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La vergogna post Covid del Comune di Bassano: quasi 4 milioni in cassa e 279 famiglie bassanesi, coi requisiti per ottenere i “bonus spesa”, lasciate senza aiuto. La grande accusa delle minoranze: “Uno schiaffo alla città”
Pubblicato il 17 lug 2020
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“Non avrei mai voluto fare una conferenza stampa di questo genere.” Angelo Vernillo, capogruppo di Bassano Passione Comune, è tarantolato. Non è da lui, ma la notizia al centro dell'incontro in Sala Tolio con gli organi di informazione è una di quelle che gridano vendetta.
E la notizia, già trapelata negli ultimi giorni, è questa: 279 famiglie bassanesi in stato di difficoltà, tra quelle che si sono rivolte ai Servizi Sociali del Comune di Bassano per ottenere i “bonus spesa” collegati all'emergenza Covid, pur in possesso dei requisiti non hanno potuto ricevere l'aiuto per esaurimento dei fondi. Per i “bonus spesa” del Comune - finalizzati a sostenere gli acquisti di generi di prima necessità nei negozi di vicinato da parte delle famiglie bisognose schiacciate dall'emergenza - l'amministrazione Pavan aveva a disposizione 230mila euro di contributo governativo. Esauriti i quali, i rubinetti del Comune si sono chiusi impedendo a 279 nuclei familiari rimasti in lista, e in piena regola con i requisiti per l'ottenimento del bonus, di far valere i loro diritti. Amen.
Eppure, per accontentare le 279 richieste rimaste inevase, bastava fare una scelta politica: coprire la spesa dei 279 bonus con i fondi dell'avanzo di amministrazione del bilancio comunale. “Non è la nostra Bassano quella che chiude le porte in faccia ai bisogni dei propri cittadini - incalza Vernillo -. Ci sono quasi 4 milioni di euro nelle casse comunali liberi e disponibili. Le risorse per poter dare una risposta - ora, adesso, subito - ci sono e non si può più aspettare.” “Si sono trovate subito le risorse del bilancio comunale per garantire i parcheggi gratuiti nei mesi di giugno e luglio - rincarano la dose le opposizioni -, ma non si sono ancora trovati i soldi necessari per aiutare chi ha bussato alle porte del Comune.”
Da sin.: i consiglieri comunali Paola Bertoncello, Angelo Vernillo e Oscar Mazzocchin in conferenza stampa (foto Alessandro Tich)
Il problema scoppiato in questi giorni come un bubbone era stato ampiamente previsto dalle minoranze consiliari che già nello scorso mese di aprile, tra i famosi 8 emendamenti sull'emergenza economica Covid presentati dalle opposizioni e bocciati dalla maggioranza, avevano proposto anche un'integrazione di 250mila euro al capitolo dei “bonus spesa” finanziato coi 230mila euro del contributo del governo.
“Quell'emendamento - affermano oggi le minoranze - ci era stato sonoramente bocciato dicendo che in caso di necessità si sarebbe intervenuti. Ecco: le necessità sono emerse e la risposta è un silenzio assordante quanto doloroso.”
“La nostra è una voce di sdegno - dichiara Vernillo -. A Bassano non era mai successo che alle richieste dei cittadini in stato di necessità e bisogno sia stata chiusa la porta in faccia.”
“Tecnicamente - aggiunge -, ci sono 4 milioni di euro di avanzo disponibili e la possibilità concreta di mettere i soldi necessari alle persone che avevano i requisiti. È vergognoso non aver dato risposta a 270 nuclei familiari. Chiediamo all'assessore ai Servizi Sociali Mavì Zanata di farsi sentire e fare atti concreti affinché vengano impegnati questi soldi, che non toccano gli equilibri di bilancio, e chiediamo che la giunta intervenga in questa direzione.”
“Un sindaco deve prendere in mano la situazione e trovare la soluzione - affonda Vernillo -. Se pensa invece alla gratuità dei parcheggi e non alla gente che non arriva a fine mese, è una grande vergogna.” “Gli 8 emendamenti che avevamo presentato stanno venendo tutti a capo - afferma Oscar Mazzocchi di Bassano per Tutti -. Il senso di quegli emendamenti era: vediamo quali sono i bisogni e vediamo come spendere i soldi. Una buona amministrazione prevede, non aspetta.” “Aver negato i bonus a 279 famiglie che hanno i requisiti è uno schiaffo alla povertà e alla città - aggiunge Mazzocchin -. È da un mese che siamo in attesa che venga convocata una commissione per avere lo stato dell'arte del “bando povertà” finanziato sempre con i soldi dello Stato. Non abbiamo ancora avuto risposta, siamo molto preoccupati. Con la povertà non si scherza.”
Riguardo al “come” coprire le necessità delle 279 famiglie rimaste escluse dai “bonus spesa”, l'amministrazione Pavan, interpellata in questi giorni da altri miei colleghi, ha risposto con un generico “vedremo”. “La risposta “vedremo” del sindaco di Bassano del Grappa, con 4 milioni di avanzo in cassa e un bilancio comunale di 40 milioni, non è accettabile - commenta ancora Vernillo -. Sono indignato da questi comportamenti.”
“Mi vergogno per tutti i bassanesi ad avere un'amministrazione che privilegia altri interventi rispetto ai bisogni dei cittadini - afferma la capogruppo del Partito Democratico Paola Bertoncello -. Privilegiando la gratuità dei parcheggi e non aiutando chi ha bisogno, il sindaco ha dimostrato ancora una volta di non avere conoscenza della realtà bassanese. L'aiuto alle famiglie deve essere prioritario e anche la dignità della persona deve essere messa sul piatto.”
Dalle parole ai fatti: nel prossimo consiglio comunale, convocato per giovedì 30 luglio, i consiglieri comunali in blocco dei quattro gruppi di minoranza Bassano Passione Comune, Partito Democratico, Bassano per Tutti e Italia Viva ritorneranno alla carica e presenteranno un ordine del giorno che, se approvato, impegna la giunta a destinare le risorse necessarie alla copertura dei “bonus spesa” rimasti inevasi. L'ordine del giorno, in sostanza, chiede di intervenire con urgenza per trovare le risorse (sull'ordine compreso tra i 200 e i 250mila euro) da destinare a integrazione dei fondi per i buoni spesa, “senza attendere l'ulteriore erogazione dei fondi da parte del governo centrale”. Tutto ciò motivato dal fatto che “è compito primario dell'amministrazione comunale, ente territoriale prossimo ai cittadini, attivarsi per l'assistenza delle famiglie in difficoltà”.
Al netto dell'esito dell'ordine del giorno nel prossimo consiglio comunale, le prese di posizione espresse oggi rappresentano una svolta nell'atteggiamento delle opposizioni nei riguardi dell'amministrazione Pavan. Un Vernillo così arrabbiato non era mai stato visto da chi vi scrive, per la prima volta (e per più volte) è stata pronunciata la parola “vergogna” e le lapidarie parole di Mazzocchin e Bertoncello chiudono il cerchio di una indignazione dai contorni inediti per questa legislatura comunale. Del resto qui non stiamo parlando del Polo Santa Chiara, della Pala di Sant'Anna, del trasferimento all'Unione Montana della Polizia Locale, del bando per il nuovo direttore di Operaestate oppure del bando da rifare per il nuovo direttore del Museo Civico, ma del grande problema di 279 famiglie bassanesi che hanno bisogno come il pane di comprasi il pane e altri generi di prima necessità.
E proprio per questo, probabilmente, è giunto il momento di dire pane al pane.
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