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ViVanoi
Giustino Mezzalira, candidato alla guida del Consorzio di Bonifica Brenta, sul progetto del Vanoi: “Progettazione nulla perché non c’è uno straccio di accordo tra Veneto e Trentino. Ci sono valide alternative, efficaci e molto più economiche”
Pubblicato il 11 dic 2024
Visto 10.004 volte
Avviso ai naviganti: come accade ogni tanto, il titolo di questo articolo non l’ho inventato io ma è stato proposto da un nostro gentile e affezionato lettore per il prossimo pezzo che avrei dedicato al tema del progetto della diga e dell’invaso del Vanoi.
Mi è piaciuto, era un titolo inedito e lo vedete pubblicato sopra. È bella questa cosa dei nostri lettori che lanciano idee per dei “titoli alla Tich”. Chissà, magari in futuro potremmo organizzare un “contest” di titoli sui principali temi di attualità e di politica di cui si occupa il nostro portale giornalistico, con dei premi in palio, sempre legati all’attualità del momento. Se lo organizzassimo adesso, ad esempio, al vincitore potremmo regalare un abbonamento alla pista di pattinaggio su ghiaccio nel brolo di Palazzo Bonaguro: quella de “L’era glaciale”, di “In brolo di giuggiole”, del “Boh Frost” e dell’assessore “Giada Kostner”.
Ma veniamo Vanoi. Pardon, a noi.
Giustino Mezzalira
Ho dedicato il mio precedente articolo intitolato “Scommettiamo Mezzalira” alla figura di Giustino Mezzalira, già responsabile per quindici anni della Direzione Ricerca di Veneto Agricoltura, leader della lista con le 3 A (“Acqua, Agricoltura, Ambiente) che concorre alle elezioni di domenica 15 dicembre per il rinnovo delle cariche del Consorzio di Bonifica Brenta.
Nel frattempo, è giunto in redazione anche un comunicato stampa della lista civica Bassano per Tutti - Europa Verde che “dichiara con convinzione” il proprio sostegno alla candidatura di Mezzalira e alla sua lista, per la “profonda coerenza” tra i valori di BpT - EV (“giustizia sociale e climatica, tutela ambientale, gestione responsabile delle risorse”) e il programma presentato da “Acqua, Agricoltura, Ambiente”, orientato a una visione innovativa e sostenibile del territorio”.
“Il nostro appoggio si radica anche nella comune contrarietà al progetto del bacino sul torrente Vanoi - è un altro passo del comunicato della lista civica bassanese -. Quest’opera, oltre a comportare costi esorbitanti per la comunità, è un passo indietro sul piano della sostenibilità e della sicurezza.”
E qui riannodiamo i fili del discorso.
Nell’articolo precedente non ho potuto infatti fare a meno, fra le altre cose, di domandare a Giustino Mezzalira quale fosse la sua posizione sul discusso progetto della diga e del bacino del Vanoi, promosso dal Consorzio di Bonifica medesimo.
“Noi siamo l’unica lista che dice con chiarezza che non riteniamo che la diga del Vanoi debba essere costruita, per due fondamentali motivi - mi ha risposto -. Cioè, in realtà ce ne sarebbe un terzo che è quello da cui partono sempre tutti, che è quello della sicurezza. Ecco, noi in un elenco di tre lo mettiamo sostanzialmente al terzo posto.”
In quell’articolo, per motivi di spazio, non ho però riportato il resto delle sue dichiarazioni al riguardo, annunciando che me ne sarei occupato specificamente in un successivo articolo, che è quello che state leggendo.
Quali sono, dunque, i “due fondamentali motivi” che giustificano la contrarietà di Mezzalira e della sua lista nei confronti dell’ipotesi progettuale del Vanoi?
Li riferisco di seguito, invitandovi a tenere sempre ben presente la ragione per cui il Consorzio di Bonifica Brenta (ex Pedemontano Brenta) di Cittadella è intenzionato da decenni, arrivando solo adesso alla proposta di un progetto vero e proprio, a realizzare l’invaso del Vanoi.
