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Giada adesso
Ecco perché dedicherò sin da subito la mia particolare attenzione giornalistica al nuovo assessore bassanese alla Cultura Giada Pontarollo
Pubblicato il 08 lug 2024
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E allora, les jeux sont faits. Definitivamente.
Sono stati nominati i sette assessori della giunta del sindaco Nicola Finco, dopodomani mercoledì 10 luglio è convocato il primo consiglio comunale della nuova legislatura in via Matteotti e inizia ufficialmente tutto l’ambaradan del mandato amministrativo quinquennale.
Ovviamente il motore appena acceso della nuova amministrazione comunale è ancora ampiamente in rodaggio e presumo che rimarrà tale per tutta l’estate, per rimandare la vera ripartenza delle cose da fare alle impressioni di settembre. Ma c’è un neo assessore a cui il vostro umile cronista dedicherà sin da subito una particolare attenzione giornalistica. Si tratta del nuovo assessore alla Cultura Giada Pontarollo.
Il sindaco Nicola Finco con l’assessore alla Cultura Giada Pontarollo (foto da Facebook / Nicola Finco)
Accettando la nomina in giunta con le deleghe alla Cultura e ai Musei - oltre alle Biblioteche, ai Beni Culturali, al Turismo eccetera - la già consigliera comunale del gruppo Lega dal 2019 al 2024 si trova automaticamente nel centro del mirino dell’osservatorio politico di Bassanonet.
La cultura è infatti sempre stato un argomento tra i più sensibili e ricorrenti del nostro racconto cronistico e liberamente critico dell’amministrazione della città.
Lo sanno molto bene - senza scomodare chi ha ricoperto lo stesso ruolo prima di loro e che potrebbe pure confermarlo - i suoi immediati predecessori Giovanni Cunico con la giunta Poletto e Giovannella Cabion con la giunta Pavan.
E lo sa ancora meglio la stessa Elena Pavan, che nel suo primo anno di mandato da sindaco aveva riservato per sé la delega alla Cultura.
Pur concedendole le attenuanti generiche dell’inesperienza che aveva all’epoca e soprattutto della mazzata epocale del Covid, in quei primi dodici mesi e fino alla nomina di Giovannella Cabion avvenuta esattamente quattro anni fa (8 luglio 2020) Elena Pavan è stata più volte oggetto di interventi fortemente critici da parte di chi vi scrive per l’incerta gestione del settore culturale istituzionale.
A cominciare dalla telenovela sudamericana, trascinatasi per mesi, per la conferma oppure per il rinnovo (cosa che è poi avvenuta) della direzione dei Musei Civici.
Critiche che sono state sferrate dalle pagine della nostra testata online, a lei come ad altri referenti amministrativi alla Cultura, non per partito preso ma sempre per onestà intellettuale, come riconosciuto anche da chi si è trovato ad esserne il destinatario.
Tutto ciò premesso, voglio tuttavia rassicurare il neo assessore Pontarollo.
Non starò alla finestra ad osservare le sue mosse a Palazzo, anche perché la celebre e iconica finestra di fronte al municipio della vecchia redazione di Bassanonet non c’è più.
Ma ciò non toglie il fatto che la sua attività di amministratrice di un comparto del Comune per me strategico e centrale sarà sempre e primariamente oggetto della mia cortese attenzione.
Oggi ma non solo da oggi, la figura dell’assessore alla Cultura è ormai svincolata dalla cultura stessa e in quanto tale.
Nel senso che non necessariamente deve trattarsi di un uomo o una donna “di cultura”, con un curriculum accademico e scientifico che giustifichi le competenze per il referato assegnato.
L’ultimo, inarrivabile e probabilmente anche quasi unico rappresentante di questa categoria di studiosi prestati alla politica amministrativa è stato il compianto professor Giorgio Pegoraro.
Perché col tempo è cambiato lo stesso concetto di cultura, che dall’accademia è passata finalmente e fortunatamente a livello di popolo, tra la gente, con progetti di divulgazione culturale, eventi mirati, facilitazioni per il pubblico, iniziative per le famiglie, laboratori per le scuole e quant’altro.
I Musei Civici e la Biblioteca Civica, negli ultimi tempi, si sono particolarmente distinti in questo senso.
Oggi cultura è anche sinonimo di turismo culturale, come possono confermare i registratori di cassa dei pubblici esercizi cittadini in occasione di grandi mostre come ad esempio “Io Canova. Genio Europeo”.
In altre parole, oggi un assessore alla Cultura deve essere in primo luogo un vero e proprio manager pubblico in grado di generare una continua progettualità in base alle risorse umane in primis e poi anche economiche a disposizione.
È questo che mi aspetto dalla nuova detentrice della stanza dei bottoni.
In dichiarazioni di questi giorni alla stampa, la neo componente di giunta Giada Pontarollo ha affermato di avere subito accettato la nomina che considera “anche un premio alla fedeltà al partito e al sindaco”.
Ha aggiunto inoltre che per lei si tratterà “di continuare a promuovere eccellenze come Operaestate e Dance Well e lavorare in chiave intercomunale alla promozione turistica”.
Benissimo. Diamole dunque ampia apertura di credito, a patto che la dichiarata “fedeltà al partito” non si trasformi in una gestione “partitica” della cultura bassanese.
Per questo l’assessore Pontarollo sarà oggetto della mia particolare attenzione.
Anche perché, rispetto ad assessorati fondamentali ma meno “spettacolari” - come possono essere il Sociale, il Bilancio, l’Urbanistica o i Lavori Pubblici e così via - quello alla Cultura garantisce, nel bene o nel male, una sicura e prolungata visibilità mediatica.
La struttura comunale culturale di Bassano del Grappa, costituita principalmente dai tre capisaldi dei Musei Civici, della Biblioteca Civica e degli uffici di Operaestate Festival, rappresenta un’eccellenza del settore pubblico da continuare a valorizzare con grande e spassionata apertura mentale.
A mio modo di vedere, il compito primario del nuovo assessore alla Cultura sarà quello non di scompaginare i fondamenti della struttura culturale del Comune in base a nuovi valori politici e criteri amministrativi, ma di garantirne, pur con una programmazione rinnovata e politicamente stabilita, un’intelligente continuità.
Ecco perché punterò la mia lente di ingrandimento sul suo assessorato, Giada adesso.
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