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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Il Bassano getta sé stesso nelle ortiche
Giallorossi padroni del campo e della paura di vincere. Segna l'impavido Crocetti poi il blackout che segna l'incontro. Buone le notizie che arrivano dagli altri campi in attesa di Nocerina - Gubbio.
Pubblicato il 08 mar 2010
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BASSANO VIRTUS – ITALA SAN MARCO 1-1
Bassano Virtus (4-4-2): Grillo 5,5; Basso 6, Pellizzer 5,5, Pavesi 6, Veronese 5,5; Iocolano 6,5, Caciagli 6,5, Favret 6,5 (31’ st Anaclerio 6), Baido 6,5 (23’ st Fabiano 6); La Grotteria 6,5, Crocetti 7,5 (36’ st Guariniello 5,5).
La delusione dipinta sul volto di La Grotteria è evidente. L'occasione persa è clamorosa (foto Andrea Martinello)
A disp.: Zattin, Zanetti, Beccia, Drudi. All.: Beghetto 5,5.
Itala San Marco (4-4-1-1): Tusini 6,5; Politti 6, Visintin 6,5, Adani 6,5, Colavetta 5,5 (12’ st Petris 7) ; Benvenuto 5,5 (1’ st Vriz 6,5), Moras 6,5, Carli 6; Lestani 5,5; Buonocunto 6, Peron 6 (43’ st Aliberti sv).
A disp.: Brunner, Piscopo, Cibert, Zubin. All.: Zoratti 7.
ARBITRO: Giallanza di Catania 5,5.
RETI: st 6’ Crocetti (BV), 19’ st Petris (ISM)
NOTE: spettatori 1000 di cui una ventina ospiti.
Ammoniti: Favret, Vriz, Basso
Espulsi: -.
Angoli: 3-1
Recupero: pt 0’; st. 3’.
Cosa è presente nel menù del giorno? Mani. Come mani? Si, c’è da mangiarsi le mani, le braccia e anche qualcos’altro. Il Bassano bello e pimpante degli ultimi tempi mette sotto l’Itala San Marco, con pressing, aggressività e tecnica. Sfiora il gol in più d’un occasione, Crocetti è un capolavoro di prepotenza atletica, mentalità vincente e fiuto del gol. Ma gli isontini sono un osso duro, difendono in dieci, talvolta in undici ed intasano tutti gli spazi. Poi ecco ad inizio ripresa: galoppata a briglie sciolte di Iocolano sulla destra, finta contro finta, diretto controllore mandato in tilt e possibilità di mettere in mezzo un pallone forte e rasoterra che bomber Crocetti gira in rete. Sembra fatta. Il difficile, sbloccare il match, è alle spalle. E allora perché non rilassarsi un attimo? È quello che fa il Bassano. Molla la presa. Errore. Errore madornale. L’Itala, che per tutto il primo tempo non ha mai nemmeno fatto il solletico a Grillo, mette in campo una prevedibile reazione. Niente di trascendentale ma il soccer Team è in bambola subisce l’ennesimo gol dalla lunga distanza e rischia il colpo del ko con un colpo di testa di Peron che s’infrange sul palo a portiere battuto. Roba da urlo di Munch. Una squadra che vuol essere protagonista non può non essere capace di gestire questo tipo situazione in una gara delicata del genere. Il gol dell’uno a zero ha appagato la truppa, questa è la verità. E nessuno tra i più esperti in campo o, tanto più, il timoniere seduto in panchina ha fatto niente per evitare la deriva. Il tutto per sottolineare come con un pizzico di attenzione e tempestività in più (non si chiede mica la luna) si sarebbero tranquillamente e con pieno merito portato a casa una vittoria che avrebbe stravolto le prospettive stagionali. Se questa doveva essere una finale beh non si può buttare via una finale che hai in pugno in questo modo. L'unica nota positiva giunge dagli altri campi dove la Sangiovannese non riesce ad imporsi sul fanalino Carrarese e il Celano cede la gara alla Giacomense. Riaperta, inconcepibilmente, anche la lotta per la prima posizione visti i tre e cinque punti di distacco di Fano e San Marino dalla Lucchese.
