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Il 30/1 il rientro incontrollato di un detrito spaziale da 11 tonnellate
Dimissioni di Roberto Marin: interviene anche la lista civica di opposizione Bassano per Tutti.
Sul caso politico del momento, che avrà inevitabili ripercussioni anche nei momenti successivi del prosieguo dell’attuale mandato dell’amministrazione comunale, abbiamo già registrato reazioni di ogni tipo e non solo dal fronte delle minoranze.
Sembra quasi che l’uscita di scena dell’ormai ex vicesindaco venga colta come un pretesto ad hoc per prendere di mira l’amministrazione Pavan. Per la serie: Marin per Tutti.
Foto Alessandro Tich
Di seguito il testo integrale del comunicato stampa di Bassano per Tutti:
COMUNICATO
Uno sguardo indietro per guardare avanti.
L’amore per la città, la militanza che dedichiamo a curarla e a renderla più sostenibile e più giusta ci obbligano a intervenire, anche se - a dirla tutta - vorremmo una politica più seria e attenta di quella che vediamo in questi giorni.
Marin e la giunta Pavan sembrano recitare in un teatro spento, chiuso e con il tetto crollato, mentre la città dal 2019 aspetta un cambiamento promesso, ma mai arrivato. Tre anni di sola ordinaria amministrazione e completamento di idee e di progetti di altri. Dei caffè promessi non sono rimasti neanche i piattini.
Dal 2019 siamo costretti ad assistere a uno spettacolo che non piace a noi e nemmeno a un ex pezzo forte della giunta Pavan. Come avversari politici apprezziamo certamente la presa di posizione, comunque troppo tardiva, ma non dimentichiamo che per tre anni Marin è stato attivo in una giunta che sta sbriciolando, un pezzo alla volta, la coesione e la tradizione della nostra città.
Pensiamo al bilancio di previsione 2020 per il ‘21. Il titolo del nostro comunicato era “POVERA BASSANO”. Pavan, Marin e tutta la giunta dicevano che ci si doveva sacrificare, che in pieno COVID non serviva supportare chi aveva più bisogno. E quando in aprile 2021 le minoranze proposero degli emendamenti per dare risorse immediate a famiglie e imprese, il risultato fu lo stesso nonostante 6,5 milioni di avanzo dal 2020: tutti gli emendamenti bocciati. Pavan, Marin e tutta la giunta erano compatti: queste cose Bassano per tutti le ricorda.
Pensiamo ai silenzi su San Lazzaro: una lottizzazione devastante nell’ultima area agricola della città. La maggioranza aveva già interloquito con gli imprenditori interessati senza coinvolgere né i quartieri né le minoranze consiliari. Fin quando non è esplosa la bomba in città grazie alla militanza di tanta cittadinanza e ad una raccolta firme partecipata. Un silenzio che genera imbarazzo, dal quale qualcuno ha provato a sfilarsi troppo tardi. Un’imbarazzante approssimazione politica dell’intera giunta Pavan che vuole togliere a Bassano un’area verde già penalizzata dalla SPV e sulla quale i potenziali acquirenti fanno sentire la loro voce sulla stampa locale.
Pensiamo alla Mazzini. Tre anni senza progetto, con un edificio di pregio lasciato in abbandono e una consulenza da 100mila euro per un progetto che si è disciolto come neve al sole. Anni di parole a ripetizione, come nelle propagande di regime, sulla denatalità, sul calo demografico, senza parlare di scuola, di qualità di servizi e edifici. Senza parlare di persone. Tre anni senza idee: ora anche Marin lo dice, ma per tre anni ha contribuito all’abbandono di un edificio, simbolo della nostra città nonostante 500 firme.
Pensiamo alla nostra idea di Parco a sud dell’ospedale. L’idea, lanciata da Bassano per tutti in campagna elettorale, mirava ad un progetto partecipato per realizzare un parco. Parco che poi, per la limitata visione della giunta Pavan, si è trasformato in un bosco urbano pensato senza la minima partecipazione. E pensiamo anche al piano comunale del verde urbano: Bassano per tutti e tante altre realtà lo chiedono da tanto, così come chiedono di istituire una consulta del verde. Risultato: giunta non pervenuta, Marin incluso, nonostante una dichiarazione di emergenza climatica votata all’unanimità dal consiglio comunale.
Pensiamo all’incapacità di intervenire, sia in pieno Covid sia dopo, sui grossi problemi di gestione delle case di riposo ISACC, ente del quale la sindaca in persona ha nominato il CDA e sul quale abbiamo sentito sempre mezze parole. La giunta, anche qui, compatta nel non fare nulla.
Pensiamo alle poche timorose parole sulla situazione dell’ULSS 7 e del nostro ospedale. Solo la sollevazione popolare di migliaia di cittadini ha smosso qualcosa, con la giunta incastrata nei veti di partito a discapito della città. Marin lo dice adesso, ma dov’era quando la giunta stava in silenzio verso i propri referenti in Regione?
Pensiamo alla commissione pari opportunità, convocata per la prima volta dopo un anno e mezzo dopo l'insediamento della giunta. Una commissione di sole donne, a riprova dell’approccio sbrigativo della giunta e di tutta la maggioranza. Pensiamo al dicembre 2020 in cui l’assessora Zanata pronunciò, in diretta streaming, delle inqualificabili parole contro i giostrai residenti in caserma Fincato. Nessuno in giunta prese le distanze. Idem per le posizioni del consigliere Pietrosante sul DDL Zan.
Pensiamo, perché noi siamo persone libere e pensanti. E non dimentichiamo chi c’era, chi parlava, chi acconsentiva, chi approvava.
Abbiamo un solo obiettivo: fare il bene di Bassano e lo vogliamo fare per tutti.
L’assemblea della lista CIVICA Bassano per Tutti.
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