Ultimora
Sociale
30 giu 2026
Da OTB Foundation 75 mila euro a Medici Senza Frontiere: ad Amman l'ospedale che ricostruisce vite dopo la guerra
1 Jul 2026 13:13
'Aggiungi un posto a tavola' per la prima volta all'Arena di Verona
1 Jul 2026 13:01
A Venezia si insedia la nuova procuratrice aggiunta Barbara Sargenti
1 Jul 2026 11:51
Massimo Zanon torna alla presidenza di Confcommercio Veneto
1 Jul 2026 11:43
Spari nella notte nel Veneziano, un uomo ferito alla spalla
1 Jul 2026 11:24
Il Venezia rinnova il contratto per Haps, era in scadenza
1 Jul 2026 13:09
Terremoto in Venezuela, in calo le scosse di assestamento
1 Jul 2026 12:24
Ius soli, il giurista García Hernández: "L'ordine esecutivo di Trump è al capolinea"
1 Jul 2026 13:04
Per Trump guadagni record dalle criptovalute, 'ha incassato oltre 1 miliardo nel 2025'
1 Jul 2026 12:13
Respinto il reclamo della difesa, Cospito resta al 41 bis
Forza Italia a secco
Due o tre cose sull'annuncio dell'addio al partito di Berlusconi del deputato bassanese Dino Secco
Pubblicato il 18 ott 2017
Visto 3.764 volte
La notizia non è quella che si potrebbe definire il classico fulmine a ciel sereno.
Perché l'onorevole bassanese Dino Secco, come riferitoci da fonti bene informate al riguardo, da diverse settimane sta già lavorando dietro le quinte a Bassano del Grappa per cercare di far confluire alcuni esponenti forzisti nell'embrione di una nuova entità politica, in vista delle prossime elezioni amministrative in città, vicina al movimento centrista “Energie per l'Italia” di Stefano Parisi.
Secco non è l'ultimo arrivato. Dal punto di vista dell'esperienza politica e amministrativa è sulla breccia da decenni, al punto che non potrebbe avere nulla da ridire se lo ribattezzassimo, simbolicamente, Dino Sauro. Fa parte di quel novero di politici di antica matrice democristiana abituati a saper intercettare le direzioni verso le quali spira il vento. Questione di fiuto, che per un politico di lungo corso è un requisito fondamentale. Quello stesso fiuto che nel 1994, lo stesso anno della storica “discesa in campo” di Silvio Berlusconi, lo portò ad aderire immediatamente alla neonata Forza Italia, diventandone uno dei fondatori a livello locale.
L'onorevole Dino Secco (fonte immagine: youtube)
Dobbiamo dargli atto di una indiscutibile coerenza: da allora FI e Dino Secco sono stati una cosa sola. Nel partito degli azzurri ha militato e svolto funzioni direttive, col simbolo di Forza Italia ovvero del Popolo della Libertà si è candidato a più riprese (Provincia, Regione, Senato, Camera dei Deputati) riuscendo alla fine, complice la decadenza da deputato di Giancarlo Galan, a conquistare un seggio a Montecitorio.
Ora però, a quanto pare, Forza Italia sta perdendo Forza e rischia di perdere anche l'Italia. È quanto si evince dalle sue dichiarazioni a mezzo stampa (oggi sul Giornale di Vicenza) con l'annuncio del suo addio al partito di Berlusconi, a seguito del quale confluirà nel sempre più affollato Gruppo Misto alla Camera: il raggruppamento degli onorevoli in crisi di identità che hanno abbandonato la bandiera con la quale sono stati eletti.
Il tutto proprio mentre l'ex Cavaliere (ma sul concetto di “ex” i pareri sono discordi) è ritornato a gestire le redini del partito in prima persona per sottoporlo a un definitivo restyling, in chiave di rilancio per i prossimi appuntamenti elettorali.
Secco giustifica la sua decisione con la constatazione di un partito che non è più quello di una volta e che in Veneto “dei valori e principi di FI non ha nulla”.
Esprime nostalgia per le partecipatissime riunioni del circolo forzista bassanese degli anni '90, epoca d'oro della destra moderata poi diventata centrodestra, e tristezza per l'attuale scarso appeal dell'universo azzurro se è vero che, come sottolinea, “agli stati generali del partito a Mestre, all'incontro con le categorie economiche e sindacali, in sala c'erano meno di quaranta persone”.
Basta una sala semivuota a gettare alle ortiche 23 anni di militanza?
Non pienamente, perché c'è di più. Ed è quella che Dino da Solagna definisce la mancanza “di quel feeling che c'era una volta” quando “Forza Italia era un partito vicino alla gente”. Accusa i “cerchi magici” che hanno rovinato il partito, portandolo alla decadenza, nel periodo in cui Berlusconi, dopo un ventennio di potere, si è chiamato fuori.
