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Ma il cielo è sempre più blu
La aggrovigliata matassa dello schieramento di centrodestra: nulla di fatto al nuovo incontro di ieri a Roma tra i vertici regionali di FdI, Lega e F.I. per l’indicazione del candidato sindaco a Bassano del Grappa
Pubblicato il 14 feb 2024
Visto 10.474 volte
Niente da fare: The Show Must Go On.
Il nuovo vertice tenutosi ieri a Roma tra i coordinatori regionali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia sulle nomine delle candidature a sindaco di coalizione nei Comuni del Veneto che andranno alle urne per le amministrative del prossimo giugno, tra cui Bassano del Grappa, si è concluso con un nulla di fatto.
E per quanto riguarda la nostra città, la situazione è ancora e a dir poco in sospeso.
Foto Alessandro Tich
Come riferiscono le nostre fonti bene informate, Fratelli d’Italia vuole mettere il cappello sui Comuni veneti più importanti e insiste per la candidatura di coalizione a Bassano di Stefano Giunta.
Ma la Lega, il partito dell’ex gruppo di maggioranza relativa dell’amministrazione bassanese uscente, non intende mollare l’osso e punta ancora compatta sul nome di Nicola Finco.
Il risultato corrisponde al terzo principio della Dinamica: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. L’opzione Giunta e l’opzione Finco, finché rimarranno entrambe in piedi, si annullano pertanto a vicenda. E non dipendono solamente dalle forze in campo a livello locale, ma anche e soprattutto dagli equilibri geografici della distribuzione delle investiture sul territorio regionale.
Così è se vi pare: alla faccia della tanto decantata autonomia comunale, la nomina del candidato sindaco della coalizione di centrodestra a Bassano del Grappa non viene decisa a Bassano del Grappa ma dipende dal Manuale Cencelli dei piani alti regionali di Fratelli d’Italia, Lega & Friends per la spartizione della rappresentanza elettorale nei principali Comuni veneti che a giugno andranno al voto amministrativo.
Io ti do Bassano e tu mi dai Rovigo, io ti do Montecchio se tu mi dai Bassano, eccetera: è come lo scambio delle figurine dei calciatori.
Ma il vero nodo della questione, prima ancora di pensare al candidato sindaco della coalizione di centrodestra nella nostra città, è capire quale tipo di coalizione esprimerà sul fronte destrorso l’aspirante successore di Elena Pavan.
Fino ad oggi, infatti, siamo stati abituati alla Trimurti composta da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Sono i tre classici pilastri partitici della cosiddetta “unità del centrodestra”.
Ma come ho già avuto modo di scrivere in un precedente editoriale, i continui veti incrociati in particolare tra Lega e Fratelli d’Italia, che hanno evitato fino ad oggi di trovare la convergenza su chi tra i due esprimerà il candidato sindaco di coalizione a Bassano, non escludono corse separate e candidati sindaci distinti al primo turno di voto.
Ovvero io di qua e tu di là: una sorta di resa dei conti, nel senso letterale di voti da contare, per vedere chi sarà il più forte. Per poi rientrare tutti insieme appassionatamente nella stessa barca di centrodestra con un accordo di apparentamento all’eventuale secondo turno di ballottaggio.
Va inoltre tenuta in considerazione la posizione di Forza Italia, erroneamente sottovalutata come la “terza gamba” della coalizione.
Il recente comunicato stampa trasmesso alle redazioni dal Coordinamento bassanese di Forza Italia e da noi pubblicato lo scorso 3 febbraio nell’articolo “Scotton Club” è degno della migliore Democrazia Cristiana della Prima Repubblica per il modo con cui dice le cose senza dirle esplicitamente, invitando a un’interpretazione piuttosto che a una superficiale lettura delle parole scritte.
In quel comunicato, F.I. ha annunciato di “essere pronta a ricandidarsi alle prossime elezioni, soprattutto alle amministrative di Bassano, con una sua lista”, ma sempre “nella massima tutela degli interessi della comunità bassanese, rifiutando posizioni estreme”, rivolgendosi a quei “molti cittadini che chiedono di essere rappresentati da chi in questi anni ha dimostrato il rispetto dei cittadini e l’amore verso il territorio, con equilibrio e moderazione”.
“Rifiutando posizioni estreme” e “con equilibrio e moderazione”: sono le parole chiave di un partito che a Bassano vuole riconquistarsi una verginità moderata, ben poco compatibile con la destra di Fratelli d’Italia ma anche con un eventuale candidato sindaco della Lega che risponda al nome di Nicola Finco.
Si aggiunge a questo puzzle, ancora alla ricerca dei pezzi principali, la variabile indipendente dell’Innominata: il sindaco Elena Pavan.
Al netto di un suo assai improbabile recupero in extremis o della mossa alternativa e in autonomia di una sua corsa al bis come prima cittadina a capo di una lista civica pro Pavan Sindaco, è lecito chiedersi: quanto giova ad una coalizione di maggioranza “scaricare” il sindaco uscente, bocciando di fatto in questo modo, agli occhi degli elettori, anche l’amministrazione comunale degli ultimi cinque anni?
È un dubbio di strategia politica a cui non riesco a trovare ancora una risposta.
Ma non è tutto. Sempre nel sofferto alveo di centrodestra rimane ancora indefinita la posizione della civica di Marin Impegno per Bassano, che dovrebbe però annunciare alcune novità a strettissimo giro di posta e cioè domani.
Apprendiamo inoltre dalle interviste televisive “esclusive” di Luigi D’Agrò che la sua nuova DC è aperta ad un’alleanza con la Lega, per formare un’inedita coalizione centrista a Bassano, a patto che la Lega si stacchi dall’accordo con Fratelli d’Italia.
La Lega con la Democrazia Cristiana? Non ditelo a Umberto Bossi, mi raccomando.
Sono tutti elementi di una aggrovigliata matassa di schieramento che prima o poi, e auspicabilmente più prima che poi, dovrà trovare il suo bandolo.
Insomma, parafrasando la celebre canzone del grande Rino Gaetano:
chi vuole i Fratelli, chi vuole la Lega; chi Giunta e chi Zonta, chi sceglie per Finco; chi corre da solo, chi corre con gli altri; chi con Forza Italia, chi Scudo Crociato; chi ancora Pavan, chi neanche per sogno; chi fa comunella, chi pensa a Racchella.
Na na na na na na na na na na
Ma il cielo è sempre più blu.
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