Bassano bum bum. Se puoi concederti il lusso di lasciare tra panchina e tribuna gente come Anaclerio, Vecchio, Zanetti e Guariniello allora significa che chi scende in campo sta davvero bene. Come dimostrato nelle ultime convincenti esibizioni il Soccer Team sprizza brillantezza da tutti i pori. Favret e Caciagli in mezzo al campo dettano legge, la difesa è altissime, ferrea e determinata: ogni pallone recuperato può innescare un contrattacco letale. La partenza sprint è tarpata solo da un inspiegabile incaponirsi degli esterni di cercare soluzioni per vie centrali, favorendo le chiusure dei gialloblù giuliani e intasando gli spazi anche per le proverbiali scorribande palla al piede di La Grotteria. All’11’ grave errore del segnalinee che sbandiera un fuorigioco assurdo a Crocetti lanciato a rete. Questo non frena il Bassano che non demorde, la mette giù dura, ringhiando su ogni pallone e non tirando mai indietro la gamba. Il gol è nell’aria, il numeroso pubblico del “Mercante” si frega le mani ma l’Itala dimostra di meritare l’attuale posizione in classifica con un’applicazione perfetta della fase difensiva, anche grazie al prezioso apporto in copertura del trequartista Buonocunto. A farne le spese è il centravanti Peron (sostituto di Zubin non al meglio e tenuto a riposo precauzionale) lasciato a sé stesso nella morsa di Pavesi e Pellizzer. I pericoli per Tusini non sono eclatanti ma frequenti e non appena Baido e Iocolano si degnano di allargare il loro raggio d’azione, allargando di conseguenza anche le maglie difensive degli ospiti, son dolori. Come al 29’ quando l’occasionissima è costruita sull’asse sinistro da Baido e La Grotteria. Il con cross è allettantissimo per il panzer Crocetti ma l’attaccante colpisce male e spreca un gol fatto mandando a lato di un soffio. La formazione di Bassano del Grappa pur difettando, per essere proprio pignoli, nei movimenti senza palla, e soffrendo il fatto di avere un La Grotteria a mezzo servizio, riesce comunque ad andare vicina al gol in almeno quattro occasioni nella prima frazione mentre la presenza in campo di Grillo si giustifica solo per una presa alta sugli sviluppi di un calcio da fermo.
Gol poi paura di vincere. Alla ripresa delle ostilità il tecnico Zoratti inserisce subito Vriz, ottimo contropiedista, per Benvenuto. Ma la mossa del tecnico goriziano sembra subito venir bruciata dalla travolgente azione di Iocolano che propizia il tanto cercato, inseguito ed agognato gol giallorosso. È il 6’ il gol nasce da una gemma del giovane ex Ivrea, mezzo fantasma per tutto il primo tempo, che assesta una giocata traboccante di classe nell’uno contro uno su Colavetta mettendo un pallone rasoterra in piena area di rigore. Quella è la zona in cui spadroneggia un certo Lorenzo Crocetti, il guerriero templare del Soccer Team per quanto animato da sacro furore. Il suo intervento è risolutore, la rete alle spalle di Tusini è finalmente gonfiata. La reazione dell’Itala c’è, non è troppo veemente, però sufficiente ad ottenere il blasfemo, per quanto visto fino a quel momento, pareggio. I giallorossi sono troppo molli, compassati e commettono pure lo sbaglio di indietreggiare fin dentro la propria area di rigore. Attorno al 19’ l’azione degli ospiti è insistita, nessun giallorosso riesce a rinviare la sfera e prima Lestani sfiora il palo alla sinistra di Grillo poi Petris, dopo che i suoi compagni hanno vinto un paio di rimpalli, chiude ogni discorso con un tiro dalla lunga distanza. Un minuto dopo è Peron a cogliere il palo a Grillo battuto. A pareggio subìto Beghetto pensa bene d’intervenire per cercare di dare lucidità ad una squadra che presenta i chiari sintomi della cosi detta “paura di vincere”. Dentro allora la vivacità del rientrante Fabiano e la saggezza tattica di Anaclerio per riportare serenità e infondere nuova linfa al reparto avanzato. Escono Baido (scelta strana perché l’esterno che appariva i maggior difficoltà fisica era Iocolano) e Favret. Sono proprio i nuovi entrati a rischiare di lasciare il segno: prima Fabiano con un paio di percussioni delle sue con tiro finale, poi Anaclerio con una punizione dal limite che sorvola di un soffio la traversa. Ma il risultato non cambierà più e allora tutti lì a recriminare per una gara che poteva dare davvero la svolta alla stagione.
Le pagelle.
Crocetti 7,5. Per il gol, per la voglia, per l’esempio che trasmette ai compagni, per la pericolosità sottorete sebbene ben marcato. Non c’è che dire il “Mercante” ha trovato un nuovo idolo, l’ovazione del pubblico alla sua sostituzione sta lì a sottolinearlo.
La Grotteria 6,5. Non è al meglio e per questo va ad intermittenza, trova pochi spazi ma quando ha la palla tra piedi è in grado di regalare emozioni. Quando viene innescato propone sempre belle giocate.
Caciagli 6,5. Primo tempo alla Gerrard. Si spolmona e dà ordine. Gioca semplice, si trova sempre una muraglia davanti perché i suoi compagni fanno poco movimento senza palla e vengono poco e male sfruttate le corsie laterali. Lui non perde la testa fino a quei 10 sciagurati minuti della ripresa dove assiste impotente, invece di ragionare e alzare il baricentro, al ritorno dell’Itala.
Iocolano 6,5. Nel primo tempo non ne azzecca una. Nella ripresa ha dieci minuti devastanti: l’assit del gol nasce da una sua prodezza da categorie superiori. La sua consueta generosità lo porta a spolmonarsi, esce esausto.
Grillo 5,5. Sul banco degli imputati come tutta la difesa. Nel momento di difficoltà nessuno è stato in grado di prendere in mano a situazione, riportare la calma e richiamare all’ordine. Forse dal suo punto di osservazione privilegiato poteva dare qualche indicazione. Poteva trattenere anche qualche pallone in più.
Pellizzer 5,5. In bambola anche lui, nessuno riesce a spazzare nel momento caliente. Alterna ottimi anticipi e personalità con la palla tra i piedi ad altri in cui perde il duello con il diretto avversario spalle alla porta.
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