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Fratello Zonta, Sorella Acqua
Un piccolo zampillo per l’uomo, un grande scroscio per l’umanità: sarà finalmente riattivata la Fontana Bonaguro di piazza Garibaldi, con un sistema di riciclo che farà circolare l’acqua a circuito chiuso
Pubblicato il 17 gen 2023
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Un piccolo zampillo per l’uomo, un grande scroscio per l’umanità.
Andrea Zonta, l’assessore agli Ascensori sul Prato e a Tante Altre Cose, annuncia in conferenza stampa la lieta novella: la Fontana Bonaguro di piazza Garibaldi ritornerà finalmente a funzionare, coi getti d’acqua che fuoriescono dall’artistico manufatto.
Tempo 150 giorni dall’inizio dei lavori, fissato per il prossimo 23 gennaio, e Bassano riavrà finalmente una fontana come Etra comanda. Anche se per Etra la bolletta dell’acqua si ridurrà al lumicino.
Foto Alessandro Tich
La chiusura degli zampilli della storica “fontana rosa” neobarocca, in atto già da lungo tempo, è stata infatti motivata dalle alte spese conseguenti al suo funzionamento.
Fino adesso la fontana ha attinto costantemente l’acqua dall’acquedotto comunale e in acquedotto ha scaricato l’acqua stessa. Il che voleva dire, con un funzionamento a pieno regime, un consumo medio di 5000 metri cubi d’acqua all’anno per una spesa annuale per il Comune di circa 7500 euro in bolletta.
Del resto, la Fontana Bonaguro fu voluta e inaugurata nel 1898 dall’illuminato sindaco di Bassano Antonio Giaconi Bonaguro che avviò tra il 1896 e il 1987 la costruzione dell’acquedotto cittadino, progettato dall’ingegnere milanese Enrico Carli e realizzato in soli undici mesi. Acqua prelevata dalla sorgente dei Fontanazzi a Cismon e portata in città attraverso tubature d’acciaio fino a raggiungere il cuore del centro storico in piazza Garibaldi.
Qui, nel punto in cui si trovava una maleodorante fossa interrata di raccolta dell'acqua piovana, il 28 novembre 1897 sgorgava il primo zampillo di acqua corrente.
E sempre qui, l’anno seguente, il sindaco Giaconi Bonaguro fece progettare all’ingegnere padovano Daniele Longhi e costruire agli scultori veronesi Carlo e Attilio Spiazzi la monumentale fontana in marmo rosato, pagandola di tasca propria e “donandola alla patria”. Da allora, e fino a questi ultimi anni di chiusura dei rubinetti, gli zampilli in piazza hanno rinfrescato generazioni di bassanesi.
Ma in tempi di contenimento dei consumi e di “spending review” non è più opportuno continuare a sfruttare l’acquedotto, facendo girare all’infinito il contatore e generando, come afferma Zonta, “spreco di denaro e di un bene pubblico”.
E così la fontana riprenderà a zampillare, ma senza più attingere dalle tubazioni del servizio idrico di Etra. Sarà una fontana autosufficiente, dotata di un sistema di riciclo che farà circolare l’acqua a circuito chiuso. Quello che esce rientra, poi riesce e rientra di nuovo e poi via, verso l’infinito e oltre.
L’intervento annunciato dall’assessore Zonta prevede infatti la realizzazione e posa sotterranea, sul lato sud della fontana verso San Francesco, di una vasca in cemento armato di 2 metri x 2 di superficie e 1 metro e mezzo di profondità.
Qui saranno depositati 10 metri cubi d’acqua che attraverso una pompa e un tubo di adduzione salirà fino alle bocche della fontana per poi scaricarsi nuovamente all’interno della vasca. Appena 10 metri cubi d’acqua per far funzionare tutto, tutti i giorni dell’anno: rispetto ai 5000 metri cubi di consumo annuo dall’acquedotto, qui #SiCambia veramente.
Ma non è tutto: nell’ambito dello stesso appalto, aggiudicato alla Toniazzo Impresa di
Costruzioni Srl di Marostica, sempre in piazza Garibaldi, sul lato est e sul lato ovest, saranno ricavati due punti di allaccio per colonnine elettriche a scomparsa (pilomat), venendo incontro a una richiesta avanzata da anni dai commercianti per le esigenze di alimentazione elettrica in caso di eventi e manifestazioni.
Sempre per via sotterranea le due colonnine saranno collegate, tramite uno scavo in via Vendramini, alla sorgente di energia elettrica ubicata nell’edifico di Operaestate Festival, di proprietà del Comune.
L’importo complessivo dei lavori, fontana più colonnine e allacci, ammonta a 150.000 euro.
Gli impianti di alimentazione elettrica e di riciclo dell’acqua della Fontana Bonaguro saranno posizionati nel tunnel sottostante alla fontana stessa, fatto realizzare a suo tempo dal previdente sindaco Giaconi Bonaguro per la manutenzione del manufatto.
Per prevenire la formazione di microorganismi l’acqua a circuito chiuso della vasca sarà inoltre trattata con cloro e antialghe, come una piscina.
Avviso agli assetati: sarà bello rivedere l’acqua che zampilla in piazza, ma berla sarà alquanto sconsigliato.
Il cantiere di piazza Garibaldi sarà organizzato in tre fasi.
Fase 1: collocazione della vasca sul lato sud della fontana. Fase 2: lavori di impiantistica sotto la fontana. Fase 3: scavo e allaccio elettrico colonnine sul lato nord e in via Vendramini.
Come precisa l’assessore ai Lavori Pubblici, non sarà necessariamente questo l’ordine dei lavori in quanto sarà l’impresa appaltatrice a definirlo in corso d’opera.
Qualunque sia comunque la cronologia dei lavori, gli operatori commerciali della piazza dovranno adeguarsi ai medesimi. Mi riferisco agli ambulanti del mercato settimanale del giovedì e del sabato e ai due esercizi pubblici - Moretti e Sotto la Torre - i cui plateatici esterni sono compresi nell’area di intervento.
Zonta riferisce che a seguito di incontri con la Confcommercio, con i rappresentanti degli ambulanti e con i titolari dei due locali è stata concordata la soluzione.
A seconda della fase del cantiere e del punto della piazza interessata dai lavori le bancarelle del mercato, ridotte di dimensioni, si sposteranno e saranno più vicine in altri punti della piazza o in altri punti del centro, se richiesti dagli ambulanti.
I due pubblici esercizi dovranno invece forzatamente rinunciare ai loro plateatici esterni, in particolare durante la fase di circa un mese che riguarderà l’allacciamento delle colonnine.
“Sono sacrifici inevitabili quando c’è un cantiere in centro storico”, dichiara l’assessore.
La ditta appaltatrice ha inoltre assicurato che non movimenterà mezzi al di fuori del cantiere durante i mercati settimanali e ha garantito che lascerà comunque libero il lato sud della piazza per consentire il passaggio dei carri allegorici di Carnevale.
Alla fine però, al netto di imprevisti, trionferà il motto “Tutto è bene quel che finisce bene”.
La città di Bassano riavrà finalmente la sua storica fontana zampillante, a beneficio anche delle foto dei turisti, e l’eredità morale del sindaco benemerito Giaconi Bonaguro sarà rispettata, anche se non più collegata all’acquedotto cittadino, da quello che recita il Cantico dei Lavori Pubblici: Fratello Zonta, Sorella Acqua.
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