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Marco PoloMarco Polo
Giornalista
Bassanonet.it

Calcio

“Ma quali trionfalismi?”

Stefano Braghin: “Abbiamo vinto a Gubbio, e allora? Sono pur sempre tre punti. La vittoria acquisirà valore solo qualora riusciremo a mettere in fila più risultati importanti”.

Pubblicato il 15-02-2010
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È la vittoria della volontà e della perseveranza. Quella di Massimo Beghetto, ormai sull’orlo di una crisi di nervi per prestazioni positive a cui non corrispondevano equivalenti risultati; quella dei giocatori che hanno creduto di poter compiere l’impresa; quella del direttore generale Stefano Braghin che non ha mai voluto accettare che una squadra come quella da lui costruita non fosse in grado di ottenere risultati apprezzabili. “Davvero una bella prestazione, sotto tutti i profili , ottimo risultato– commenta il dg giallorosso Braghin – contro un avversario molto quotato e in buona salute. Domenica con il Prato abbiamo fatto degli errori in 11, con il Gubbio abbiamo fatto bene in 11. In queste partite tutti hanno contribuito, ciascuno ha fatto bene il proprio compito”.

Qual è la cosa che si sente di sottolineare dopo un risultato così prestigioso?

Simone Iocolano, uno dei protagonisti della sfida col Gubbio (foto Roberto Bosca)

“In prima battuta penso alla buona reazione perché siamo andati in svantaggio su un gol molto bello, ma anche abbastanza casuale, e potevamo abbatterci e disunirsi. Invece la squadra ha reagito, ha raggiunto il vantaggio e dopo l’ha gestito concedendo molto poco. Abbiamo avuto più occasioni noi di fare il terzo gol che non il Gubbio di pareggiare. Credo, quindi, che la squadra abbia dato una dimostrazione importante anche di carattere, confermando quello che aveva già dimostrato col il Prato”.

La strada da seguire sembra quella giusta: temperamento, qualità, la volontà quale arma per superare qualsiasi difficoltà. Ma questo Bassano saprà proseguirla?
“La prima cosa che mi viene in mente è che una rondine non fa primavera. Quindi se mi verrà riproposto il seguente quesito fra 3-4 partite posso dare una risposta più sensata. Qualcosa si è indubbiamente visto ma una vittoria non è sufficiente per dare dei giudizi. Solo se riusciremo a dare continuità questo tipo di prestazioni potremo fare altri discorsi e vedere se sono stati recepiti certi messaggi. In questo momento la partita col Gubbio è solo una piccola tappa, certamente importante, ma che avrà un senso solo se saremo bravi a dargli continuità nelle prossime due - tre partite. Altrimenti sarà stato un fulmine a ciel sereno”.

I tre punti sono solo per lasciarsi alle spalle i playout o sono anche una bella base per costruire qualcosa di importante nel proseguo del campionato?
“I tre punti sono la medicina migliore per una squadra convalescente come la nostra. Un risultato positivo, inoltre, aiuta ad orientare i giudizi, a rendere tutto più chiaro, a valutare senza frenesia. Vincere come abbiamo fatto noi al “Barbetti”, con una bella prestazione di qualità e coraggio, serve per il morale perche a forza di sentirci dire che eravamo scarsi forse ci stavamo anche convincendo di esserlo. In ogni caso i tre punti servono soprattutto per la classifica e per prender un po’ le distanze dalla zona playout su cui abbiamo guadagnato due punti (da due a quattro ndr)”.

Che aria si respirava nello spogliatoio al termine della gara?
“Ho trovato grande soddisfazione, determinazione e consapevolezza di aver fatto qualcosa di importante a coronamento di una settimana di lavoro intenso. Si leggeva negli occhi la soddisfazione per aver di riscattato le prestazioni non bellissime che abbiamo fatto ultimamente. A pelle le etichetterei come le “facce giuste” però, quest’anno, non abbiamo mai vinto due partite di seguito quindi …”.

Quindi questa settimana ancora di più attenzione ai dettagli, esortazione a non mollare la presa per cercare la conferma con la Sacilese”.
“Esatto. L’atteggiamento dev’essere quello di rendersi conto di non aver fatto niente di più che vincere una partita. C’eravamo riusciti poche volte quest’anno, è giusto essere felici. Credo, però, che oggi i trionfalismi dobbiamo lasciarli a quelli che sono nei playoff. Noi rimaniamo a poca distanza dai playout, c’è poco da stare allegri ma c’è solo lavorare e continuare così”.

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