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Il Cantico di Bassano
La Messa di commiato e di ringraziamento dei frati Cappuccini alla città e al quartiere Margnan. Nel segno e nello spirito di San Francesco. “Laudato si’, mi’ Signore, per tutte le persone di Bassano e dintorni.”
Pubblicato il 20 ago 2023
Visto 12.829 volte
Ultimo Capitolo, di nome e di fatto.
Da settembre, come deciso lo scorso 4 marzo dal Capitolo Provinciale dei Frati Minori Cappuccini, chiuderà il convento dei frati Cappuccini al Margnan.
I religiosi saranno destinati ad altre sedi e la città sarà così svuotata della loro storica e secolare presenza, anche se qualcuno di loro - come assicurato dal Ministro provinciale dei frati per il Triveneto - ritornerà a Bassano due mattine a settimana ma solo, probabilmente, per dire Messa e confessare.
Foto Alessandro Tich
Nonostante la grande mobilitazione generata in città e nel territorio dall’iniziativa “Salviamo i Frati a Bassano”, con tanto di migliaia e migliaia di firme raccolte, la paventata chiusura del complesso religioso non si è potuta evitare.
Mancano dieci giorni a settembre e per i frati è dunque il tempo di fare le valigie.
Ma senza trascurare, fino all’ultimo, gli impegni del loro servizio sacerdotale: oggi è domenica e bisogna celebrare la Messa.
Non è l’ultima Messa dei frati Cappuccini ancora stabiliti, per pochi giorni, nel convento del Margnan. Quella sarà celebrata domenica prossima, 27 agosto.
Ma questa è una Messa speciale: è la Messa di commiato e di ringraziamento dei frati alla città e al loro quartiere, Margnan Conca d’Oro.
È la celebrazione delle 10.30, officiata dal superiore del convento Fra Lanfranco Dalla Rizza.
Il saluto dei religiosi si è aggiunto alle preghiere anche in quella precedente delle 9 e si aggiungerà anche alla celebrazione successiva delle 18.
Lo ha annunciato il manifesto affisso in questi giorni all’esterno della chiesa di San Sebastiano: “Ai carissimi fedeli che frequentate la nostra chiesa e agli abitanti del nostro quartiere. Vi comunichiamo che domenica 20 agosto in tutte le Sante Messe noi frati Cappuccini desideriamo ringraziare e salutare con la benedizione di tutti voi.”
È una cosa bellissima: siamo noi che dovremmo ringraziare i frati per tutto quello che hanno fatto e invece sono loro che ringraziano noi.
La celebrazione, quindi, è molto particolare: rito religioso e insieme, per il rapporto di affetto che lega i bassanesi ai fratelli di saio, incontro di famiglia.
La Messa è cantata, con la partecipazione congiunta del coro della chiesa di San Sebastiano e del coro di San Vito. I canti, come spiega padre Lanfranco sull’altare, sono tutti dedicati alla parola di San Francesco. “Questa celebrazione - spiega - vuole rafforzare la presenza di San Francesco d’Assisi dentro a noi.”
Sopra il saio, il superiore del convento indossa una casula che gli è stata portata in dono dalla Thailandia da suo fratello per i 50 anni di sacerdozio, con l’effigie di Francesco che costruisce la chiesa di San Damiano ad Assisi. “San Francesco, nella sua vita, ha avuto sempre il pensiero di costruire, non di distruggere.”
È la metafora dello spirito costruttivo con il quale i frati Cappuccini hanno accettato, e chiedono umilmente di accettare, il loro destino.
È una Messa davvero sui generis, perché tra un Padre Nostro e una benedizione si parla anche dell’attualità del luogo in cui siamo riuniti.
Padre Dalla Rizza rassicura la città sulla mensa dei poveri:
“Il servizio continuerà. Non sarà più qui ma continua a Casa San Francesco, dove già vengono forniti i pasti alla sera. I nostri volontari li serviranno anche a mezzogiorno.”
La chiusura del convento va interpretata in senso francescano:
“Questo è un saluto ma anche uno sguardo in avanti, di speranza. Siamo qui per lodare il Signore. È facile lodarlo quando tutto va bene. C’è un disegno, invito anche voi a lodare il Signore. Noi vogliamo ringraziare tutte le persone che hanno frequentato questa chiesa e il quartiere per la simpatia e l’accoglienza.”
