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Press a poco
In quartiere XXV Aprile continua il porta a porta, nuovi press container sottoutilizzati. Possono conferire i rifiuti tutti i residenti nel Comune di Bassano. Gli abitanti del quartiere: “Devono dimostrare che l’impianto serve a qualcosa”
Pubblicato il 09 mag 2025
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Oooh, benon: oggi ritorno a scrivere di ecopiazzole e di press container Etra a Bassano del Grappa.
Non lo facevo da un po’ di tempo, dopo aver dedicato cassonetti d’inchiostro all’argomento, dividendomi tra quartiere San Vito e quartiere XXV Aprile, tra agosto e novembre 2024, con qualche ulteriore sporadica incursione giornalistica nell’anno in corso.
Nei due quartieri bassanesi, dai primi di marzo, là dove c’era l’erba (porzione dell’area sgambamento cani a San Vito e parte dell’area pubblica verde in XXV Aprile) ora ci sono due impianti praticamente identici per la raccolta dei rifiuti, dotati ciascuno di tre press container ovvero eco-compattatori adibiti rispettivamente al conferimento H24 della plastica, della carta e cartoni e del secco residuo, più quattro campane per il vetro.
L’ecopiazzola di quartiere XXV Aprile (foto Alessandro Tich)
Quartiere XXV Aprile, dove la mobilitazione di alcuni cittadini contro l’ecopiazzola è partita più tardi rispetto a San Vito ma è stata per certi versi ancora più insistente, con tumultuosi momenti “da corrida” all’assemblea straordinaria dei residenti del quartiere del settembre dell’anno scorso (di cui al mio assai cliccato articolo dell’epoca “Piazzola de Toros”), è la meta di questo mio rinnovato Scoass Tour.
Abituato al banchetto di raccolta firme del recente passato e ai cartelli di protesta appesi su quelle che allora erano le transenne del cantiere di Etra, trovo una situazione completamente diversa.
L’unico residuo della battaglia civica condotta in opposizione al progetto PNRR della società multiutility sono due fogli ancora attaccati ad altrettante bacheche di quartiere, di fronte all’ecopiazzola, con la scritta “Disobbedienza civile. Solo porta a porta”.
Ad accogliermi per l’occasione, assieme ad un gruppo di altri residenti, c’è sempre lei: l’indomita Flavia Bernardi, la donna che sussurra (non proprio benevolmente) ai press container, vivace spina nel fianco del presidente del consiglio di quartiere Nicola Giangregorio, promotrice e portavoce del comitato spontaneo “No compattatori quartiere XXV Aprile”.
Tutti i mei interlocutori mi riferiscono che finora non hanno mai utilizzato né gli eco-compattatori né le campane e che non sono intenzionati a farlo.
In quartiere, come promesso e mantenuto da Etra, continua infatti regolarmente la raccolta porta a porta per tutte le tipologie di rifiuti che si possono conferire all’ecopiazzola: secco, plastica e metalli, carta e vetro. Più ovviamente l’umido, che però non rientra tra le scoasse conferibili nell’impianto PNRR.
In questo senso l’isola ecologica H24 costituisce un “doppione” ed è questo il probabile motivo per il quale, come ribadirò più avanti, a due mesi dalla sua apertura è ancora sottoutilizzata.
Ed è questa anche l’occasione per trovare la conferma del fatto che tutti noi siamo prima o poi chiamati ad affrontare delle prove.
C’è ad esempio la “prova del fuoco”, c’è la “prova del nove” e c’è la “prova della verità”.
La mia visita da umile cronista all’impianto del XXV Aprile inizia invece, quasi a mettere insieme le tre sopra elencate, con la fatidica “prova delle eco tessere” detta anche prova “Apriti Sesamo”.
Era una cosa già risaputa, perché rivelata lo scorso aprile in una conferenza stampa delle minoranze sull’argomento, che alle due nuove ecopiazzole di XXV Aprile e San Vito possono conferire i rifiuti tutti i residenti nel Comune di Bassano del Grappa, per tutto il 2025, senza che i conferimenti del secco vengano conteggiati e quindi caricati sulla bolletta una volta superato quello che dovrebbe essere il numero di aperture gratuite degli eco-compattatori.
“È un modo - avevano sottolineato in quella occasione le opposizioni - per incentivare l’uso di questi impianti e di voler far vedere che la cosa funziona attraverso un dato falsato.”
La “sorpresa” per i residenti del XXV Aprile è arrivata quando si è scoperto che i press container potevano essere utilizzati anche dagli abitanti degli altri Comuni, con l’eco tessera del Comune di appartenenza: un potenziale generatore di Scoass Tour comprensoriali.
Cosa davvero strana, se pensiamo che i compattatori di Rondò Brenta, i “capostipiti” della specie a Bassano, si aprono solo per i residenti del quartiere e che le stesse ecopiazzole del XXV Aprile e di San Vito sono state realizzate da Etra con bando PNRR per i due quartieri specifici per “garantire a tutta la cittadinanza un servizio di conferimento rifiuti più agevole” in considerazione “dell’alta densità abitativa” delle due zone della città interessate.
