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N.C.C. - Si Salvini chi può
Gli operatori N.C.C. (Noleggio Con Conducente) in subbuglio per i decreti del ministro dei Trasporti che impongono regole-capestro alla categoria. L’operatore N.C.C. bassanese Nereo Cuman: “Non possiamo lavorare in questa maniera”
Pubblicato il 01 ott 2024
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N.C.C. È l’acronimo di “Noleggio Con Conducente”.
È un servizio comodo e richiesto, anche a Bassano del Grappa, visto che agli inizi di settembre l’amministrazione comunale ha inaugurato un’area di sosta per i mezzi N.C.C., distinta da quella riservata ai taxi, davanti alla stazione ferroviaria.
Uno spazio dedicato per le operazioni di carico e scarico dei passeggeri e dei bagagli che è stato realizzato su richiesta di Confartigianato Imprese Vicenza e che, come affermato da un comunicato stampa trasmesso in redazione dall’associazione di categoria, è stato motivato “dalla crescente domanda di mobilità da parte degli utenti, siano essi cittadini di Bassano che persone in visita alla città” col vantaggio “della comodità per il cliente di uscire dalla stazione e trovare subito l’auto prenotata ad attenderlo”.
L’operatore N.C.C. bassanese Nereo Cuman (foto Alessandro Tich)
Il Noleggio Con Conducente rappresenta un’evoluzione del trasporto persone, verso l’infinito e oltre ai pianeti a quattro ruote dei taxi e di Uber.
È un servizio di trasporto pubblico non di linea che funziona essenzialmente così: si prenota il “vettore” di trasporto con conducente, si parte da un punto prestabilito, si arriva a una altrettanto prefissata destinazione, con chilometraggio illimitato, e si paga in base a una tariffa calibrata sul numero di chilometri percorsi e sulle ore di lavoro dell’autista N.C.C.
Si tratta di un servizio in forte espansione (in Italia gli addetti del settore sono circa 35mila) ma non è tutto benzina quel che luccica.
Gli operatori N.C.C. sono infatti in subbuglio sul piano nazionale per i nuovi decreti del ministro dei Trasporti che secondo i rappresentanti della categoria metterebbero a rischio la stessa possibilità di lavorare, con un impianto di adempimenti che ben potrebbero figurare in una trama del Teatro dell’assurdo.
Tutto nasce dai decreti cosiddetti “taglia-code” del governo, firmati dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini e finalizzati, almeno nelle sue intenzioni, a regolare il sistema del trasporto pubblico non di linea.
Agli N.C.C., in particolare, vengono imposte delle regole restrittive che “infliggono agli operatori confuse trafile burocratiche che complicheranno in modo catastrofico lo svolgimento di servizi essenziali per cittadini e imprese”, come lamentato da Andrea Romano, presidente di MuoverSì Federazione N.C.C. e Mobilità che riunisce le principali associazioni di rappresentanza del Noleggio Con Conducente.
Le nuove regole sono contenute nel decreto ministeriale che prevede l’iscrizione obbligatoria degli operatori del settore al RENT.
Anche questo è un acronimo e si tratta del nuovo Registro Elettronico N.C.C. Taxi, un registro informatico pubblico nazionale che è stato istituito lo scorso 2 luglio e che, come informa un comunicato del Ministero, “servirà a realizzare un quadro complessivo delle licenze taxi e delle autorizzazioni N.C.C. sull’intero territorio nazionale ed a consentire una efficiente regolazione del mercato”.
In linea di principio potrebbe apparire come una cosa buona e giusta, ma è in mezzo alle righe della procedura di iscrizione al RENT e dei suoi effetti conseguenti che si celano le insidie per la categoria.
Innanzitutto per gli N.C.C. è previsto un aggravio burocratico pesante: dovranno inserire nel RENT non solo l’autorizzazione all’attività di impresa, ma anche tutti i contratti in essere dei loro servizi, rendendo pubblici i propri contratti e i nomi dei propri clienti.
Oltre a ciò, sono essenzialmente tre le novità più contestate dagli operatori del settore, per una “miscela esplosiva” di regole male accette che ha acceso la miccia della loro protesta.
La prima è l’obbligo, a partire dal 2 gennaio 2025, del Foglio di servizio elettronico che sostituisce quello cartaceo, che dal 2019 gli N.C.C. hanno l’obbligo di compilare.
Per ogni singolo viaggio l’autista dovrà richiederlo al Ministero ed inserire con la nuova modalità tutti i dati del caso, tragitto compreso, affinché rimanga traccia digitale del servizio compiuto.
E se per caso il cliente durante il tragitto richiederà per qualsiasi motivo di fare una deviazione, l’autista dovrà fermarsi, modificare il Foglio elettronico e condividerlo col Ministero per non incorrere nel reato di falso in atto pubblico.
La seconda è l’obbligo di rientro in rimessa tra un servizio e l’altro.
Già nel 2020 una sentenza della Corte Costituzionale ne aveva dichiarato l’illegittimità, evidenziando come tale obbligo costringesse i conducenti di un veicolo N.C.C. ad effettuare viaggi di ritorno “a vuoto” alla rimessa prima di effettuare nuovi servizi.