Dopo la funzione eucaristica e prima della conclusione, prende la parola al microfono il presidente del consiglio di quartiere Margnan Conca d’Oro Giampaolo Marzarotto.
“Voglio ringraziare i frati che sono stati sempre d’aiuto agli abitanti del quartiere - afferma -. Nel convento abbiamo trovato un’oasi di pace e nei fratelli un faro di spiritualità. Ci mancheranno, ma speriamo in futuro che possano ritornare a Bassano.”
“Mi piace l’ultima frase”, commenta spiritosamente, ma significativamente, padre Lanfranco.
È il momento degli annunciati saluti e ringraziamenti dei frati di Bassano.
E siccome in queste occasioni le parole hanno un peso, il padre superiore non parla a braccio ma legge il testo che si è scritto su un foglio.
Dal messaggio del Padre Guardiano dei frati Cappuccini del Margnan ai fedeli:
“Vorremmo lasciare la pace e un sorriso per tutti, qualcosa nel segno di quello che abbiamo vissuto. Quello che noi vi abbiamo dato e trasmesso, quello che ognuno di voi ha dato con la sua presenza, la sua fede e la carità verso i poveri.”
“Personalmente, quando lascio un luogo, non so se ci vedremo ancora. Ma so che io cerco nella Messa amici e benefattori. E prego per tutte le persone che sono entrate a far parte della mia vita da frate e sacerdote. Quante volte in questi tempi ho pensato a San Francesco, cercando di sentire qualcosa del suo stile di vita.”
“Per prima cosa penso che Francesco avrebbe fatto in questi ultimi mesi un giro per Bassano. Sarebbe entrato nei negozi, nelle famiglie, per ringraziare ed invitare a non perdere la “Perfetta Letizia” sua. Credo poi che ci inviterebbe a chiedere perdono, prima di tutto tra di noi, ma soprattutto tra i poveri, impegnandoci a non abbandonarli.”
Ed è a questo punto che Fra Lanfranco recita una accorata versione moderna del Cantico delle Creature di San Francesco:
“Laudato si’, mi’ Signore, per tutte le persone di Bassano e dintorni.
Sii laudato, Signore, per i secoli di storia da noi vissuti in questa città.
Sii laudato, Signore, per ogni giorno, per la preghiera che dal convento saliva a te per questa città.
Perdonaci, Signore, se siamo costretti per diversi motivi a lasciare questo convento, luogo di conforto, di preghiera e di misericordia.
Ma tu, Signore, coltiva con la tua grazia quello che con il tuo aiuto abbiamo seminato e dona la fede e l’amore a tutti per mantenerlo vivo.
Infine, Signore, lascia la speranza per noi, per voi e per i vostri figli, che ritorneremo. Come già accadde nel passato.”
Tre aggettivi? Sorprendente, epocale, commovente.
Ite, Missa est. Al termine della celebrazione padre Lanfranco, svestita la casula, ritorna sull’altare con quattro confratelli. Partono le foto dei telefonini, compreso il mio: inevitabile concessione ai riti dell’era tecnologica.
I religiosi - trinceratisi sempre nella massima riservatezza da quando la notizia della chiusura del convento è diventata pubblica e ufficiale - si fanno fotografare volentieri, sanno bene che anche questo è un modo per conservare il loro ricordo.
Non è l’intera “squadra” dei frati del Margnan, ma è sufficiente a far scattare un grande applauso di affetto e gratitudine da parte dei presenti.
All’uscita dalla chiesa viene distribuito ai fedeli un biglietto, destinato ad assurgere al ruolo di reliquia storica. Su un lato del biglietto è riportato il testo di una benedizione di San Francesco:
“Il Signore ti benedica e ti custodisca. Mostri a te il Suo volto e abbia di te misericordia. Volga a te il Suo sguardo e ti dia Pace. Il Signore benedica Te.”
Sull’altro lato compare la scritta:
“Noi, Frati Cappuccini di Bassano del Grappa, uniamo alla benedizione di Francesco, la nostra. Vi auguriamo di mantenere vivo lo spirito francescano nella “Perfetta Letizia”. GRAZIE. I Vostri Frati.”
Sono parole che racchiudono lo spirito di cinquecento anni di presenza a Bassano e di duecento anni di missione al convento del Margnan dei Frati Minori Francescani Cappuccini.
E che esprimono anche il messaggio di riconoscenza alla città in una luminosa mattinata, non solo per il cielo soleggiato, che ha dato alla luce il Cantico di Bassano.
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