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Scrivo questo articolo con colpevole ritardo, travolto come sono stato nei giorni scorsi da altre notizie, da post della discordia di un consigliere comunale e da celebrazioni varie per il Ponte di Bassano, alias Ponte Vecchio, alias Ponte degli Alpini.
Ma ogni articolo ha bisogno del suo giusto tempo per essere concepito e questo è l’Icigò-Iciè per farlo. L’Icigò-Iciè è “il momento unico e irripetibile”, vale a dire ogni momento del tempo che scorre nella nostra vita. Ed è uno dei princìpi che ispirano la filosofia del Karate (“Via della mano vuota”) e nella fattispecie del Karate tradizionale Shotokan, l’arte marziale giapponese che a Bassano del Grappa viene ormai praticata da ben mezzo secolo. Correva infatti l’anno 1971 quando venne fondato ufficialmente il Karate Club Bassano, la prima società bassanese di Karate in assoluto che ha sempre svolto la propria attività all’interno del Centro Giovanile.
Presieduta attualmente da Eugenio Dal Fior e condotta sotto il profilo sportivo e agonistico dal direttore tecnico M° Stefano Mezzalira, da 50 anni a questa parte la società diffonde la pratica del Karate-Do, il Karate tradizionale che a sua volta fa parte delle discipline del BuDo, che in giapponese significa “Via che conduce alla pace”. Un ideale collegamento con il Ponte di Bassano, simbolo di unione, di forza e di armonia. Cito il Ponte non a caso perché quest’anno ricorre appunto il 50simo anniversario del Karate Club Bassano e la celebrazione della ricorrenza doveva originariamente svolgersi domenica 19 settembre con una dimostrazione di Karate sul nostro Monumento Nazionale, oltre che sul Belvedere di Palazzo Sturm e in piazza Libertà, con tanto di post di annuncio tuttora pubblicato sulla pagina Facebook della Città di Bassano del Grappa.
Foto Alessandro Tich
Non sarebbe peraltro stata la prima volta: già nel 2009, in occasione dei Campionati Italiani di Karate tradizionale Shotokan organizzati dalla società nella nostra città e nell’ambito della Settimana della cultura giapponese dal bellissimo titolo “Il Ponte verso il Sole”, il Karate Club Bassano aveva proposto una spettacolare esibizione delle sue cinture nere nella cornice del manufatto palladiano.
L’evento dimostrativo del Cinquantennale era inoltre inserito all’interno delle celebrazioni per la restituzione del Ponte restaurato alla città, quelle dell’ormai famoso “quadernone” dell’assessore al Tutto Mariano Scotton. Ma a causa del maltempo la dimostrazione ha dovuto spostarsi in altra data e in altro luogo, non più di competenza comunale: sabato 25 settembre a Villa Ca’ Rezzonico.
Anzi: Ka Rezzonico, come la ribattezzo per l’occasione.
Ancora una volta, dunque, Villa Rezzonico si apre alla città e rende possibile l’incontro fra le sue parti, grazie alla disponibilità del proprietario Bernardo Finco.
Il parco della Villa fa da Dojo (“Luogo dove si segue la via” e dove si pratica il Karate) e le architetture della stessa fanno da sfondo alle varie dimostrazioni delle cinture avanzate del Karate Club Bassano, in un mix davvero suggestivo di esibizioni di quest’arte marziale basata sui valori indissolubili della disciplina e del rispetto.
Assisto alla dimostrazione in Villa con occhio particolarmente attento, anche perché sono molto vicino a questo mondo. Ho infatti praticato per alcuni anni il Karate seguendo i corsi del M° Mezzalira non con il Karate Club Bassano, ma presso il collegato S.K.S. Romano d’Ezzelino. Poi i tempi sempre più discontinui del mio lavoro mi hanno costretto ad interrompere la pratica, che esige costanza e regolarità: ma la mia cintura verde, oltre a ciò che ho imparato dal Karate come persona e come stesso atteggiamento nei confronti della vita, nessuno me li può togliere. Anche perché, come ti insegnano, “il Karate si pratica per tutta la vita”: ti resta in testa e fa parte di te, anche se non hai più il tempo di indossare il karategi.
Quella per il Cinquantennale dell’associazione sportiva bassanese è una manifestazione con tutti crismi della spettacolarità. Durante l’intero evento c’è infatti anche l’accompagnamento coreografico dei danzatori della Scuola Ensemble, per un armonico contrappunto di gesti e di movenze: sinuose e delicate quelle della danza, decise e precise quelle dei karateka. Nel grande salone centrale di Villa Rezzonico si svolge inoltre una dimostrazione di Kendo (“La via della spada”), in collaborazione con Aska Kendojo e con l’esibizione, assieme ad alcuni suoi allievi, del M° Takuya Murata.
E vi do un consiglio da amico: è meglio non mettere ai kendōka i bastoni tra le ruote.
Il messaggio che viene quindi lanciato da Villa Rezzonico è quello di una partecipazione corale nel nome dello sport.
“Il Karate è aperto a 360 gradi - mi dice il Maestro Stefano Mezzalira -. Quindi anche il discorso del collegamento con la danza, col Kendo, con le collaborazioni, con la vecchia tradizione, dimostra che è aperto a chiunque. È anche un’occasione per far conoscere il Karate. Molta gente non l’ha mai visto e possono avvicinarsi anche a provare, perché il Karate è per tutti.”
C’è poi l’aspetto celebrativo, su cui va messo necessariamente l’accento, dopo i lunghi mesi di chiusura per le palestre e i centri sportivi.
“Sono 50 anni di storia, siamo la prima società bassanese, poi sono arrivate tutte le altre società di maestri - afferma il direttore tecnico del Karate Club Bassano -. Per noi arrivare già ai 50 anni è un grande traguardo e ancora di più in questo periodo. È come il karateka, che è “colui che cade sette volte e si rialza otto volte”. Per noi è uguale, dopo un periodo durissimo e ancora comunque sotto pressione, stiamo ripartendo e non stiamo mollando.”
Il gran finale della dimostrazione di Karate in Villa vede tutti insieme i partecipanti, impegnati ad eseguire i fondamentali dell’arte marziale: il Kihon, che è l’esecuzione dei colpi e delle tecniche di base; il Kata, che è un esercizio individuale o di gruppo con movimenti sincronizzati che rappresenta un combattimento reale contro più avversari immaginari e infine il Kumite, che è l’allenamento delle tecniche con un avversario reale, nella forma di un combattimento vero e proprio.
Allenamenti che di solito vengono praticati in palestra, ma che oggi vengono svolti sull’erba del grande giardino e davanti alle statue della Villa settecentesca.
“Per noi Dojo, dove possiamo praticare, è ovunque - conclude il M° Mezzalira -. Per l’occasione lo facciamo in questa bellissima Villa. Il figlio del proprietario è stato un mio allievo di Karate e quindi il collegamento con la famiglia Finco è particolare ed è un bellissimo rapporto da molti anni. E questa possibilità di fare questa manifestazione all’aperto è stata fantastica, per le famiglie, per tutti. Per me è far vedere quello che facciamo, perché qui c’è storia e molta gente non lo sa.”
Alberi, prati, siepi e aiuole fanno dunque da contorno alla dimostrazione del Karate Club Bassano per i suoi 50 anni: anche questa, a modo suo, è una cintura verde.
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