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Braciere Olimpico
All’Odeo del Teatro Olimpico di Vicenza i rappresentanti del sistema giustizia smontano il progetto del Tribunale della Pedemontana. Il sostituto procuratore della Repubblica Alessandra Block: “Progetto inutile, anacronistico e anche dannoso”
Pubblicato il 18 mar 2025
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“Convitato di pietra”.
Dal dizionario online Treccani: “Nel linguaggio giornalistico, presenza incombente ma invisibile e perciò inquietante e imprevedibile, che tutti conoscono ma che nessuno nomina”.
Ho introdotto così questo articolo perché all’Odeo del Teatro Olimpico di Vicenza, prestigiosa sede dell’Accademia Olimpica, c’è un convitato di pietra grande come una casa, anche se viene nominato più volte. Anzi, grande come un palazzo, ubicato in via Marinali a Bassano: il Tribunale della Pedemontana.
Il tavolo dei relatori del convegno di Vicenza (foto Alessandro Tich)
Il titolo del convegno organizzato dal Comitato per una Giustizia di Qualità a Vicenza prende l’argomento alla larga: “Revisione della geografia giudiziaria: un pericoloso ritorno al passato?”.
Ma è chiaro - come si capirà poi dagli interventi - che il focus per il quale sono qui riuniti magistrati, avvocati e politici sul tavolo dei relatori e altri magistrati e avvocati oltre a diversi sindaci in mezzo al folto pubblico, è tutto concentrato sui possibili effetti dell’istituzione del presidio di giustizia bassanese per la tenuta del sistema giudiziario vicentino e regionale.
Il tema è scottante, soprattutto alla luce dei noti sviluppi degli ultimi giorni che hanno infuocato il clima dei rapporti tra Bassano e il resto del mondo, costituito da una sessantina di Comuni contrari al sogno giudiziario pedemontano.
Di conseguenza, per la questione trattata e per il luogo in cui ci troviamo, sono pronto a raccogliere le improvvise fiammate e le ardenti vampate di un Braciere Olimpico.
Il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, nell’accendere la miccia, pardon nell’introdurre il convegno, ricorda l’audizione avuta col Comitato per una Giustizia di Qualità che ha poi portato alla nota mozione a tutela del Tribunale di Vicenza approvata in consiglio comunale lo scorso novembre.
Quindi riassume gli ultimi sviluppi della vicenda, col suo incontro coi due sindaci di Padova e Treviso assieme ai presidenti degli Ordini degli Avvocati e gli appelli al ministro dei 59 sindaci del Vicentino, alcuni dei quali sono presenti in sala.
“Non c’è niente contro gli altri, non è un derby calcistico ma puntiamo a una giustizia che funzioni nel miglior modo possibile - afferma Possamai -. Questo convegno arriva a valle di un percorso che abbiamo intrapreso senza mai tirare la giacchetta a qualcuno, né volendo che qualcuno possa prevalere su qualcun altro.”
L’avv. Gaetano Crisafi spiega quindi i motivi della nascita del Comitato per una Giustizia di Qualità a Vicenza, che ha organizzato l’incontro e che da lui è presieduto.
Ricorda “il disastro in cui versava la giustizia vicentina nel 2014”, dopo l’accorpamento del Tribunale di Bassano e della sezione staccata di Schio, che aveva scaraventato il Tribunale di Vicenza al penultimo posto della classifica dei Tribunali più efficienti del Sole24Ore.
“Ma dal 2016 ad oggi - aggiunge - sono cambiate moltissime cose.”
Il Tribunale di Vicenza ha risalito le classifiche, ha smaltito l’intero arretrato dell’accorpamento, rispetto al 2012 il numero di cause civili in Italia si è dimezzato (“per la crisi economica e per il sempre maggiore ricorso alla mediazione e alla negoziazione assistita”) e con l’apertura della SPV “tutta la zona pedemontana è oggi collegata in mezz’ora per raggiungere il Tribunale a Vicenza”.
In più, rimarca Crisafi, “il mondo della giurisdizione è cambiato col processo telematico”, in avanzata applicazione per il processo civile e in più lenta via di introduzione per il penale, con la drastica riduzione rispetto a prima degli accessi fisici in Tribunale da parte degli stessi avvocati.
Per questi ed altri motivi, quindi, “il progetto del Tribunale della Pedemontana è assolutamente inutile”.
