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“Dicette 'a Signora: “Curre guagliò, curre; Ca tant semp' t'arriv. E t' venc.”
Traduzione: “Disse la Signora: Corri, uomo, corri; che tanto ti raggiungo sempre. E vinco.”
Il destino ineluttabile di noi maschietti è racchiuso in questo estratto di pura filosofia napoletana contenuto in un bigliettino della “Poesia di Pulcinella”.
Foto Alessandro Tich
Il bigliettino lo riceviamo da Pulcinella in persona, fermo come una statua all'angolo tra via Roma e Piazza Libertà, nel cuore della Fiera Franca di Bassano del Grappa.
Basta dargli una monetina, e lui ti fa l'inchino e ti consegna il foglietto con una piccola perla di saggezza.
Incontri ravvicinati del terzo tipo con i coloriti alieni che una volta all'anno, per la grande fiera bassanese, spuntano negli angoli del centro per fare da contorno all'affollata manifestazione.
E' una splendida domenica di sole che favorisce l'afflusso in massa della gente e sulle bancarelle, come sempre, c'è di tutto: dal vestitino militare per il cane al mocio strizzafacile e dal pesce palla alle palle del nonno, che - per la cronaca - sono un tipico salume dell'Umbria.
Davanti a noi, secondo copione, si presenta un vivace tourbillon di immagini e anche di profumi: si può passare dal mandorlato al peperoncino e all'incenso naturale nel giro di pochi metri. E' una di quelle occasioni in cui l'economia, intesa come economia spicciola, sembrerebbe girare: ma è sempre meglio diffidare delle apparenze.
“Dai, che sta andando bene. Anche se i nostri affari sono molto legati alle condizioni del tempo” - ci dice una venditrice di ombrelli. E quella di oggi, ahilei, non sarebbe proprio la giornata ideale.
La Fiera Franca - con il suo mix di tinte forti, articoli insoliti e personaggi fuori dal tempo - è un richiamo irresistibile per la nostra macchina fotografica, come testimonia la photogallery che correliamo al presente articolo.
Mentre giriamo per fare qualche scatto, ne approfittiamo per chiedere agli ambulanti come sta andando l'edizione di quest'anno.
“Va peggio dell'anno scorso - ci dice la commerciante di uno stand di vendita di calze -, ma non ci lamentiamo mai. Va bene lo stesso. La gente è sempre tanta, ma spendono un po' meno.”
“E' fiacca - conferma una signora che vende tessuti -. La gente viene a passeggio.”
Chi non deve proprio lamentarsi di come vanno le cose sono i chioschi gastronomici, piazzati come sempre nei punti strategici: fornitissimi fast food in stile sagra paesana che con le loro frittelle, panini e piadine non sembrano proprio sentire la crisi. Va ben la passeggiata, ma il morso della fame prima o poi arriva.
Il vero spirito della fiera lo percepiamo in via Barbieri, sede delle bancarelle “alternative” di articoli etnici e multiculturali.
Qui ci colpisce un venditore alla Georges Moustaki, con una lunga barba bianca e “quella faccia da straniero” descritta nella celebre canzone del cantautore greco.
Dopo avergli fatto una foto, ci chiede - con accento estero - se possiamo fargliene un'altra assieme ai colleghi delle bancarelle vicine: gli altri arrivano per una animata posa di gruppo, ed è subito “bagolo”.
Gettonatissimi, come da tradizione, i due stand in Piazzetta Guadagnin delle città gemellate con Bassano: la tedesca Mühlacker (che attira i passanti con il canto delle sirene dei wurstel grigliati e della birra Naturtrüb, naturalmente torbida) e la francese Voiron, giunta dalle terre d'Oltralpe con una selezione di “compote” di frutta e marmellate biologiche.
Tra tutte le voci (quelle degli instancabili venditori col microfono) e i rumori della fiera, sentiamo un fischio ormai famigliare: è quello del venditore del “fischietto magico da richiamo”.
Non abbiamo mai capito che cos'è e a che cosa serva, ma guai se non ci fosse: e anche quest'anno “l'uomo del fischio” si è posizionato in via San Bassiano, proprio sotto le finestre della redazione di Bassanonet, deliziando le nostre orecchie per un bel po'.
Scenetta finale in via Museo, dove scattiamo un'immagine in una delle tante bancarelle di dolciumi siciliani, irresistibile attentato al nostro colesterolo.
Il ragazzo e la ragazza dietro al bancone, evidentemente fidanzati, si stringono affettuosi per un “clic” al gusto di marzapane.
Sono teneri e dolci, come le paste alla mandorla che vendono.
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