Ora potrà accadere, ad esempio, che un N.C.C. con base a Bassano debba trasportare un cliente all’aeroporto di Venezia e magari ha prenotato un secondo cliente che dall’aeroporto di Venezia deve andare da un’altra parte.
Ma non può attenderlo lì: dovrà rientrare in rimessa a Bassano per poi ritornare nuovamente a Venezia.
Ai confini della realtà.
C’è poi la terza nuova regola che complica ulteriormente le cose, soprattutto in rapporto alle esigenze di orario del cliente: una volta compilato il Foglio di servizio elettronico e ottenuta l’autorizzazione del Ministero, da quel momento la partenza del viaggio non può avvenire prima di un tempo di attesa di 20 minuti.
Novità che appaiono paradossali, degne di un romanzo di Kafka.
La questione si sta intanto sviluppando a colpi di carte giudiziarie.
A tutela dei propri associati, la Federazione MuoverSì ha presentato un ricorso al Tar del Lazio per bloccare il decreto n. 203 del 2 luglio 2024 che istituisce il RENT e l’iscrizione obbligatoria, forte anche della recente sentenza dello stesso Tar del Lazio che ha annullato un altro decreto ministeriale, datato 2020, che aveva bloccato il rilascio di nuove autorizzazioni per il servizio di N.C.C.
Inoltre, la sezione specifica del Portale dell’Automobilista per le iscrizioni al RENT è stata attivata il 9 settembre, ovvero 67 giorni dopo la pubblicazione del decreto del 2 luglio che concedeva la scadenza per iscriversi a 90 giorni dalla data di pubblicazione.
A fronte però dei pochi giorni rimasti a disposizione per l’iscrizione, è sopraggiunta un’ulteriore magagna: come segnalato in un documento del 17 settembre dell’associazione di categoria N.C.C. Italia, una volta effettuato l’accesso al portale il sistema non permetteva di entrare nell’applicativo RENT mandando il seguente messaggio: “Il servizio non è accessibile da questo canale”, senza ancora traccia del link richiamato per operare le iscrizioni in delega.
Da qui la richiesta dell’associazione al Ministero dei Trasporti di una “necessaria proroga” della attuale scadenza entro cui presentare l’iscrizione al registro elettronico, e cioè il 30 settembre 2024.
Si aggiungono a tutto ciò - come se non bastasse - le incomprensioni sulla materia fra i tassisti e gli N.C.C., sfociate nei recenti episodi di tensione tra le due categorie avvenuti a Firenze.
In altre parole, in principio era il caos.
Come tanti altri suoi colleghi in tutta Italia anche Nereo Cuman, operatore N.C.C. bassanese, è sul volante di guerra contro le sgradite novità che incombono sulla sua categoria.
Cuman è il titolare di Itaca Noleggio, società con sede e autorimessa a Pove del Grappa e con un parco mezzi composto da tre minivan e due autovetture di servizio N.C.C.
La sua azienda, che gestisce dal 2015, è anche un “Infopoint” per i Comuni di Bassano e di Pove. Sul suo sito internet, cioè, c’è anche il link ad un video che a sua volta rimanda al sito turistico “Bassano del Grappa e dintorni”.
Venerdì scorso 27 settembre Nereo Cuman si è iscritto al RENT “con due ore di lavoro dal commercialista”.
È quindi in regola con i nuovi obblighi ministeriali, ma non nasconde le preoccupazioni del caso.
“Non sono novità che portano positività al nostro lavoro - dichiara Cuman a Bassanonet -. Anzi, ci mettono in condizioni di non poter lavorare in maniera tranquilla. Con la normativa legge 203 del 2 luglio del signor Salvini, non possiamo lavorare in questa maniera. Io mi metterei in condizione di perdere delle aziende che mi chiamano adesso per un servizio da fare fra un’ora. Io non posso più avere un cliente che ti chiama perché fra un’ora deve essere a Vicenza. In queste condizioni non puoi farlo.”
“Io spero che in questi prossimi due-tre mesi il governo, il signor Salvini e il gruppo che ha deciso questa normativa si diano un attimo di ravvedimento e ascoltino finalmente la Confartigianato e le associazioni di categoria - aggiunge -. Noi non vogliamo scappare da niente, siamo qui pronti a collaborare, ma fateci lavorare in maniera tranquilla.”
Con l’occasione Nereo Cuman risponde anche a chi parla “di attriti tra i tassisti e gli N.C.C.”:
“Sono due attività simili ma distinte. Il tassista lavora sulla chiamata immediata, noi lavoriamo sul programmato. Ma nessuno va a pestare i piedi dell’altro. Quindi, almeno per quanto riguarda me e i miei colleghi più vicini, massimo rispetto per i tassisti e massimo rispetto per il nostro lavoro.”
Insomma: per restare in tema di sigle con i puntini, gli N.C.C. lanciano il loro S.O.S.
Per la serie: Si Salvini chi può.
È la fotografia della situazione di una categoria che si è mobilitata per far sentire la propria voce ai piani alti della politica, a schiena dritta, quasi che N.C.C. fosse anche l’acronimo di “Non Ci Chiniamo”.
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