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Da Bassano al Lido per un autografo di Quentin

Alla 67° Mostra del Cinema di Venezia folla il delirio per il presidente di giuria Quentin Tarantino. Per incontrare da vicino il regista di “Pulp Fiction” accorsi anche alcuni fans da Bassano del Grappa

Pubblicato il 12-09-2010
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“Quentin, Quentin, Quentin!" L'urlo della folla, assiepata lungo le transenne del “red carpet” della 67° Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, è stato tutto per lui.
In passerella - per il consolidato rituale della cerimonia di premiazione - il consueto stuolo di autorità, giurati, registi, attori e bellezze varie. Tra questi anche un premio Oscar, come il giurato Gabriele Salvatores.
Tutti oscurati, inevitabilmente, dalla stella del presidente di giuria Quentin Tarantino. Professione: regista cult. La vera star, in tutti i sensi, della Mostra del Cinema 2010.

Quentin Tarantino, sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia, si avvicina ai suoi fans (foto Tich)

Nella speranza di un incontro ravvicinato con il controverso e osannato papà delle “Iene” e della saga di “Kill Bill” sono giunti ieri in tantissimi al Lido di Venezia, compresi anche alcuni fans da Bassano del Grappa e dintorni.
Ne abbiamo incrociato uno: si chiama Jacopo, bassanese, 15 anni, studente del “Brocchi”, “tarantiniano” totale. Sulle spalle lo zaino di scuola con la scritta “Inglourious Basterds” - il titolo del più recente film del regista di Knoxville - fatta ricamare a regola d'arte dalla mamma. Jacopo, appassionato di cinema, realizza anche dei “corti” - da lui diretti e sceneggiati, e pubblicati su youtube e facebook - in cui abbondano le citazioni in omaggio al regista di “Pulp Fiction”.
Il giovanissimo fan bassanese è riuscito a conquistare un posto in prima fila, sulla transenna di fronte alla postazione dei fotografi della Mostra, incuneandosi tra un gruppo di cacciatori di autografi che per assicurarsi la strategica posizione erano arrivati alle 8 di mattina.
Un'attesa andata a buon fine: poco dopo il suo arrivo sul red carpet, verso le 19, Tarantino - in look stile “Iena” con giacca, cravatta e occhiali scuri - invocato a gran voce dai presenti è sceso dalle scalette della passerella dispensando sorrisi ed autografi al suo “popolo”, convenuto al Lido di Venezia in una sorta di rito collettivo per farsi firmare copie di Dvd dei suoi film, foto e manifesti.
Alcune fans, dalla transenna, sono riuscite persino a regalargli un piccolo album con le foto dei loro piedi, in omaggio ai riconosciuti gusti “fetish” del regista.
“Ooh, bello, grazie...” - ha commentato lui, con un italiano pronunciato un po' alla Supermario.
Missione compiuta anche per il bassanese Jacopo, a cui “Big Quentin” ha firmato un autografo sul frontespizio del libro “Quentin Tarantino - Asfalto nero e acciaio rosso sangue” dedicato alla sua filmografia. Il massimo.
“Mi sono emozionato - ci ha raccontato poco dopo lo studente del “Brocchi” -. Vederlo da vicino è tutta un'altra cosa rispetto al fatto di vederlo in televisione. Di Tarantino mi piace la sua cinefilia maniacale, mi piacciono i suoi dialoghi “tarantiniani”. Conosce tutto e tutti, nei suoi film è pieno di citazioni e riferimenti di vari autori. E' stata un'esperienza bellissima.”
Ed stato anche il momento-clou della lunga giornata di chiusura della Mostra del Cinema 67, animata anche, sulla passerella, dall'applaudita apparizione della regista Sofia Coppola e dal siparietto dell'onnipresente Alba Parietti, alla quale - inciampata sul suo stesso abito e per la gioia dei fotografi - è fuoriuscito il seno.
Prima di sparire in sala per la cerimonia di premiazione - interrotto solo da una foto di gruppo con la giuria al completo - Quentin Tarantino ha continuato ad accontentare i suoi aficionados lungo la fila sulle transenne per firmare autografi e dire “grazie, grazie...!”.
Poi il suo classico saluto con le dita a “V”, e via con gli impegni ufficiali.
La Mostra del Cinema di Venezia si è conclusa con l'assegnazione del Leone d'Oro al film “Somewhere” di Sofia Coppola, figlia d'arte del grande Francis Ford Coppola ed ex fidanzata del presidente di giuria Tarantino.
Particolare, quest'ultimo, che non ha mancato di scatenare pepati commenti e che ha surriscaldato la conferenza stampa del dopo-cerimonia nella quale l'irriverente Quentin - accolto da un coro di “buuu” nella sala stampa del Palazzo del Casinò - non ha risparmiato un gestaccio ai giornalisti. Ma questa è un'altra storia, in piena sintonia col personaggio.
Già: perché bastardi si nasce. Ma “basterds” si diventa.

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