Il presidente del Comitato contesta le rassicurazioni del ministro della Giustizia secondo le quali il Tribunale a Bassano verrebbe istituito “a costo zero e a organici invariati”.
E aggiunge: “Noi vogliamo dei giudici specializzati, è una battaglia congiunta di avvocatura e magistratura. Diciamo no ai Tribunali piccoli, dove il giudice del lavoro poi nel pomeriggio deve fare il Gip, come accadeva nel vecchio Tribunale di Bassano, e dove il giudice della famiglia deve poi autorizzare le intercettazioni telefoniche.”
“È impossibile che la riapertura di un Tribunale a Bassano non abbia ripercussioni sul nostro Tribunale”, conclude l’avv. Crisafi prima di lanciare l’ultima frecciata alle categorie economiche “che hanno sostenuto la battaglia degli avvocati per l’istanza di fallimento del Tribunale di Vicenza nel 2014 e oggi sono favorevoli al progetto del Tribunale della Pedemontana che farebbe ricadere il Tribunale di Vicenza alla situazione di undici anni fa.”
Il dott. Carlo Citterio, presidente della Corte d’Appello di Venezia, fa parlare i numeri. Che sono quelli della drammatica scopertura di personale nelle strutture giudiziarie del Veneto.
Su tutti il dato del Tribunale di Belluno, che lamenta la scopertura del 48,9% del personale amministrativo, mentre in tutto il distretto del Veneto la scopertura media è del 36%.
La stessa Corte d’Appello soffre di una scopertura di personale del 40,6%.
Potrei continuare ancora perché i numeri forniti dal presidente Citterio sono molto più ampi e dettagliati, ma penso che possa bastare.
La situazione viene parzialmente tamponata con le cosiddette “applicazioni” e cioè con i trasferimenti temporanei di personale amministrativo o giudiziario da taluni Tribunali ad altri Tribunali maggiormente scoperti, che però lasciano dei posti vuoti nei Tribunali di provenienza.
“Il punto fermo è che non puoi fare la proposta di avere un ottavo Tribunale se non sei nelle condizioni di consentire al Tribunale e alla corte di funzionare come dovrebbero - dichiara Citterio, rivolgendosi idealmente al Ministero -. Vogliono fare un ottavo Tribunale. Benissimo. Dove lo trovano il personale, se non metti persino in condizione Vicenza, Padova e Treviso di funzionare con l’organico che tu, a suo tempo, hai indicato?”.
“Ciò che è importante è la valorizzazione e non la dispersione del tempo-lavoro degli operatori di giustizia - incalza Citterio -. Il piccolo, in giustizia, costituisce oggi uno spreco di tempo di lavoro. Ecco perché accorpare, anziché dividere, ha un senso.”
Anche il senatore Pierantonio Zanettin, avvocato e già membro per tre anni e mezzo del Consiglio Superiore della Magistratura, riparte dal 2014 quando il Tribunale di Vicenza “era il penultimo nella classifica di efficienza” mentre poi “in pochi anni Vicenza è diventato uno dei fori più efficienti”. “Uno sforzo enorme - aggiunge Zanettin - che verrebbe vanificato facendolo ritornare alle dimensioni che aveva all’epoca. Perché oggi le dimensioni sono qualità.”
“Oggi un Tribunale, per reggere a quanto previsto dalle leggi, deve avere una soglia minima di almeno 50 magistrati”, afferma il senatore.
Lo prevede la necessità di collegi giudicanti sempre più ampi e di organici di una certa dimensione soprattutto per materie specifiche come il Tribunale della famiglia o il Codice Rosso per le violenze contro donne e minori e anche per questioni tecniche, come l’incompatibilità del giudice per atti già compiuti nel procedimento, che risparmio ai lettori di Bassanonet.
“Il Tribunale di Bassano nascerebbe morto e nella sua morte trascinerebbe anche il Tribunale di Vicenza”, spara a zero il parlamentare.
Infine il senatore Zanettin lancia un messaggio “all’amico” sindaco di Bassano del Grappa, dopo aver letto le sue reazioni nei confronti degli altri sindaci vicentini:
“Il sindaco Finco dice che non facciamo come i sindaci del sud che difendono il loro territorio. E allora io dico a un leghista: che cosa hanno da imparare i sindaci di Valdagno, di Thiene, di Schio da Lucera, Rossano Calabro o Ischia che nel tempo, con tutto il rispetto, non hanno dato buone prove?”.
