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Pubblicato il 08-03-2020 08:46
in Itinerari | Visto 1.607 volte

Due passi... sul confine

Due passeggiate all’aperto, tra natura e cultura e in itinerari scelti nei dintorni del Bassanese, sabato 7 e domenica 8 marzo, prima della pausa imposta agli spostamenti fino al 3 aprile

Due passi... sul confine

Lo storico edificio dell'ente Opere Pie di Onigo, a Pederobba

Due passeggiate all’aperto, complice il tempo clemente, in immersione tra natura e cultura e in itinerari scelti nei dintorni del Bassanese, hanno allietato questo fine settimana in cui erano interdetti gli eventi e le manifestazioni al chiuso, e dopo il quale, apprendiamo, ci sarà doverosa una pausa negli spostamenti sul territorio fino al 3 aprile. Ad accompagnare i gruppi — suddivisi in più turni, in rispetto alle direttive della normativa vigente — sul sentiero dei Conti Onigo, a Pederobba, sabato 7 e domenica 8 marzo, e nel centro storico di Asolo, sabato 7 marzo, sono le guide dell’associazione culturale “Veneto Segreto”. L’associazione è nata per volontà di alcuni operatori e insegnanti che lavorano nel settore della programmazione culturale e dal 2016 ha rivolto le proprie proposte al pubblico con l’obiettivo di programmare visite, itinerari insoliti in luoghi spesso dimenticati e poco noti che svelano storia e tradizioni millenarie recuperando alla memoria narrazioni storiche, miti e leggende fantastiche; si propone inoltre di promuovere sul web questi luoghi poco conosciuti della nostra regione.
Il sentiero dei Conti Onigo si snoda sulle colline tra i castagni secolari che producono i famosi “Marroni del Monfenera IGP” e sale da Pederobba verso il monte che la sovrasta. Il percorso, condotto da una guida dell’associazione “NaturalMenteGuide”, ha preso avvio dallo storico edificio delle Opere Pie di Onigo, dove si trova un sacello dedicato al Conte Guglielmo e alla figlia Teodolinda, quest’ultima protagonista di un atroce delitto compiuto a inizio Novecento raccontato tra finzione e ricostruzione storica dallo scrittore trevigiano Gian Domenico Mazzocato nel suo libro intitolato Il delitto della contessa Onigo, edito da Santi Quaranta.
Giunti sul colle fiorito di primule e cornioli, si incontra la chiesetta di San Sebastiano, luogo dal quale si può godere di una spettacolare veduta dei dintorni: dall’alveo del fiume Piave ai colli asolani, fino alla Pianura veneta, mentre verso nord-est dalle Prealpi trevigiane alle colline di Valdobbiadene.
Nell’area ci sono anche i resti di trincee risalenti alla Prima Guerra Mondiale: sono territori dalla memoria insanguinata, il Monfenera era considerato “porta di sbarramento” della riva destra del Piave e la zona fu teatro di tragiche battaglie.
Abbandonata, sul sentiero si incontra anche qualche vecchia casera, testimonianza dell’economia montana di un tempo. La discesa del percorso si intraprende tra meravigliosi castagni centenari e orme di cervi e caprioli.
Tra i prossimi appuntamenti di Veneto Segreto, domenica 15 marzo era in calendario un percorso con meta l’abbazia di Carceri, nel padovano, un monastero ricco di storia nel cuore della campagna veneta che rievoca l’atmosfera del medioevo e dei pellegrini che viaggiavano verso Roma, ma le novità per le procedure di emergenza per la diffusione del Covid-19 cambiano l’aria anche per questo tipo di iniziative che davano respiro alle nostre giornate.
Per informazioni: venetosegreto@gmail.com.

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