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Zaia: “La Pedemontana dia lavoro ai veneti”

Il governatore alla cerimonia inaugurale della SPV: “Questa deve essere l'autostrada del federalismo lavorativo. In questi cantieri vogliamo sentire parlare veneto”

Pubblicato il 10 nov 2011
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Il primo pensiero del presidente del Veneto Luca Zaia - appena arrivato al Campo Base della SPV di Sacro Cuore di Romano d'Ezzelino per la posa della prima pietra della Superstrada Pedemontana Veneta - è per i tecnici e gli operai che costruiranno l'infrastruttura: un gruppo di lavoratori presente all'ingresso della cerimonia, tuta arancione e casco giallo, è il primo a ricevere il saluto del governatore e a posare per una foto ricordo.
Zaia li ringrazierà anche sul palco della cerimonia di apertura, ricordando l'esempio di suo padre, ex meccanico, che ancora oggi racconta con orgoglio di aver lavorato per la costruzione dell'Autostrada del Sole.
“Quando mi hanno detto della cerimonia di oggi - afferma il governatore - non ci credevo, per aver vissuto da vicino la storia di un'infrastruttura che non ha avuto un parto facile, ma che è figlia di un territorio che ha voluto portare avanti questa sfida.

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia alla cerimonia inaugurale della SPV (foto Alessandro Tich)

E' la più grande opera mai realizzata in questo territorio, di cui dobbiamo sottolineare il rispetto ambientale. Grazie alle sue mitigazioni ambientali, è un'opera che si inserisce direttamente nel Protocollo di Kyoto. Con la grande novità dei 70 Comuni che per diversi anni saranno esentati dal pagamento del pedaggio per 21 km. di tracciato.”
“La Pedemontana è un'opera realizzata con il progetto di finanza, che sposiamo ma guardiamo anche con attenzione, e che in assenza dello Stato ci ha permesso di dare delle risposte - prosegue Zaia -. Gli indicatori economici dicono che il Veneto viene prima della Baviera e della stessa Germania. Se potessimo fare da soli, disponendo delle tasse che già paghiamo, la nostra regione sarebbe molto migliore di quella che è. Ma facciamo parte di un sistema che si chiama Italia e dobbiamo concorrere con quote di solidarietà a favore di quelli che spesso sprecano.”
“Questa è anche l'autostrada della promozione economica - incalza Zaia -. Qui, nelle varie fasi della realizzazione saranno impegnati dai 600 ai 2200 lavoratori. Questa deve essere anche l'autostrada del federalismo lavorativo. In questi cantieri vogliamo sentire parlare veneto. Nella nostra regione 152mila lavoratori sono senza un lavoro. Il consorzio SIS deve trovare imprese del Veneto per fare questa superstrada.”

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