Ultimora
Politica
22 lug 2026
I comuni fanno squadra sul digitale: investimenti per non lasciare indietro nessuno
23 Jul 2026 14:44
Domani primo dei 5 bollini neri su Autostrade Alto Adriatico
23 Jul 2026 14:11
Peccato con Emanuela Fanelli unica serie tv alla Mostra di Venezia
23 Jul 2026 14:01
Ha un malore e batte la testa, 85enne muore in cantiere edile
23 Jul 2026 13:59
Barbera, 'sconcertato di fronte alla decisione della Commissione Ue'
23 Jul 2026 14:36
La conferenza stampa della presidente della Bce
23 Jul 2026 14:39
Al Tg1 il video dalla bodycam di un agente, 'contatto tra Fakir e un'altra persona'
23 Jul 2026 14:27
La Bce lascia i tassi fermi al 2,25%
23 Jul 2026 14:17
++ Bce lascia i tassi fermi al 2,25% ++
23 Jul 2026 13:48
++ Al Tg1 video bodycam agente, 'contatto tra Fakir e altra persona' ++
Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Parla l’ex bandiera del Bassano Virtus
Intervista a Matteo Nichele. “A Carpenedolo sto benone ma non posso dimenticare la mia gente e la mia città”
Pubblicato il 29 dic 2008
Visto 1.832 volte
Matteo Nichele ovvero il giocatore che più di qualunque altro rappresentava, con indosso la maglia giallorossa del Soccer Team, lo spirito della bassanesità e per questo amato indistintamente da tutta la tifoseria. Alcuni mesi dopo la sua discussa cessione al Carpenedolo, il centrocampista di Romano, a casa per le festività natalizie, torna a parlare della sua situazione attuale, di quello che è stato e della sua squadra del cuore: il Bassano Virtus.
La tua cessione è stata un fulmine a ciel sereno. Come sta andando con la nuova società? Che bilancio puoi trarre dell’esperienza in terra bresciana?
Nichele è alla prima stagione con il Carpenedolo
“A Carpendolo a livello personale sta andando abbastanza bene. Sono impiegato con grande continuità e, a parte le prime partite dove, in emergenza, sono tornato a fare il centrale difensivo, gioco nel ruolo che prediligo cioè in mezzo al campo in un centrocampo a tre”.
Parliamo di Bassano Virtus. Ti capita mai di rivivere con il pensiero la doppia sfida con il Portogruaro?
“Eh, capita di tornare indietro con la mente alla finale playoff anche se ormai è acqua passata. Penso, ad esempio, al rigore che abbiamo fallito sullo zero a zero oppure al gol subìto proprio quando l’arbitro stava per fischiare la fine del primo tempo. Lì si è decisa la sfida e la promozione. È indiscutibile, per quanto dimostrato durante l’anno, quelli che dovevano salire eravamo noi. In finale, però, episodi a parte, magari potevamo tirare fuori qualcosa di più. È anche vero che si era reduci da una stagione stremante e loro invece da tre mesi preparavano gli spareggi. In ogni caso il Portogruaro era un’ottima formazione che noi abbiamo sempre sofferto”.
Iniziamo dalla fine: a Prato s’è consumata la sconfitta che nessuno si aspettava. Il Bassano è stato troppo molle e compassato di fronte a quell’avversario che l’anno scorso fece pendere la bilancia della promozione diretta verso Reggio Emilia.
“Non lo nascondo, mi ha fortemente sorpreso il risultato maturato contro i toscani. La squadra veniva da tre vittorie, era in crescita e tutto l’ambiente ci teneva in maniera particolare. Però non avendo visto la partita non mi sento di esprimere un giudizio”.
Allargando il discorso, come giudichi il campionato della formazione giallorossa?
“Vale lo stesso discorso di prima, valutare il campionato del Bassano, così da esterno mi risulta difficile. Posso però dire che quando sono andato via, sulla carta, questo era un team che poteva ammazzare il campionato. Ero proprio convinto che la squadra avrebbe conquistato la storica promozione e non esserci mi faceva ancora più male, per quanto tengo io a questi colori”.
Dopo un precampionato strepitoso sono emersi alcuni problemi, anche di spogliatoio, i quali hanno indotto Glerean a cambiare il sistema di gioco che fece strabuzzare gli occhi la scorsa stagione.
“Di sicuro il Bassano è partito ad handicap, la classifica non rispecchia le attese. Ci sono state delle incomprensioni, come il caso Cesca, che hanno minato l’armonia della squadra. Quando una formazione di calcio si porta in campo questo tipo di problemi, i nodi vengono sempre al pettine e gli ostacoli da superare (squalifiche, infortuni, forma fisica) diventano ancora più alti. Mi preme dire che in un gruppo composto da venticinque persone è normale che non si possa andare d’accordo con tutti, questo accadeva lo scorso anno qua a Bassano come in tutti gli spogliatoi d’Italia. Forse l’errata valutazione è stata quella di smembrare quegli equilibri che permettevano una convivenza più che proficua, come dimostrato dai risultati e dal fatto che chi abitava in città si frequentava anche fuori dal campo. Credo che i problemi che ci sono si possano, e anzi, vadano superati. Certo quello di cambiare diversi uomini è la via più veloce per andare oltre e mi pare sia quella che la società intende intraprendere tramite il mercato di gennaio”.