E cioè quella di disporre di una riserva d’acqua permanente a monte per “placare la sete” della pianura agricola veneta a valle nei periodi di siccità e dunque di carenza delle acque per l’irrigazione dei campi.
Si tratta però di una sete che, come leggerete di seguito, può essere placata con sistemi alternativi, molto più economici rispetto alla realizzazione e alla gestione di una diga e di un invaso a monte e già sperimentati sul campo.
“Il primo motivo fondamentale della nostra contrarietà è molto pratico e molto semplice - dichiara Giustino Mezzalira a Bassanonet -. La diga del Vanoi, ovvero il lago che ne viene generato si trova praticamente per il 100% in territorio della Provincia Autonoma di Trento. La Provincia Autonoma di Trento nella sua autonomia stabilisce sostanzialmente che qualsiasi progetto che interessi il governo delle acque all’interno del Trentino e sia di interesse interregionale, cioè tra Veneto e Trentino, debba essere preventivamente concordato con un accordo ai massimi livelli. Cioè Regione del Veneto, presidente Zaia, e Provincia Autonoma, presidente Fugatti.”
“Ecco, il nostro Consorzio di Bonifica che è il proponente dell’opera non ha fatto questa operazione, cioè non c’è uno straccio di accordo con la Provincia di Trento - prosegue -. E quindi, come ha fatto ben notare il presidente Fugatti, tutto il processo di progettazione della diga è sostanzialmente nullo. Non vale nulla perché manca il presupposto fondamentale che è l'accordo tra la Regione Veneto e il Trentino.”
Aggiunge Mezzalira:
“Non solo: la Provincia Autonoma di Trento si è espressa nel suo consiglio provinciale all'unanimità contro quest'opera, dicendo: “Non l’avete fatta nei quattro tentativi precedenti che hanno interessato il secolo scorso e non la farete mai, perché noi nel nostro territorio assolutamente non la vogliamo, non è prevista da nessuna nostra programmazione, è in una delle aree a massimo rischio idrogeologico sul territorio, quindi scordatevela”.”
“E questa - commenta - mi pare già una buona ragione, quindi, per non impegnare risorse e uomini delle nostre strutture per avviare un processo dove addirittura il Consorzio è stato diffidato dalla Provincia di Trento di fermarsi. Ci sembra di essere dei realisti, non degli estremisti.”
“Il secondo motivo - continua - è che ci sono valide alternative e in linea con quello che dice la normativa europea sulle grandi opere, nessuna grande opera può essere proposta senza valutare le alternative. In questo caso specifico le alternative non sono dighe, diga un po’ più alta, diga un po’ più bassa, diga più avanti, diga più indietro. Quelle sono varianti, non sono alternative.”
“Le vere alternative - spiega - sono sghiaiare i cinque bacini che già esistono nel complesso del Cismon e, dall’altra parte, ricaricare artificialmente la falda. Queste due ipotesi alternative non sono state valutate economicamente o dal punto di vista della fattibilità tecnica. Noi invece, per aver lavorato tanti anni su questo tema, sappiamo bene che sicuramente l’alternativa della ricarica è enormemente più conveniente dal punto di vista economico. La facciamo a casa nostra, senza andare a pestare i piedi a gente che non vuole assolutamente che glieli pestiamo.”
“E soprattutto è un’alternativa immediatamente realizzabile che noi possiamo realizzare come era già previsto una decina di anni fa con il progetto della Regione Veneto che aveva il nome di “Democrito” - rivela il mio interlocutore -. Noi possiamo cioè attivare l’infiltrazione di acqua per grandi volumi, molto maggiori al contenuto del bacino, nel giro di uno o due anni.”
“Quindi - conclude Giustino Mezzalira - noi lo diciamo con estrema chiarezza: sulla base di questi due presupposti, siamo assolutamente contrari alla realizzazione di questo bacino.”
ViVanoi finisce qui. La linea torna a voi.
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