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Un Marchio nel buio
Marchio d’Area: i sindaci rispondono al Tavolo di Marketing Territoriale “Territori del Brenta”. I retroscena del bando “perduto”, le possibili alleanze con Trento, le politiche territoriali sul turismo…
Pubblicato il 24 giu 2021
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Un marchio nel buio. Nei giorni scorsi ci siamo occupati degli interventi, tramite comunicati stampa, del Tavolo di Marketing Territoriale “Territori del Brenta” e del correlato gruppo promotore Marchio d’Area che hanno lamentato “l’assenza della politica” a seguito del “non accoglimento” del progetto di TdB per la partecipazione al bando regionale a sostegno delle imprese nelle destinazioni turistiche del Veneto. Proposta che è stata respinta e votata “inammissibile” dall’OGD Terre Vicentine, di cui fanno parte anche i sindaci del nostro territorio. Oggi invece sono gli stessi sindaci a uscire allo scoperto, con un comunicato stampa congiunto trasmesso in redazione che replica, punto per punto, alle contestazioni avanzate dalla controparte privata, come dal testo che segue:
MARCHIO D’AREA / COMUNICATO STAMPA
Foto Alessandro Tich
In riferimento alle ultime notizie, apparse su più testate e riferite al processo di Marchio d’Area territoriale, appare opportuno precisare alcuni importanti aspetti.
Innanzitutto il bando regionale POR-FESR AZIONE 3.3.4 D, riservato esclusivamente a soggetti privati, ha visto una ricca e fruttuosa attività di coinvolgimento, coordinata dal Tavolo di Marketing Territoriale, che ha generato una potenziale progettualità da proporre al finanziamento regionale: proprio per ottimizzare il lavoro vi è stato anche un confronto - a metà aprile - con la Provincia di Vicenza (soggetto capofila dell’OGD Terre Vicentine) in cui è stata affermata chiaramente, da parte della Provincia stessa, la necessità di proporre alla Regione un progetto “federato”, con la presenza di tutte le diverse “anime” della nostra articolata destinazione. Questo perché il bando stesso richiedeva una lettera di partenariato da parte dell’OGD, che poteva appoggiare un solo progetto da presentare. Al nostro territorio era stata riservata una parte di budget che presupponeva una revisione progettuale, con conseguente riduzione economica: nonostante ciò i proponenti hanno ritenuto di presentare comunque il progetto iniziale, auspicando di ottenere l’avallo dell’OGD in via esclusiva, cosa che non è avvenuta.
Le “voci” su possibili e futuri partenariati con la Provincia di Trento non sono legate a specifiche iniziative in cantiere: in particolare il progetto di Marchio d’Area ha sempre e solo coinvolto i Comuni dell’area bassanese, senza mai sfiorare ipotesi di “annessioni” extra regionali o altro.
È vero che da sempre il territorio trentino è visto come un potenziale e importante “alleato” con il quale andranno sviluppati accordi e intese, ma in questo momento non risultano attività particolari che fanno presupporre sviluppi formali a breve termine.
La nostra volontà e il nostro sforzo, come parte “pubblica” e ormai da tempo, sono quelli di risolvere un problema che, di fatto, si sta rivelando “il problema”: individuare un soggetto che possa gestire risorse (almeno per un primo periodo triennale di start-up), affidare l’incarico a un “attore” professionalmente adeguato e avviare una vera e propria fase operativa e strutturata per il Marchio d’Area. Anche se sembra un semplice tema amministrativo, si tratta di una situazione che si protrae da anni e che, di fatto, impedisce la possibilità di attrezzarsi al tanto auspicato “salto di qualità”. È un aspetto che si sta rivelando sempre più decisivo, presente nelle discussioni del Direttivo da tempo, ma che finora non ha registrato passi in avanti.
L’idea concreta è quella di identificare la neonata Unione Montana del Bassanese quale ente amministrativo cui i Comuni affidino il coordinamento del turismo territoriale e devolvano le somme necessarie a costituire un budget triennale: esso dovrebbe servire per procedere all’affidamento del soggetto professionale prima citato e sostenere il funzionamento dell’ufficio IAT di Bassano (che svolge un ruolo di informazione e promozione per tutto il territorio).
Naturalmente, in tale prospettiva, le funzioni dell’Unione Montana sono di tipo squisitamente amministrativo: le competenze per lo svolgimento di tutte le fasi preliminari (prima fra tutte il coinvolgimento degli operatori, i veri protagonisti in questo ambito, che porti a un vero e proprio partenariato pubblico-privato), il coordinamento, l’impostazione e la gestione del Marchio d’Area saranno a carico del soggetto professionale individuato.
Quest’ultimo aspetto, in particolare, dovrebbe chiarire definitivamente anche il tema legato alle politiche territoriali sul turismo: proprio in ragione del processo di Marchio d’Area di cui facciamo tutti parte ormai da molto tempo, la questione non è l’ennesima “perdita di tempo”, ma la volontà di svolgere l’attività in maniera collegiale con i principali stakeholders, per generare un piano strategico sul turismo che sia condiviso, chiaro e operativo.
Non capiamo, infine, perché si continui a “suggerire” l’idea che Sindaci e Assessori vogliano fare i “tecnici del turismo”, quando è vero l’esatto contrario: nessuno vuole prevaricare o assumere ruoli non adeguati, si vuole solamente perseguire un percorso semplice e lineare che permetta di superare i limiti attuali.
I Sindaci dei Comuni di:
- Bassano del Grappa
- Valbrenta
- Marostica
- Rossano Veneto
- Tezze sul Brenta
- Cassola
- Pianezze
- Rosà
- Cartigliano
- Schiavon
- Pove del Grappa
- Solagna
- Romano d’Ezzelino
- Nove
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