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Etra…mbusto
Nuove tariffe Etra per le utenze rifiuti non domestiche. Coinvolte dalla novità 30.000 aziende. Confartigianato Imprese Vicenza: “Alcuni elementi non ancora definiti, impossibile valutarne l’impatto, siamo di fronte ad un salto nel vuoto”
Pubblicato il 24 gen 2024
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Avviso ai naviganti: siete pronti a sorbirvi un bel cocktail di coefficienti, di parametri, di componenti fisse e di componenti variabili?
Se sì, allora posso invitarvi a continuare a leggere questo articolo.
Diamo intanto la notizia: da quest’anno sono in vigore le nuove tariffe del servizio rifiuti urbani di Etra per le utenze non domestiche, vale a dire essenzialmente per le imprese. Non è stata Etra a deciderle, ma l’assemblea del Consiglio di Bacino Brenta con delibera del 15 dicembre 2023. Si tratta di una modifica che riguarda 67 Comuni e un totale di circa 30.000 imprese, con la quale viene introdotto un processo di unificazione e cioè di applicazione di una tariffa omogenea.
Archivio Bassanonet
La principale differenza rispetto a prima è costituita dal fatto che le vecchie tariffe venivano pagate in base alla superficie dell’attività aziendale, mentre adesso le imprese pagheranno per i rifiuti che producono, in base a quattro parametri.
Ovvero, come afferma un comunicato stampa di Etra trasmesso in redazione, “pagare in base al servizio ottenuto”, secondo una nuova articolazione tariffaria modulata “secondo i principi di equità” e pensata “per superare la frammentata articolazione tariffaria ereditata dalle gestioni comunali”.
Si chiama, tecnicamente, “tariffa a corrispettivo”: dipende cioè dai comportamenti e dalla quantità della produzione di rifiuti delle singole utenze.
Ed ecco quindi, egregi lettori, i quattro parametri sulla base dei quali saranno calibrate le bollette della TARI per le imprese.
La prima voce (metto anche in grassetto per rendere le cose ancora più chiare) è una tariffa fissa base, calcolata per fasce di superficie, senza distinzioni di categoria produttiva.
Poi c’è la componente della tariffa fissa a domanda comunale, anche questa calcolata per fasce di superficie, relativa a particolari servizi previsti presso il Comune di appartenenza.
Terzo elemento in bolletta: una tariffa variabile di accesso al servizio, a copertura del servizio base paragonabile alla produzione di rifiuti di un’utenza domestica.
E infine una tariffa variabile per servizi aggiuntivi a domanda, applicabile, in base al listino 2024, sul costo dei contenitori richiesti, in aggiunta a quanto ricompreso nella tariffa variabile di accesso al servizio.
“In questo modo - si legge nel comunicato di Etra - si passa ad un sistema a tariffa sempre più a corrispettivo, per cui ogni azienda paga effettivamente in base a quale e quanto rifiuto produce e ai servizi di cui usufruisce.”
Ricapitolando: due componenti della tariffa sono su base “fissa”, con un coefficiente applicato in base a fasce di superficie individuate, e due componenti sono su base “variabile”, in base ai servizi che ciascuna impresa sceglierà di utilizzare per lo smaltimento dei rifiuti urbani.
Tuttavia, al momento la questione rimane molto aperta.
Nel comunicato di presentazione della novità, la presidente del Consiglio di Bacino Brenta per i rifiuti Antonella Argenti, che è anche sindaco di Villa del Conte, dichiara che le circa 30.000 utenze non domestiche “nei prossimi mesi saranno chiamate a decidere se affidarsi o meno al servizio del gestore, con la garanzia che ciò che pagheranno per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti sarà commisurato al servizio ottenuto” e che “fondamentale, in questa fase transitoria, sarà la collaborazione delle associazioni di categoria che sosterranno il Consiglio di Bacino ed i sindaci nel necessario processo di informazione presso le aziende”.
Ma proprio dal fronte delle associazioni di categoria arrivano le prime osservazioni negative.
Con una nota inviata in redazione da Confartigianato Imprese Vicenza, il presidente dell’Area Nord Est di Confartigianato Vicenza Felice Baggio esprime una sospensione del giudizio che sa molto di perplessità.
