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Si è dimesso nella prima settimana di agosto da consigliere comunale, e da capogruppo della civica di maggioranza Bassano per Tutti, “per divergenze di metodo e di merito con la maggioranza”. Un segno estremo di sofferenza nei confronti del funzionamento del consiglio comunale e delle commissioni consiliari, del ruolo di consigliere relegato puramente a ratificare decisioni altrui e dell'insufficiente dose di trasparenza e dialogo nei rapporti istituzionali e tra l'istituzione e la città. Dire che il suo è il “caso politico dell'estate” è un'affermazione riduttiva: le dimissioni di Mattia Bindella rappresentano infatti il più importante caso politico dell'intera legislatura, arrivata a due anni dal termine di mandato, dell'Amministrazione Poletto.
Di lui hanno parlato e scritto praticamente tutti. Le opposizioni di centrodestra hanno sposato la sua causa per lanciare nuovi attacchi alla maggioranza di governo cittadina e la sua lista civica, Bassano per Tutti, ne ha preso definitivamente le distanze affermando che la sua scelta “è stata personale e non condivisa e discussa con attenzione e partecipazione con tutta la lista e con il gruppo consiliare”.
Fino adesso l'unico a non parlare ufficialmente, a non rilasciare dichiarazioni e a non replicare alle affermazioni che lo riguardano è stato proprio lui, Mattia Bindella.
Mattia Bindella (archivio Bassanonet)
Una forma di silenzio-stampa dovuta all'intenzione di non alimentare ulteriori polemiche in un momento difficilissimo dal punto di vista umano prima ancora che politico.
Ma oggi, di fronte all'ennesimo attacco politico e personale nei suoi confronti, il giovane ex capogruppo di maggioranza non ce l'ha più fatta e ha rotto gli indugi trasmettendo alle redazioni quello che definisce “l'ultimo comunicato stampa” scritto “per chiudere definitivamente la questione”.
A scatenare la reazione del diretto interessato, l'intervento riportato dal quotidiano “Il Giornale di Vicenza” della segretaria provinciale del Partito Democratico Veronica Cecconato, secondo la quale sulla scelta di Bindella “hanno pesato innanzitutto la giovane età e l'inesperienza, che lo hanno portato a non comprendere determinate dinamiche”. Con l'occasione Bindella, oltre a rispondere per le rime, vuota il sacco del suo grande disagio, non risparmiando nessuno, lista civica Bassano per Tutti compresa.
Come si legge nel suo intervento, infatti, e diversamente da quanto dichiarato dal suo gruppo in conferenza stampa, “già più di quattro mesi fa avevo espresso chiaramente al mio gruppo consiliare, ai militanti della lista civica e al Sindaco la mia volontà di dimettermi per le questioni politiche che ho sollevato, che a mio giudizio avevano raggiunto un livello ormai insanabile”.
Di seguito riportiamo integralmente il suo comunicato:
COMUNICATO STAMPA: “PER AMOR DI VERITÀ”
Fino ad ora ho mantenuto un profilo discreto e rispettoso, anche di fronte a bugie e cattiverie gratuite di una certa politica che, priva di argomenti, sa attaccare solo sul personale. Continuerò a mantenere lo stesso stile, ma credo che tutto abbia un limite.
Per amor di verità, sottolineo che le mie dimissioni non possono aver sorpreso nessuno, visto che, dopo aver sempre fatto presente in modo costruttivo ciò che non funzionava in tre anni di mandato, già più di quattro mesi fa avevo espresso chiaramente al mio gruppo consiliare, ai militanti della lista civica e al Sindaco la mia volontà di dimettermi per le questioni politiche che ho sollevato, che a mio giudizio avevano raggiunto un livello ormai insanabile.
Ho tentato comunque di proseguire il mio impegno, valutando anche le condizioni che si sarebbero realizzate in seguito alle questioni che avevo posto con chiarezza e decisione. Dopo aver ancora una volta constatato che nulla cambiava e che una battaglia politica condivisa non sarebbe stata possibile, come ben dimostrano certe prese di posizione uscite sulla stampa in queste settimane, ho fatto le mie scelte.
E ho agito quando e nelle modalità che ho ritenuto opportuni. Sì, perché i consiglieri comunali sono eletti DIRETTAMENTE dai cittadini ed è a questi che devono rispondere, oltre che alla propria coscienza. Non a capi. Forse qualcuno (troppi) lo ha dimenticato.
Ci si impegna in una coalizione, in un progetto, e si cerca di rilanciarlo, ma ad un certo punto, realismo, consapevolezza e onestà intellettuale devono imporre di fare i conti con la propria coscienza e la propria libertà.
In seguito alle vergognose dichiarazioni della responsabile provinciale del Partito Democratico apparse oggi sulla stampa, non posso fare finta di nulla.
È ora che chi fa politica, anche nei partiti, si assuma la responsabilità delle proprie dichiarazioni. A che titolo e con quale diritto questa persona, che MAI mi ha conosciuto, con la quale non ho MAI scambiato nemmeno un saluto e che, sicuramente, NULLA conosce della situazione politica ed amministrativa di Bassano, con quale diritto si permette di lanciare simili accuse a mezzo stampa?! Si limiti a confermare la sua cieca appartenenza ad un partito ed il suo acritico ossequio alla causa, se proprio deve dire qualcosa, ma non si permetta di attribuire giudizi a persone che non conosce. Non sono mai stato iscritto al PD e non ho mai avuto nulla a che fare con questa persona, so a stento chi è da qualche articolo sui giornali locali.
L'unica lezione da trarre da un fatto del genere è la consapevolezza del livello raggiunto da una certa classe politica: non conta il pensiero, non conta la preparazione, non conta l'impegno, contano l'obbedienza e l'appartenenza a contenitori vuoti, nei confronti dei quali rivendicare ogni tanto qualche identità fondata sul nulla. Quanto all’intera vicenda che mi riguarda, visto che non siamo in Unione Sovietica e nemmeno in qualche altro Paese a regime totalitario, dove personaggi votati all'obbedienza si sentirebbero più a casa propria, per me chiunque, anche e soprattutto chi fa politica, deve poter e SAPER scegliere, pensare liberamente, assumere decisioni, a volte controcorrente, se serve.
Mi spiace, ma la mia idea di Politica, per tutte queste ragioni, è un’altra.
Anzi, forse non è solo un'altra idea di politica, è proprio un'altra idea di come si sta al mondo. Ho imparato molto da questa esperienza politica ed amministrativa: ancora una volta ho capito che a fare la differenza sono le PERSONE, ben oltre le etichette e le categorie. La battaglia più importante non è politica, è culturale. Dobbiamo cambiare le persone, prima di tutto. Io per l'obbedienza non sono proprio portato. Sono e rimarrò una persona libera e nessuno me lo impedirà mai. E, con questo, non ho più nulla da aggiungere a tutta questa vicenda: credo che delle polemiche i cittadini siano esausti.
"Pensa in modo sbagliato, se vuoi, ma in ogni caso pensa con la tua testa".
DORIS LESSING
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