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Nasce il “Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa”
Comitati e associazioni contrari alla SPV confluiscono in un'unica organizzazione e propongono la Pedemontana alternativa e “sostenibile”. “Questa infrastruttura è sbagliata e nasce già vecchia e obsoleta”
Pubblicato il 17 dic 2011
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La prima pietra della Superstrada Pedemontana Veneta è posata ormai da un pezzo, ma loro non demordono. Anche perché - come ricordano - sull'infrastruttura pendono ancora alcuni ricorsi al Tar, che andranno a sentenza a fine gennaio.
I comitati e le associazioni che a vario titolo si oppongono alla realizzazione della SPV (Coordinamento 41 ricorrenti novembre 2010; Comitati Difesa Salute Territorio ValleAgno 2010; Movimento 5 Stelle meetup di Bassano del Grappa; Associazione no alla Centrale Montecchio Maggiore; Veneto Sostenibile; Coordinamento Associazioni NO Pat Venezia; Comitati Mobilità Sostenibile Loria, Altivole, Povegliano, S.Zenone; Associazione Parco delle Rogge Bassano del Grappa; 2004 Coordinamento Ambiente; Altroveneto) hanno deciso di organizzarsi formalmente in un unico organismo, che prende il nome di “Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa”, ovvero Covepa.
“Non siamo il coordinamento di ecologisti che dicono no a tutto” - ha spiegato Francesco Celotto, portavoce del Covepa assieme a Massimo Follesa, nella conferenza stampa che questa mattina in Sala Tolio a Bassano ha presentato la nuova organizzazione.
La presentazione del “Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa” in Sala Tolio a Bassano
“Il nostro - ha puntualizzato Celotto - è un coordinamento di persone che in questi anni hanno detto no alla Pedemontana, ma proponendo soluzioni alternative. Il nostro scopo è quello di lanciare proposte concrete alla Regione e alle Amministrazioni locali perché la Regione, attraverso la legge obiettivo, ha bypassato le regole e gli stessi enti locali.”
“Perché è sbagliata questa SPV”
Con un documento diffuso nell'occasione, il Covepa ribadisce i motivi per i quali “considera sbagliata questa SPV”.
Innanzitutto l'economicità. “LA SPV, nella sua versione almeno oggi conosciuta - affermano i promotori del coordinamento - costa oltre 2300 milioni di euro. Sulla carta si tratta di una infrastruttura che utilizza la cosiddetta finanza di progetto che prevederebbe l'onere a carico dei privati che si ripagherebbero con i pedaggi per un numero preciso di anni. In realtà almeno la metà del costo sarà invece a carico degli enti pubblici, in primis la Regione, e esprimiamo forti dubbi sulla capacità che il bilancio regionale possa reggere questo impatto.”
C'è poi l'ambiente. “LA SPV, con i suoi quasi 96 km di cui circa 55 in trincea - dichiara il documento - rappresenta una profonda ferita al nostro territorio, sia sul piano paesaggistico che sul piano dell'inquinamento indotto dalla rimozione di pezzi interi della campagna veneta.”
Altri dubbi sono espressi sulla viabilità ed economia locale: “La SPV nasce come arteria a servizio del trasporto locale, e dopo internazionale. Osserviamo però che una strada con 16 caselli (da notare che dal 2012 i caselli saranno fuori legge secondo il più recente orientamento della Ue) risulta poco utile al traffico locale.”
Altro aspetto critico: l'interconnettività. “La Pedemontana - sostiene il Covepa - è un'opera lontana dalla ferrovia e anzi non prevede in alcun punto un interscambio gomma-treno, che la rende una infrastruttura che nasce già vecchia e obsoleta, distantissima dai più avanzati standard progettuali europei.”
Secondo il coordinamento, l'intero iter progettuale della SPV è stato portato avanti “proclamando una falsa emergenza-traffico nelle province di Treviso e Vicenza, utilizzando la decretazione che va impiegata solo in caso di emergenza, come ad esempio per il terremoto a L'Aquila.” “In questo modo - affermano - il Commissario Vernizzi, amministratore delegato di Veneto Strade, si sottrae al normale iter di legge e scavalca gli enti pubblici territoriali godendo di ampi poteri discrezionali.”
“La convenzione economica e il piano finanziario dell'opera ci sono a tutt'oggi negati - dichiarano i promotori - perché, come è stato detto all'incontro del 21 ottobre a Veneto Strade a Mestre, è un atto pattizio di natura privatistica tra il commissario Vernizzi e la società concessionaria. Ma si tratta di soldi pubblici, perché la Regione dovrà intervenire finanziariamente in caso di traffico insufficiente. Quando sarà poi realizzato il primo lotto della SPV, quello di Villaverla, la Regione dovrà comunque contribuire con 24 milioni di euro. Queste cose i cittadini non le sanno. E' debito pubblico mascherato.”
La Pedemontana “alternativa”
Il Covepa afferma di “non essere contro le strade e lo sviluppo, purché queste siano realmente al servizio del territorio e della popolazione”.
Per questo motivo propone la realizzazione di una “Pedemontana alternativa” che risponda a precise caratteristiche: interconnettività; minimo impatto ambientale sul territorio, sfruttando i sedimi esistenti per quanto possibile e riducendo il tracciato tra la A31 e la A27; vicinanza alle aree industriali esistenti, evitando la costruzione di ulteriori bretelle; permeabilità al traffico locale, attraverso un sistema di barriere o una strada regionale a scorrimento veloce; realizzazione attraverso la legislazione ordinaria “senza l'improprio utilizzo del commissario governativo, inventando inesistenti emergenze traffico”.
Il che vorrebbe dire - nell'ipotesi al momento estremamente improbabile, Tar permettendo, che governo e Regione accettassero queste condizioni - far partire un nuovo iter progettuale, ricominciare da capo la complessa concertazione coi territori, azzerare gli investimenti già fatti, smantellare i cantieri già allestiti per l'imminente partenza delle ruspe.
Nonostante ciò, per il Covepa proporre l'idea di una nuova Pedemontana “sostenibile” non è una mission impossible. Il coordinamento si darà ora un organigramma, organizzerà una prima iniziativa in consiglio regionale, promuoverà assemblee e manifestazioni locali, collaborerà con altri gruppi in ambito regionale.
Spina dorsale di comunicazione e condivisione delle sue iniziative sarà il sito internet wwwcovepa.blogspot.com. “wwwcovepa” va tutto attaccato: se mettete il puntino dopo le tre “w”, viene fuori un sito spagnolo di comunicazione per le imprese agricole...
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