Marco PoloMarco Polo
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Attualità

Energia pulita: tra opportunità e intoppi burocratici

Parola al presidente della Coldiretti di Vicenza, Meggiolaro: “Le possibilità sono notevoli ma è auspicabile più snellezza e buon senso”.

Pubblicato il 05 ott 2009
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L’occasione è l’incontro organizzato dal Consorzio di Bonifica Pedemontano Brenta, presso San Lazzaro di Bassano del Grappa, nell’ambito della “V Giornata Nazionale dell’Energia Elettrica”. I temi sul piatto sono di primaria importanza e attualità per quanto riguarda la gestione del territorio: spartizione delle risorse idriche del Brenta (usi agricoli, civili, industriali, senza trascurare la quantità minima d’acqua che, per legge, deve scorrere nell’alveo del fiume), sicurezza dal rischio idraulico e produzione di energia rinnovabile. Proprio su quest’ultimo aspetto focalizza la sua attenzione Diego Meggiolaro, presidente della sezione di Vicenza della Coldiretti: -“La produzione di energia “pulita” è uno dei nodi chiave per progettare il nostro futuro. La stessa Unione Europea impone ai paesi membri di raggiungere la quota del 20% di energia proveniente da fonti rinnovabili entro il 2020. Qualcosa si sta muovendo, come la messa in opera della nuova turbina sulla Roggia Rosà, ma si potrebbe fare molto molto di più. Senza andare troppo lontano, proprio qui presso le prese di San Lazzaro ci sarebbe la possibilità di ingrandire facilmente l’attuale capacità di produzione di energia idroelettrica”. Dunque le leggi europee, statali e regionali spingono a favore dell’incremento degli impianti ad energia alternative, gli Enti preposti alla gestione del territorio sono ampiamente favorevoli ad uno sviluppo in questo senso, gli stessi privati, ed in particolar modo i coltivatori diretti, per bocca del loro presidente, hanno un’apertura totale. Ma allora dove sta il problema? “In effetti – continua Meggiolaro – ci sarebbero tutta una serie di possibilità e incentivi per uno sviluppo di impianti di piccola taglia, dall’energia idroelettrica alla biomassa. L' intoppo, incredibile ma vero, sta nelle inconcepibili procedure burocratiche con cui il richiedente deve scontrarsi per poter ricevere l’autorizzazione per costruire l’impianto. C'è un’intricata sovrapposizione di competenze che funge da ostacolo, spesso insormontabile, per chiunque volesse avventurarsi in questo nobile proposito. Per non parlare dei tempi biblici per riuscire ad ottenere l’allacciamento all’ENEL. E’ questo che chiediamo alla politica: fare in modo che le leggi, seppur buone, trovino applicazione. Basterebbe un pizzico di buon senso in più per fare grandi passi avanti ed è necessario farlo perché qui è in ballo una bella fetta del nostro futuro”.

Diego Meggiolaro. Da parte della Coldiretti ci sono grandi aperture nei confronti degli impianti ad energia pulita.

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