“Nessuno è in grado di fare una valutazione complessiva sull’effetto del nuovo sistema in quanto i coefficienti della tariffa per le componenti fisse non sono stati ancora definiti e non lo saranno, con ogni probabilità, prima del 30 aprile - afferma Baggio -. Il sistema però è già formalmente in vigore e sarà operativo dal 1 marzo.”
“Quindi, non essendo in grado di fare una valutazione complessiva - continua il referente di categoria -, non possiamo esprimerci in merito all’impatto che il nuovo sistema avrà sulle imprese: siamo di fronte ad un salto nel vuoto.”
Dal canto suo, Etra informa che “il nuovo sistema sarà introdotto attraverso un percorso partecipato che vede il coinvolgimento diretto delle associazioni di categoria delle imprese”.
“È ormai prossimo - scrive la nota stampa della società multiutility - l’invio da parte di Etra di una specifica comunicazione a tutte le utenze non domestiche servite. Sarà richiesto alle aziende di confermare o meno tra il 1°ed il 29 febbraio 2024 compresi il servizio e, se lo ritengono necessario, di rimodulare la dotazione dei contenitori in base ai propri bisogni.” “In questo modo - prosegue il testo - verrà aggiornata la banca dati complessiva dei contenitori e, sulla scorta delle informazioni aggiornate, verranno ridefinite puntualmente le diverse componenti tariffarie.”
Ma anche sulla partecipazione, Confartigianato Imprese Vicenza ha qualcosa da ridire.
“Esprimiamo il nostro rammarico per non essere stati coinvolti nelle valutazioni prima che il provvedimento fosse adottato - dichiara Felice Baggio -. L’incontro con le categorie economiche del territorio, infatti, si è tenuto soltanto mercoledì 17 gennaio, ovvero dopo l’approvazione della nuova articolazione tariffaria e dopo che in alcuni territori avevano iniziato a trapelare notizie sulla sua adozione, con commenti e perplessità più o meno fondate e basate su elementi più o meno verificati.”
“Come per il coinvolgimento, anche la comunicazione avrebbe dovuto osservare modalità e tempistiche più efficaci”, aggiunge l’esponente di categoria.
“Ma il terzo punto che dobbiamo evidenziare, quello sostanziale e in base a quanto sappiamo oggi - sottolinea il presidente -, è che l’unico confronto possibile rispetto al sistema precedente è su una delle componenti “variabili”, ovvero i servizi dedicati di cui l’impresa sceglie eventualmente di avvalersi. Allegato all’invito all’incontro, c’era infatti il listino con le diverse tipologie di cassonetti e con la frequenza di svuotamento, che sarà appunto uniforme su tutto l’ambito territoriale. Perciò il confronto può avvenire solo rispetto alle precedenti condizioni applicate Comune per Comune.”
“Confartigianato - conclude la nota - seguirà con attenzione lo sviluppo della situazione e garantisce il suo contributo nell’attuazione affinché ci sia un effettivo sistema più equo e soprattutto che tenga in considerazione le esigenze delle imprese sia in termini di servizi che di relativi costi.”
Morale della favola: dal 1° marzo scatta il nuovo regime tariffario, i diversi coefficienti delle componenti delle tariffe saranno aggiornati e definiti sulla scorta delle informazioni rese dalle imprese che decidono di avvalersi ancora dei servizi di Etra e queste ultime hanno solo un mese di tempo per farlo.
E a proposito di servizi e di relativi costi, serpeggia un diffuso timore di stangate in arrivo.
Rassicura il direttore del Bacino Brenta per i rifiuti Giuseppina Cristofani:
“Secondo le simulazioni fatte in questo periodo, nella maggior parte dei casi non ci saranno stravolgimenti negli importi complessivi delle bollette.”
“Potrebbero però esserci dei casi di aumento considerevole - precisa il direttore -. Per questo il Consiglio di Bacino ha previsto un meccanismo di gradualità nella transizione verso una tariffa più equa per evitare che alcune aziende possano trovarsi di fronte ad aumenti delle bollette. Questo meccanismo garantirà una convergenza graduale e sostenibile.”
Speriamo bene: non sarà un’impresa da poco.
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