Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 16-04-2021 20:24
in Attualità | Visto 6.655 volte

Fanoli, Canova e l'orticaria

Il Comune di Cittadella lancia con Possagno una mostra sul grande litografo Michele Fanoli e il suo rapporto con le opere di Canova. E Vittorio Sgarbi attacca nuovamente “l'urticante volontà di prevalere di Bassano”

Fanoli, Canova e l'orticaria

La conferenza stampa al municipio di Cittadella (foto Alessandro Tich)

“L'urticante volontà di prevalere di Bassano”. Parole testuali.
Bassano non c'è: siamo nel municipio di Cittadella e ci sono i sindaci di Cittadella e di Possagno, Luca Pierobon e Valerio Favero, l'assessore cittadellese alla Cultura Francesca Pavan, il direttore del Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno Moira Mascotto e il membro del comitato di studio di Fondazione Canova Elena Catra.
Ma il presidente della Fondazione Canova Onlus Vittorio Sgarbi, in collegamento video da Roma, prende nuovamente di mira la città - assente per l'occasione - di Bassano del Grappa. Il nuovo set per gli Sgarbi Quotidiani è la conferenza stampa di presentazione della mostra “Michele Fanoli. Dalla Venezia di Canova alla Parigi della Maison Goupil”.
La mostra, evento inserito negli Anniversari Canoviani, sarà inaugurata venerdì 14 maggio e rimarrà aperta al pubblico fino al 29 agosto nel Palazzo Pretorio di Cittadella. Realizzato in collaborazione con il Museo Gypsotheca Antonio Canova e con la Fondazione Palazzo Pretorio, l'evento espositivo rientra nel programma delle celebrazioni di “Cittadella 1220-2020”, nell'anniversario degli 800 anni dall'inizio della costruzione della stupenda ed imponente cinta muraria della città dell'Alta Padovana. È stato però inevitabilmente rinviato a quest'anno, causa lo scoppio dell'emergenza Covid dell'anno passato, collegandosi idealmente con il Bicentenario Canoviano dell'anno prossimo, nei 200 anni dalla morte di Antonio Canova.
Si tratta di una mostra - curata da Elena Catra - che non nasce all'ultimo minuto, bensì è il frutto di una specifica richiesta del Comune di Cittadella alla Fondazione Canova di Possagno risalente ancora a due anni fa, da cui è nato il rapporto di collaborazione.
Ed è questa la circostanza che porta Sgarbi a dedicare una parte non secondaria del suo intervento al lancio di ulteriori strali - dopo quelli già lanciati il mese scorso in occasione dell'incontro stampa di annuncio dell'inaugurazione della mostra “Paolina. Storia di un capolavoro” a Possagno - nei confronti di Bassano, colpevole ai suoi occhi di aver previsto per il 2022 una mostra su Canova organizzata per conto proprio al Museo Civico.
“Cittadella ha dimostrato la volontà di dialogare, questa è una cosa importante - dichiara in videocollegamento -. Possagno è la fonte delle celebrazioni di Canova e lo dico anche perché noi siamo stati aggrediti da Bassano con una iniziativa autonoma.”
“Che Cittadella abbia dialogato con noi, come non ha fatto Bassano, è un grande segno - aggiunge Sgarbi -. Voi aprite le mostre del Centenario, in confronto all'urticante volontà di prevalere di Bassano.” “Fanoli - rimarca ancora il presidente di Fondazione Canova - è un testimone della civiltà classica del Veneto di cui Canova è il punto più alto e Possagno il terminale da lui voluto. Una buona lezione per il comportamento non particolarmente chiaro di Bassano che va per conto suo, come se Possagno non fosse per tutti la fonte che Cittadella riconosce.”
Non c'è che dire: già questo, che è stato l'intervento iniziale della conferenza stampa, è valso per chi vi scrive il costo del gasolio per andare a Cittadella.

Insomma: per una volta che ti rechi a lavorare per Bassanonet fuori provincia, senti parlare ancora una volta, anche se in termini non propriamente amichevoli, di Bassano. Bassano mi insegue, come la nuvola di Fantozzi. Ma perché, in realtà, siamo tutti qui riuniti?
Per l'annuncio, appunto, di questa mostra che accende i riflettori sulla figura del cittadellese Michele Fanoli, considerato il più grande litografo italiano dell'800, che a Parigi realizzò le celebri tavole dal titolo “Opere di Antonio Canova”.
Il sindaco Luca Pierobon afferma che “questo è l'evento principale dei festeggiamenti per gli 800 anni di Cittadella”, mentre il suo collega di Possagno Valerio Favero sottolinea che “il modo migliore per celebrare Canova è valorizzarlo nel suo territorio e valorizzarlo per il territorio”. “Stiamo dialogando con Venezia, con Asolo, con Cartigliano - continua Favero - e l'idea di Cittadella di renderci partecipi dei suoi 800 anni mi ha fatto riempire di orgoglio.”
“È bello vedere come il progetto si sia sviluppato nel corso del tempo, un piccolo progetto che è diventato sempre più ambizioso - dichiara la dottoressa Moira Mascotto -. Le squadre di entrambi gli enti hanno collaborato ed è significativo che un membro del nostro comitato di studi si sia messo in gioco per realizzare un progetto scientifico volto alla valorizzazione di Michele Fanoli e del rapporto tra Michele Fanoli e Antonio Canova.”
Il direttore del Museo Gypsotheca di Possagno annuncia inoltre che in mostra sarà esposto l'Autoritratto come scultore di Antonio Canova del 1799, appena uscito dal restauro, assieme all'immagine radiografica dei “due volti” apparsi sotto lo stesso dipinto che - dopo l'analisi dei campioni granulometrici e dei pigmenti - sono attribuibili a un precedente dipinto dello stesso Canova.
In più il direttore di Possagno rivela che 44 stampe di Canova sono state restaurate dal Comune di Cittadella: una collaborazione quindi che va oltre l'occasione espositiva e che si consolida nel solco della conservazione del patrimonio canoviano.
“Non è solo una valorizzazione e una sinergia di due importanti artisti - conclude Moira Mascotto -. È una sinergia tra i due istituti e una sinergia col territorio.”

