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Chiopris Gori promuove la trazione anteriore

“Mettiamo a punto condizione e intesa e vediamo che succede. Stare fuori dai 18 convocati mi faceva impazzire”.

Pubblicato il 17 dic 2009
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Chiopris Gori da Udine. Stiamo parlando dell’esterno offensivo che più di tutti ha fatto ammattire la retroguardia giallorossa durante l’epopea glereaniana nonché titolare nella formazione che Giorgio Roselli ha portato ad ottenere ben quindici risultati utili consecutivi. Quest’anno la sorpresa: prima messo sul mercato poi, al momento del reintegro, vittima di uno stiramento. Quando il periodo peggiore sembrava alle spalle di lui è sparita ogni traccia: tanti allenamenti ma nemmeno una comparsa tra campo e panchina nell’ultimo mese. Fino a Bassano - Carrarese: “Il primo a non capirci più niente sono stato io – confessa l’ex sammarinese – ho vissuto una situazione che non capivo, che mi faceva soffrire e andare in bestia nello stesso tempo. Anche perché vedevo la squadra in difficoltà ed io ero impossibilitato a dare il mio contributo. Guardate non mi credo né Ronaldinho né Maradona però ero fermamente convinto che in questo gruppo ci potevo stare e avrei potuto fare eccome la mia parte. Detto questo non ho fatto alcuna polemica perché non è un atteggiamento che ritengo costruttivo. Mi sono rimboccato le maniche allenandomi con intensità e non smettendo di credere in me stesso. Domenica finalmente è arrivato il mio turno, ora spero di continuare, sempre che decidano di puntare su di me e, ancor più importante, se me lo merito”.

Condizione. Il ritorno in campo è stato più che sufficiente, niente di straordinario ma sicuramente abbastanza da soddisfare tecnico e addetti ai lavori: “E’ stata una bella soddisfazione riassaporare il terreno di gioco, ho scaricato in campo tutta la voglia repressa e per poco non riuscivo anche ad andare in gol (fermato a tu per tu col portiere per una presunta spinta ad un avversario ndr). Sono felice per aver rotto il ghiaccio ma per raggiungere un buon stato di forma devo aspettare di giocare due o tre partite di fila. Questo mi consentirebbe di recuperare velocità e reattività, che sono le armi principali che servono per interpretare al meglio il mio ruolo, ma anche di trovare il feeling con i compagni o quello con un dribbling che magari non provo da tempo in gara ufficiale”.

Andrea Chiopris Gori, 32 anni, crede nella riscossa giallorossa (foto Andrea Martinello)


Ritorno al successo. Con la Carrarese il Soccer Team ha riassaporato la vittoria. Un eventuale altro passo falso avrebbe fatto precipitare la situazione: “Tutti sappiamo che dobbiamo fare di più, proprietà e dirigenza in primis. Domenica siamo stati mediocri ma con la Carrarese erano troppo importanti i tre punti. Il guaio è che, quando ti trovi in situazioni come queste, l’obbligo di vincere ti porta a bruciare preziosissime energie mentali durante la settimana. E inevitabilmente si paga dazio al momento di scendere in campo”.

Trazione anteriore. La novità più gustosa nonché l’aspetto da sottolineare, al di là del risultato, sono state le indicazioni positive emerse dal match. C’è la netta sensazione che quel tipo di squadra abbia nelle sue corde grandi potenzialità ancora inespresse: “A me questo assetto a trazione anteriore piace parecchio e penso possa proprio fare al caso nostro. È innegabile che dobbiamo tutti essere bravi e attenti in fase di copertura, altrimenti corriamo il rischio concreto di venir presi d’infilata. Ma attenzione, quello che eventualmente perdiamo dietro lo guadagniamo davanti: con questo schieramento abbiamo la concreta possibilità di scendere in campo e mettere all’angolo gli avversari. Tante volte quest’anno siamo stati troppo leziosi, è ora di cambiare marcia, di attaccare gli spazi e far male. Quello di cui abbiamo bisogno è mettere in fila una striscia di risultati utili che ci consentirebbero di fare un salto di qualità sul piano della mentalità oltre che acquistare fiducia e consapevolezza”.

Sul futuro. La strada sembra tracciata, ora bisogna cercare di seguirla con perseveranza. Chiopris Gori è ottimista e porta un esempio per far capire da cosa scaturisce la sua convinzione: “Guardiamo al lato destro della nostra formazione con la Carrarese: hanno giocato il sottoscritto, Anaclerio e Martina. Tutta gente che quest’anno non ha praticamente mai giocato. Eppure ce la siamo cavata sufficientemente. Proviamo a pensare a cosa potrebbe succedere quando l’affiatamento e la condizione fisica man mano progrediranno. Nel nostro presente c’è solo da pensare a tirarci fuori da questa anonima posizione di classifica. Quello che verrà nessuno può prevederlo ma con certi presupposti…”.

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