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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Glerean spiega le sue scelte
Il tecnico di Romano promette tanto lavoro per riportare la sua squadra nella posizione che merita
Pubblicato il 20 set 2008
Visto 2.078 volte
Ezio Glerean predica calma dopo che ,un avvio a rilento in campionato, ha fatto pericolosamente salire la temperatura in tutto l’ambiente giallorosso: -“La questione è molto semplice, la nostra è una squadra umana, composta di ragazzi che devono lavorare sodo e che la domenica, se vogliono vincere, devono applicarsi al massimo perché di fronte ci sono degli avversari che fanno di tutto per metterli in difficoltà”.
Il trainer si rivolge poi ai tifosi e alle lamentele che si sono sprecate in seguito alla deludente prestazione casalinga di domenica con il San Marino: -“Mi sta bene che ci sia chi critica il mio operato, se non è d’accordo con le mie scelte però, non mi sembra corretto prendersela con giocatori importanti come i Zubin o i Berrettoni che, a questa squadra, in questi anni, hanno dato moltissimo”.
Ezio Glerean, 52 anni, è al quarto anno sulla panchina giallorossa (foto Andrea Martinello)
Una critica che gli viene mossa da parte dei tifosi è quella aver spesso escluso Cesca dalla formazione titolare perché tra i due non corre buon sangue. L’allenatore dà una spiegazione delle motivazioni che influiscono sulle sue decisioni: -“Da parte di un tecnico, di un professionista, non esiste che reggano considerazioni quali la simpatia o l’antipatia perché deve lavorare negli interessi della squadra e della società. Quando faccio una valutazione, però, deve esser comprensiva di tutti gli aspetti e una componente fondamentale, per il mantenimento dell’armonia in un gruppo, sono i comportamenti. Io pondero la condotta dei miei giocatori, questo sì. Dentro questo gruppo ci sono delle regole che devono essere rispettate da tutti. Cesca fa parte di questo gruppo e deve attenersi al rispetto delle regole. Lui è un grandissimo giocatore per la categoria, ha delle ottime qualità e per dimostrarlo deve allenarsi nella maniera giusta. In ogni caso, Cesca è rimasto fuori una partita mentre ci sono altri giocatori che hanno un minutaggio decisamente inferiore. Rondon, per esempio, è un ragazzo serio che sta zitto, che lavora con grande serietà e dedizione e che si fa trovare pronto quando è chiamato in causa. Che poi da parte dei tifosi ci siano delle preferenze o simpatie particolari per questo o quel atleta è normale e giusto”.
Altra questione spinosa, affrontata dall’allenatore, è quella riguardante la posizione in campo occupata da Emil Zubin: -“Io non credo affatto di schierare Zubin fuori ruolo "- continua il timoniere -. "Oppure bisogna stabilire cosa s’intende quando si parla di posizione non adatta. Nel caso di Emil sono i numeri a dimostrare che può tranquillamente giocare assieme ad altri tre attaccanti. Lo scorso campionato, infatti, ha realizzato undici gol in campionato e quattro in coppa Italia, nonostante sia rimasto ai box due mesi per un infortunio al tendine d’Achille. Un giocatore che viene schierato fuori ruolo non riesce ad esprimersi in questa maniera. Ovviamente giocando con quattro attaccanti si sa che ognuno di loro deve occupare una specifica zona del fronte offensivo altrimenti s’incorre nel rischio che si pestino i piedi vicendevolmente. Dopodiché se il giocatore ha compiti di copertura, ciò è il sacrificio necessario per mantenere i delicati equilibri di squadra. Mi sembra, però buffo che sorgano adesso questo tipo di argomentazioni, visto e considerato che questa squadra, lo scorso campionato, giocando con in questa maniera, ha messo a segno oltre sessanta reti esprimendo anche un buon calcio".
Sui tifosi e l’ambiente. - "Io conosco Bassano e il suo ambiente da oltre vent’anni e già da giocatore ho dimostrato il mio attaccamento a questa maglia. Quando, per esempio, ho stretto i denti con un ginocchio malconcio pur di esserci e dare il mio contributo nella finale playoff per la C2 contro il Chievo (incontro vinto sul campo ma promozione revocata per presunto illecito ndr). Io a città, a tifosi e a questi colori voglio bene per davvero! Quando tre anni fa mi hanno chiesto di tornare, il Bassano aveva bisogno di un aiuto, di salvaguardare il patrimonio di una categoria conquistata sul campo appena pochi mesi prima. Ci ho messo la faccia, ho accettato di occuparmi di questa situazione difficile, in una categoria come la C2. Ricordo che nelle ultime cinque stagioni avevo allenato quattro anni in serie B e una stagione in C1”. Come tutti ricorderemo il riferimento è alla stagione 2005-2006 quando la squadra, allora allenata da Bobi Sandri, si trovava con mezzo piede in serie D dopo le tre sconfitte consecutive maturate tra dicembre e gennaio che avevano spinto i giallorossi in ultima posizione a lottare con le unghie e con i denti contro formazioni quali Casale, Montichiari, Biellese, Portogruaro e Jesolo. “La situazione – continua il timoniere virtussino – era a dir poco critica ma sono tornato con entusiasmo proprio perché mi sono sempre portato nel cuore questa città! D’altro canto so che a Bassano c’è tantissima gente che mi vuole bene e io ho sempre fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità per dare loro le soddisfazioni che meritano”.
Per concludere, il tecnico bassanese ammette le sue responsabilità per questo avvio stentato ma guarda avanti con ottimismo: -“Io non cerco giustificazioni per quanto fatto vedere in queste tre gare, perché sicuramente si poteva fare di più. Di errori ce ne sono stati, diversi anche da parte mia. L’obbiettivo ora è quello di lavorare bene con questi ragazzi per migliorare gli aspetti negativi fin qui evidenziati e per ottenere quel successo che lo scorso anno avremmo meritato e che ci è sfuggito per pochissimo”.
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