La storia di Michele Fanoli, ripercorsa velocemente dalla curatrice della mostra Elena Catra, è molto interessante. Nato nel 1807 a Cittadella, fu un enfant prodige dell'arte del disegno. Venne scoperto e supportato da quello che fu il suo talent scout e promoter: il conte Leopoldo Cicognara. Cicognara, che era una “potenza” dei suoi tempi, all'epoca era il direttore dell'Accademia di Belle Arti di Venezia e un giorno, di ritorno da Possagno nel 1821, fece tappa a Cittadella. Qui notò Fanoli, ancora ragazzo, intento a disegnare qualcosa con sorprendente bravura. Propose quindi alla famiglia del giovane di farlo studiare all'Accademia di Venezia, ma i genitori non potevano permetterselo.
La comunità cittadellese effettuò allora una colletta, che oggi si chiamerebbe “crowdfunding”, grazie alla quale il talentuoso ragazzo partì a studiare in laguna, gettando le basi di una carriera sfolgorante. All'Accademia di Venezia, dove fu ammesso nel 1823, Fanoli scoprì i gessi di Antonio Canova, che era morto l'anno prima, e lì cominciò a confrontarsi, disegnandole, con le opere del grande possagnese. Fece incetta di premi per la sua abilità nel disegno e cominciò a dedicarsi all'arte della litografia.
La svolta avvenne negli anni '30 dell'800, quando si abbattè la censura papale sulle lastre delle 400 incisioni fronte-retro delle opere di Canova conservate in Vaticano, considerate troppo “osè” per le tante nudità rappresentate. Il conte Cicognara ebbe quindi l'intuizione di affidare a Fanoli la riproduzione grafica delle sculture di Canova per realizzare delle raccolte tematiche di litografie a basso costo. Fu il fatidico momento dell'incontro ravvicinato tra Fanoli e Canova, di cui il cittadellese studiò e riprodusse graficamente le opere andando a Possagno e girando tutte le collezioni private venete.
Infine Cicognara, uomo di grandi relazioni, lo introdusse a Parigi per poter usufruire delle più avanzate tecniche dell'arte litografica. E lo introdusse al top: il nuovo “mecenate” del Michele da Cittadella fu infatti il celebre gallerista degli impressionisti Adolphe Goupil.
La Maison Goupil, come spiega la curatrice Catra, “era il più grande diffusore di arte a Parigi”. Per Goupil, che le avrebbe distribuite e commercializzate in tutto il mondo, Fanoli realizzò le cinque famose tavole litografiche sulle “Opere di Antonio Canova” - che vedete nella photogallery in calce al presente articolo - rappresentate per gruppi tematici: “Opere funerarie”, “Soggetti eroici”, “Ritratti”, “Soggetti gentili e amorosi” e “Soggetti religiosi”.
Michele Fanoli fu il disegnatore e litografo di punta di Goupil per tutto il resto della sua carriera. Poi, negli anni '60 dell'800, arrivò la fotografia che soppiantò l'arte litografica per la riproduzione delle immagini. Fanoli infine, ai primi vagiti dell'Unità d'Italia, si trasferì a Milano - la città dove sarebbe morto nel 1876 - dove gli fu offerta la cattedra di Litografia all'Accademia di Belle Arti di Brera.

La mostra di Cittadella “Michele Fanoli. Dalla Venezia di Canova alla Parigi della Maison Goupil” ripercorrerà l'intera carriera dell'illustre concittadino, dall'apprendistato all'Accademia di Venezia, in cui era viva l'influenza di Canova, fino agli anni d'oro di Parigi.
Due sale saranno dedicate ai suoi dipinti, essendosi l'artista cimentato con ottimi risultati anche nella pittura, e nei ritratti e temi romantici in particolare.
In mostra un focus speciale sarà dedicato proprio al confronto con Antonio Canova: alle litografie a tematica canoviana e alle incisioni dello scultore di Possagno, esposte per la prima volta dopo il restauro a cura del Comune di Cittadella.
Sarà anche esposta per la prima volta la statua di Galileo Galilei, una delle sei statue di “uomini illustri” realizzate da Bartolomeo Ferrari per il conte veneziano Papadopoli, che furono pure illustrate da Fanoli. E non mancherà ovviamente di destare grande interesse l'Autoritratto come scultore di Antonio Canova, esposto al pubblico per la prima volta dopo il restauro, accanto alla radiografia dei “due volti” scoperti sotto il dipinto stesso.
Ad accompagnamento ed approfondimento del percorso di visita, è stato realizzato un apposito catalogo che permetterà di riscoprire ulteriormente il pittore e litografo, svelando numerose novità grazie ad un'accurata ricerca d'archivio.
Dunque, per gli ottocento anni più uno di Cittadella e i duecento anni meno uno di Canova, si alza il sipario su questo protagonista dell'arte veneta dell'800 che dalle Mura del suo borgo natio, passando per Venezia e per l'incontro con la somma arte dell'Antonio di Possagno, seppe esprimere il meglio del suo talento artistico sulle rive della Senna.
Cittadella e Possagno si coccolano così, unitamente, i due rispettivi massimi rappresentanti del proprio genius loci. Con buona pace per l'aspirazione canoviana “autonoma” della città di Bassano del Grappa che al professor Vittorio Sgarbi, a quanto pare, fa venire l'orticaria.

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