E pensate che l’intervento più pesante nei confronti del progetto giudiziario di Bassano deve ancora venire.
Ed è quello del sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Vicenza dott.ssa Alessandra Block, che interviene in rappresentanza dell’Associazione Nazionale Magistrati:
“Quello dell’istituzione del Tribunale della Pedemontana è un progetto inutile, anacronistico e addirittura, per certi versi, anche dannoso.”
E questo innanzitutto “nell’ottica della carenza di personale giudiziario e amministrativo con cui ogni giorno siamo costretti a confrontarci” e “per la composizione dei numeri dei collegi, sia nel civile che nel penale” dal momento che “le competenze collegiali sono aumentate a livello esponenziale”.
“Problemi che uno sdoppiamento della sede andrebbe ad aumentare e ancor di più il problema del personale amministrativo - lamenta la dott.ssa Block -. Un magistrato senza supporto del personale amministrativo è come una Ferrari senza benzina.”
“Quello della Procura è un lavoro di filtro tra le cause da portare avanti e quelle da archiviare e per questo serve un adeguato personale amministrativo - prosegue -. Oggi abbiamo una carenza che sfiora il 50%. Se dividiamo anche questo personale, il sistema non reggerebbe.”
Il sostituto procuratore Block ribadisce “la qualità del servizio che dobbiamo rendere al cittadino e che passa attraverso la specializzazione dei magistrati, che in un contesto ridotto non sarebbe possibile”.
“La specializzazione riguarda i reati economici, i reati contabili, fiscali, della famiglia, del lavoro. Tutto questo non può essere garantito se il personale è poco e deve fare di tutto un po’.”
“Il progetto della Pedemontana è anacronistico - ribatte la rappresentante ANM -. Il processo in ambito civile è telematico, nel penale lentamente si va avanti su questa strada e l’accesso degli avvocati è molto ridotto. L’importanza non è quella di avere un Tribunale sotto casa, dove il cittadino va a testimoniare si spera una volta sola nella vita, ma avere una giustizia di qualità.”
Altro che Block, questi sono macigni.
Come per ogni film da popcorn che si rispetti, nell’Odeo del Teatro Olimpico c’è anche l’intermezzo.
Accade quando il moderatore del convegno Ivano Tolettini, storico giornalista del Giornale di Vicenza, chiede al presidente del Comitato Crisafi se al convegno sia stato invitato anche il sindaco di Bassano del Grappa Nicola Finco.
“Non è stato invitato - risponde l’avv. Crisafi -. Quando la parte pedemontana è stata invitata ad un confronto con noi, si è sempre sottratta. Noi chiediamo ancora di essere ascoltati, anche di fronte a un auditorio ostile, nelle forme e modi che riterranno.”
Prende quindi la parola il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Padova, avv. Francesco Rossi, che punta subito il radar sul Tribunale della Pedemontana.
“Perché - si chiede - l’idea di piantare una bandierina piuttosto che rispondere a un’esigenza reale del pianeta giustizia e quindi dei cittadini? Si vuole dividere, ma l’accorpamento delle Corti Tributarie è un segno diverso.”
“A noi stanno a cuore gli interessi dei cittadini e degli operatori della giustizia - continua Rossi -. Questa questione non è come le altre. È una scelta che incide profondamente, in modo negativo e devastante, sulla vita dei cittadini e sul sistema giudiziario.”
“Noi speriamo sempre di non avere una causa a Belluno, che è un Tribunale disastrato per scopertura di personale - gira il dito sulla piaga il presidente dell’Ordine di Padova -. L’affermazione che il Tribunale della Pedemontana sarà istituito con organici diversi e ulteriori non ha nessun rapporto con la realtà, non può essere vera.”
L’avv. Alessandro Moscatelli, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza, recupera un articolo di stampa del 2012 con le dichiarazioni dal fronte bassanese sull’efficienza del Tribunale di Bassano “con un periodo di 3-4 mesi di rinvio delle udienze e di tre anni per la decisione” mentre Vicenza impiegava “più del doppio”.
Poi snocciola i dati della media delle attuali performance del Tribunale di Vicenza: 272 giorni per una sentenza del giudice del lavoro, 236 giorni per il diritto di famiglia, 1036 giorni per il processo civile ordinario, eccetera.
