima fin dal XVII secolo.Tema dell’incontro: il viaggio, tra storia, cultura, arte, suggestioni di civiltà e sogni.
Un incontro tra la scienza di un medico e botanico, il marosticense Prospero Alpini (1553-1616) e l’Egitto immaginato più di due secoli dopo da Giovanni Battista Belzoni, (1778-1823) padovano, il “gigante del Nilo”. Un intreccio di esperienze, lette attraverso la mostra realizzata al Centro San Gaetano in via Altinate nella città del Santo che ha indagato il suo essere stato esploratore, ingegnere, pioniere dell’archeologia moderna nel bicentenario del rientro nella sua città natale. L'esposizione ha riproposto ricostruzioni degli ambienti, realizzati con tecnologia digitale ed effetti speciali, che consentono allo spettatore di rivivere le emozionanti scoperte dell'esploratore. Sono presenti oggetti recuperati personalmente da Belzoni o da Drovetti, Salt e Ricci, figure che lo hanno accompagnato in diverse esplorazioni, oltre a prestigiosi pezzi prestati da numerosi musei italiani e stranieri.
Alla visita hanno partecipato soci della Accademia del Caffè di Marostica intitolata a “Prospero Alpini, Marosticense”, con alcuni componenti del Centro Studi “Prospero Alpini”, collegato all’Università Patavina.
Durante l’incontro, e la visita alla mostra, si è voluta approfondire la conoscenza della vicenda del Belzoni e concludere la giornata nella “Sala Egizia” del celebre “Caffè Pedrocchi”, laddove l’architetto Giuseppe Jappelli ha riassunto e fissato il ricordo di quella specie di “Indiana Jones” ante litteram che è stato il Belzoni, mixato con l’arte medica e botanica egizia che Prospero Alpini ha importato, con le sue conoscenze dalle terre del Nilo, da dove tornò con le famose piante, tra cui quella del caffè, che propose e diffuse a Venezia, trasformando non solo gusti e favorendo relazioni.
Jappelli, come anche Piranesi, di cui Bassano, a Palazzo Sturm, e la Fondazione  Cini , nella veneziana isola di San Giorgio, stanno celebrando i fasti, hanno nutrito e coltivato suggestioni e passione inventando un “plausibile” stile egizio, che ancor oggi affascina, all’insegna di un brillante eccletismo.
La delegazione era accompagnata a Padova dalla presidente dell’Accademia del Caffè, la prof.ssa Mariangela Cuman e dal presidente del Centro Studi “Prospero Alpini”, il prof. Maurizio Rippa Bonati.

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