La linea societaria, per voce di Briaschi, è proprio quella di non trattenere gli scontenti e di irrobustire la rosa solo con gente altamente motivata.
“So che alcuni dei miei ex compagni vogliono andare via. Di sicuro hanno i loro motivi che non sto qui sindacare, però non è una novità dell’ultima ora, i malumori c’erano anche quest’estate. La cosa bizzarra è che si è preferito trattenere giocatori che per loro esigenze volevano andar via e, invece, lasciarne partire altri che avrebbero fatto di tutto per rimanere. Quando sento parlare di “acquistare gente molto motivata”, un po’ mi sento chiamare in causa. Io non avrei mai e poi mai lasciato questa maglia. Ancora adesso non riesco a trovare una spiegazione alla mia cessione, mi dispiacque tantissimo allora perché penso di averci messo tanto impegno e fatica per ritagliarmi uno spazio qui, nella squadra della mia città, e sul più bello quando c’ero riuscito mi sono trovato alla porta. Avrei preferito essere ceduto perchè venivo considerato scarso, almeno me ne facevo una ragione. Ormai è passato del tempo, a Carpendolo sto benone e sono consapevole del fatto che nel calcio funziona così, però quella ferita brucia ancora”.
In città non sei mai stato dimenticato, molti rimpiangono la tua partenza.
“Anch’io mi porto sempre nel cuore la mia gente. È questo che forse qualcuno non ha capito o comunque ha messo in secondo piano. Forse certi valori non sono stati messi nel piatto della bilancia o presi nella dovuta considerazione e mi riferisco all’attaccamento alla maglia, alla storia calcistica (complessivamente Nichele ha disputato sette stagioni con la casacca del Soccer Team), alle motivazioni e alla disponibilità ad accettare qualsiasi ruolo. Magari da un’altra parte questo tipo di valori avrebbero avuto un peso differente”.
Adesso l’unico bassanese rimasto in rosa è Michele Pellizzer, cosa ci puoi dire di lui?
"Gli auguro tanta fortuna perché ce n’è bisogno nella nostra professione. La cosa più importante è che resti un ragazzo umile qual è e che continui ad allenarsi al cento per cento. Spero che riesca a ritagliarsi uno spazio a Bassano perché ha tutte le qualità per farlo, anche se è difficile per un giovane esplodere in una squadra il cui unico obiettivo è vincere. In questi casi, infatti, si tende a prediligere gente di esperienza abituata a certe pressioni. È un giocatore che può fare una grande carriera, me ne sono accorto vedendolo all’opera quotidianamente in allenamento”.
C’è la possibilità di rivederti giocare con il Bassano Virtus?
Non lo so, io ci spero vivamente. D’altronde non si può mai sapere quello che riserva il futuro.
E' online il Forum di bassanonet. E' on line l'atteso spazio interattivo del nostro portale per le vostre commenti, opinioni e discussioni. La registrazione è obbligatoria ma è assicurato il massimo rispetto della privacy. Per accedere cliccate: forum.bassanonet.it/">forum.bassanonet.it/
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Politica
17 lug 2026
Bassano dice sì al ddl Sicurezza: arrivano le multe ai genitori e il fermo per i minori
Visto 22.088 volte
Cronaca
17 lug 2026
PFAS, uova dieci volte oltre i limiti: il Pd chiede alla Giunta i dati dei monitoraggi
Visto 21.161 volte
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 20.189 volte
Politica
17 lug 2026
Futuro Nazionale cresce nella Pedemontana: nati cinque nuovi comitati locali
Visto 18.805 volte
Politica
20 lug 2026
Mail dei Quartieri: Pietrosante presenta un'interrogazione in vista del Consiglio
Visto 12.084 volte
Politica
20 lug 2026
Caso Parolini e aree agricole, l'opposizione di Bassano porta in Consiglio due atti sulla gestione del territorio
Visto 11.441 volte
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 30.128 volte
Attualità
29 giu 2026
Vandalismi nella notte: il centro di Bassano chiede una strategia anticrimine
Visto 22.364 volte
Politica
17 lug 2026
Bassano dice sì al ddl Sicurezza: arrivano le multe ai genitori e il fermo per i minori
Visto 22.088 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 21.740 volte
Attualità
13 lug 2026
Crisi idrica: il Brenta resta a secco, il Veneto dichiara l'emergenza
Visto 21.661 volte
Politica
29 giu 2026
Blitz contro Vannacci: volantini shock al gazebo del movimento
Visto 21.170 volte
Cronaca
17 lug 2026
PFAS, uova dieci volte oltre i limiti: il Pd chiede alla Giunta i dati dei monitoraggi
Visto 21.161 volte
Attualità
09 lug 2026
Pfas nei pozzi privati, il Pd chiede alla Regione verifiche e tempi certi
Visto 21.034 volte
Attualità
10 lug 2026
Pfas nel Bassanese, Retinò: «Valori sotto i limiti non significano che il problema non esista»
Visto 20.865 volte