La questione era stata evidenziata dal comitato spontaneo “No compattatori” all’assemblea ordinaria di quartiere svoltasi lo scorso 8 aprile, dopo che la prova con le eco tessere date in prestito da residenti di altri Comuni faceva regolarmente aprire le saracinesche dei press container.
Nell’assemblea Flavia Bernardi aveva ribadito che “ciò contraddice gli obiettivi della raccolta differenziata perché toglie il limite al conferimento del rifiuto secco che può essere indifferenziato”.
E il sindaco Finco - che aveva concluso la serata dell’8 aprile, come mi viene riferito, “augurandosi che alla prossima assemblea non si torni più sull’argomento” - di fronte alle insistenze del comitato aveva detto che “contatterà Etra affinché questa fase finisca a fine aprile”.
È a questa promessa che si riferisce la prova “Apriti Sesamo”.
Flavia Bernardi tira fuori alcune eco tessere prestatele da amici e conoscenti residenti in altri Comuni: da Enego a Cittadella e da Rossano Veneto a Tezze sul Brenta.
Le appoggia ai lettori dei press container: viene fuori la scritta “tessera non valida” e i compattatori non si aprono. Il sindaco ha mantenuto la promessa.
Con le eco tessere “foreste” continuano invece ad aprirsi i contenitori del vetro.
Più tardi, con la mia tessera di Solagna io farò la stessa prova all’ecopiazzola di quartiere San Vito. Identico risultato: compattatori per secco, plastica e carta inibiti in quanto “tessera non valida” e campane per il vetro regolarmente apribili.
Tutt’altra cosa in XXV Aprile, invece, con le ecocard di residenti negli altri quartieri bassanesi: i press container si aprono in modalità “prego si accomodi”, confermando quanto già si sapeva.
“Diciamo che è un ecocentro in miniatura, in questo momento, perché chiunque può conferire”, mi dice un abitante del rione.
Ma la possibilità di conferire i propri sacchi e sacchetti di scoasse nell’impianto del quartiere in destra Brenta provenendo da Campese a San Lazzaro si scontra con quello che è l’attuale rovescio della medaglia.
I press container, come ho scritto prima, sono infatti sottoutilizzati, in primis dagli stessi residenti perché continua la raccolta porta a porta.
Per la serie: press a poco.
Per tutta la mezz’ora abbondante in cui svolgo il mio sopralluogo, attorno a mezzogiorno, nell’isola H24 non passa anima viva e anche una signora che risiede in un appartamento con “vista panoramica” sull’ecopiazzola mi conferma che l’utilizzo dei compattatori è molto limitato, per usare un eufemismo.
“All’assemblea di quartiere dell’8 aprile - afferma Flavia Bernardi - il presidente Giangregorio ha riferito che dai primi di marzo ci sono stati 38 conferimenti del secco e che 3 li ha fatti lui. Continuano a dare la possibilità di conferire a tutti i residenti del Comune di Bassano e devono dimostrare che l’impianto serve a qualcosa.”
A questo punto il timore dei residenti del XXV Aprile che incontro nell’occasione è che prima o poi, a fronte dello scarso utilizzo dell’ecopiazzola, venga eliminata la raccolta porta a porta.
Il comitato spontaneo ricorda che all’assemblea straordinaria di settembre 2024 il sindaco Finco aveva ribadito che “la raccolta differenziata porta a porta continuerà per tutto il suo mandato” e che nel consiglio comunale del 30 ottobre 2024 l’assessore Andrea Viero, rispondendo a un’interrogazione, aveva assicurato che “qualsiasi variazione promossa dal Consiglio di Bacino Rifiuti dovrà essere vagliata dall’amministrazione comunale”.
Ma secondo i miei interlocutori tutte queste rassicurazioni non costituiscono un motivo sufficiente per abbassare la guardia.
In definitiva, per il comitato spontaneo “No compattatori” il conferimento del secco nell’ecopiazzola, aperto a tutti i cittadini di Bassano e senza conteggio in bolletta, è in contraddizione con gli obiettivi dell’aumento della raccolta differenziata e di riduzione della frazione del secco, inquinante e costosa.
L’ultima chicca di questo Scoass Tour in quartiere XXV Aprile riguarda le quattro campane seminterrate per il vetro, una delle quali era rimasta bloccata ed inutilizzabile fin dall’inizio dell’apertura dell’impianto perché presentava un ristagno di acqua sul fondo, conseguente alla natura argillosa del terreno che avrebbe richiesto un’accurata opera di drenaggio.
Per giorni e giorni, come mi raccontano i “residenti oculari”, c’è stato un viavai di furgoni e di tecnici di Etra per le operazioni di estrazione e svuotamento dell’acqua ristagnata.
Fino a che, all’improvviso, la campana incriminata è stata riaperta all’uso.
Apro il coperchio (con la mia ecocard di Solagna) e guardo dentro l’oblò: il contenitore al momento è vuoto e il fondo appare ancora bagnato.
“Ma forse è fisiologico”, cerca di trovare una spiegazione uno dei residenti.
La campana del vetro rimasta chiusa per un mese e mezzo è stata riaperta, come mi riferiscono sempre gli abitanti, alla vigilia della festa del quartiere del 25 aprile.
Ne prendo atto: le sagre di quartiere fanno miracoli.
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