“Meno di tre anni - commenta il presidente -. E questo con una scopertura di personale del 50% e con una platea molto più ampia. Volete una giustizia che funzioni meglio? Dateci il personale che ci manca.”
“Noi non conduciamo una battaglia contro nessuno - incalza Moscatelli -. Vogliamo migliorare il servizio del Tribunale di Vicenza, nel diretto interesse anche dei cittadini bassanesi.”
“Quella che state portando avanti - conclude, rivolgendosi allo schieramento pro Tribunale pedemontano - è una battaglia di piccolo cabotaggio. E quelle sì, sono battaglie esclusivamente di pochi contro gli interessi di molti.”
Il dott. Edmondo Bruti Liberati, volto noto della magistratura italiana, già procuratore della Repubblica di Milano e già presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, getta addirittura la toga oltre l’ostacolo considerando necessario “superare i limiti della riforma Severino” del 2012 non solo per evitare l’istituzione di nuovi Tribunali, ma anzi per sopprimere i Tribunali più piccoli ancora rimasti in piedi, come “i tre tribunalini in Abruzzo o quello di Ischia” e anche quelli di città capoluogo minori come Lodi, che “funzionano solo con le applicazioni” e cioè con personale dato in prestito da altri Tribunali.
Il presidente del Tribunale di Vicenza, dott. Luigi Perina, invitato a intervenire dalla prima fila del pubblico, non fa sconti sul Tribunale che vorrebbe risorgere a Bassano:
“Sono d’accordissimo sul fatto che più è piccola l’organizzazione, più cala la produttività. Il Tribunale di vicinanza non è la soluzione, è più importante un unico Tribunale provinciale. Più si riducono i Tribunali e più l’efficienza dell’azione giurisdizionale si allontana.”
Anche il procuratore della Repubblica di Vicenza, dott. Lino Giorgio Bruno, porta la sua testimonianza sulla necessità della specializzazione dei magistrati e sui problemi che il suo ufficio deve affrontare per la cronica carenza di personale amministrativo.
“È stato detto che il personale del futuro Tribunale della Pedemontana sarà attinto dalle liste regionali - lamenta il procuratore -. La Procura di Vicenza dalle liste regionali non ha avuto nemmeno un’unità, finora. Non so come si possa affermarlo.”
Non c’è che dire: non sono certamente mancate le fiammate e le vampate nel Braciere Olimpico dei Giochi Vicenza-Bassano 2025.
Concludo con un paio di ulteriori citazioni tratte dal mio bloc notes bassanese, che ha stoicamente sopportato tutti gli appunti presi in territorio berico.
La prima è del presidente del Comitato per una Giustizia di Qualità Gaetano Crisafi che, stuzzicato da Ivano Tolettini sui rapporti del suo Comitato con la città di Bassano, riferisce di una delle motivazioni addotte per la riapertura del Tribunale in riva al Brenta:
“Da quanto si sentirebbe nelle riunioni delle categorie, qualcuno ha detto che bisogna riaprire il Tribunale a Bassano perché, da quando è stato chiuso, il bar vicino al Tribunale ha avuto perdite di fatturato. Mi pare un po’ poco.”
Per la serie: eravamo quattro cause al bar.
“Rassicuro il collega Crisafi - replica il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Padova Francesco Rossi -. Il bar del Tribunale di Padova ha chiuso perché non c’era più nessuno che andava a bere il caffè.”
Un chiaro riferimento alla progressiva desertificazione dei Tribunali per le nuove procedure della giustizia telematica.
In conclusione di convegno, inoltre, parte l’“avvertimento” dell’avv. Crisafi al senatore Zanettin, dicendogli “che se fanno il disegno di legge sulla revisione della geografia giudiziaria, riferisca a Roma che siamo pronti ad azioni eclatanti” dato che, aggiunge il presidente del Comitato, “non voglio morire incensurato”.
Ovazione della sala.
E che cosa si intenda per giustizia di qualità, è probabilmente tutto racchiuso nella similitudine affermata dal sostituto procuratore della Repubblica Alessandra Block:
“Tutti vogliono l’Ospedale sotto casa, ma quando abbiamo un problema serio vogliono tutti andare al San Raffaele.”
Caro San Bassiano, collega di San Raffaele: questo è quanto.
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