Lamenta che “FI in Veneto è ormai rappresentata, in moltissime posizioni dei coordinamenti regionali e provinciali, da persone che ritornano da altri partiti come Ncd per arrivare fino al Pd o da filo leghisti, che sono in FI solo per interessi elettorali e lasceranno Berlusconi il giorno dopo il voto”.
Da qui l'attuale situazione del partito che - sempre secondo l'ex vicepresidente della Provincia - in Veneto “è avviato a percentuali da prefisso telefonico”.
Prendiamo atto di queste dichiarazioni e rispettiamo la scelta dell'onorevole.
Che tuttavia, tra le file del partito, ha svolto appunto ruoli di prestigio e di responsabilità politica tra cui l'incarico, a partire dal 2014, di coordinatore provinciale.
Fino a che, nel giugno di quest'anno, tutti i coordinamenti provinciali del Veneto di Forza Italia non sono stati commissariati, per il tramite del commissario regionale di FI Adriano Paroli, ad opera del coordinamento nazionale del partito.
“Ringrazio il commissario regionale per la fiducia concessami - commentava nell'occasione il neo commissario provinciale di Vicenza Matteo Tosetto -. Stiamo vivendo un momento di grande cambiamento nel Paese, e Forza Italia ha voluto dare un segnale importante per rilanciare il partito in Veneto.”
Questo è stato dunque il destino di Secco: rappresentare il “vecchio” in un partito che ha improvvisamente voglia di “nuovo”. Non si spiegherebbe, altrimenti, la sua uscita di scena e quella degli altri sei coordinatori provinciali, coi ringraziamenti di rito “per il lavoro svolto”, dalle stanze dei bottoni.
Sarà un caso, ma il periodo di maggiore crisi interna (il caso Padova docet) di Forza Italia nel Veneto ha coinciso con il ciclo di attività di una classe dirigente regionale del partito di cui Secco faceva pienamente parte.
Che cosa ha concretamente fatto il neo deputato del Gruppo Misto, dal 2014 alla metà del 2017, per ricucire e rilanciare il consenso del partito nella sua provincia?
E rivolgendo invece l'attenzione al suo ruolo da parlamentare, e quindi di rappresentante eletto del popolo, che cosa ha realmente realizzato o portato avanti per il suo territorio, per attirare l'approvazione della gente e quindi futuri voti?
La crisi di Forza Italia - se effettivamente è tale, come lamenta il suo ormai ex esponente della primissima ora - dipende senza dubbio da tanti fattori, accumulatisi nel vuoto di potere generato dall'assenza di Berlusconi. Ma la colpa non è solo dei nuovi arrivati o dei cerchi magici.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 28.056 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 19.811 volte
Attualità
26 giu 2026
Caos Capitale della Cultura 2029: il centrodestra si spacca e il PD attacca
Visto 17.306 volte
Geopolitica
27 giu 2026
Il Pentagono presenta una nuova richiesta di fondi per la guerra contro l'Iran
Visto 15.304 volte
Attualità
27 giu 2026
Caldo record sulla Pedemontana: attese massime fino a 40 gradi nel fine settimana
Visto 14.990 volte
Attualità
29 giu 2026
Vandalismi nella notte: il centro di Bassano chiede una strategia anticrimine
Visto 9.040 volte
Politica
29 giu 2026
Blitz contro Vannacci: volantini shock al gazebo del movimento
Visto 8.788 volte
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 28.056 volte
Attualità
08 giu 2026
«Rispondiamo a un impegno assunto con i cittadini»: Nicola Finco dà il via al piano per la spiaggetta
Visto 23.584 volte
Politica
11 giu 2026
Comunicazioni politiche sui canali dei Quartieri, Pietrosante attacca "È il Momento"
Visto 21.631 volte
Politica
15 giu 2026
Conti della Polizia Locale e tessere contese, Pietrosante gela FdI: «Con Giangregorio tempo perso»
Visto 21.346 volte
Attualità
09 giu 2026
Don Andrea Guglielmi lascia Bassano: il saluto della città all’abate del dialogo
Visto 21.264 volte
Politica
09 giu 2026
Bassano, la minoranza porta in Consiglio il caso della ciclopista del Medoaco: "Mancano i 600mila euro"
Visto 21.178 volte
Attualità
17 giu 2026
A Bassano l'ultimo viaggio nello sguardo di Sebastião Salgado
Visto 20.824 volte
Attualità
20 giu 2026
La Ciclopista del Canale Medoaco slitta al 2027: nuovo progetto da 1,2 milioni di euro
Visto 20.606 volte
Geopolitica
11 giu 2026
Lo Stretto di Malacca: uno dei colli di bottiglia più importanti al mondo
Visto 20.569 volte