Ultimora
All Stars
26 lug 2026
Un pezzo di Bassano vola a Osaka: l'aereo di hangarFusina conquista l'aeroporto del Kansai
Politica
26 lug 2026
Tensioni sul futuro di San Lazzaro, la maggioranza boccia il blocco dei cantieri
26 Jul 2026 14:58
Consegnato a Bangarra Dance Theatre il Leone alla carriera della Biennale Danza 2026
26 Jul 2026 11:34
Ruba grondaie in rame dal cimitero, denunciato in Polesine
26 Jul 2026 10:33
Nasce un club di tifosi del Venezia calcio nel carcere lagunare
Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Una pala al centro… del territorio
La città di Asolo, per i cui frati Riformati fu dipinta la Pala di Sant’Anna del Bassano, rivendica la proprietà morale dell'opera assieme alla Pedemontana. Le parole del sindaco Mauro Migliorini e dell’autorevole studioso Giuseppe Pavanello
Pubblicato il 28 mag 2020
Visto 3.630 volte
Sulla questione del recente addio in sordina alla Pala di Sant’Anna, di Jacopo da Ponte, da parte di un territorio ignaro della trattativa espletata e conclusa con un rapido accordo senza cenni di resilienza, come è attuale dire, dai responsabili del Comune di Bassano con le istituzioni di Venezia — la tela viene definita ora nella sua nuova collocazione “opera straordinaria” e “una sorpresa speciale” — intervengono con pertinenza d’opinione anche il sindaco di Asolo Mauro Migliorini e il professor Giuseppe Pavanello. L’opera infatti deve i suoi natali al borgo trevigiano, nasce da una commissione a cura dei monaci Riformati di Asolo e ha “abitato” per oltre due secoli nel loro convento, prima di essere deportata altrove insieme a tante opere d’arte sottratte agli Stati d’Italia fra Settecento e Ottocento. Pavanello, celebre studioso e storico dell’arte, tra i massimi esperti dell’opera di Antonio Canova, curatore di mostre-evento passate alla storia dei musei bassanesi come quella organizzata con la Gypsoteca di Possagno assieme a Sergej Androssov e a Mario Guderzo, a cavallo tra il 2003 e il 2004, dedicata appunto al grande scultore di Possagno, nel suo intervento riporta in luce tracciandoli con chiarezza gli assi di prospettiva storica che hanno segnato l’inclinazione, suo malgrado itinerante, di questa come di tante altre opere d’arte sottratte ai loro luoghi d’origine.
Professor Pavanello, qual è la sua opinione sulla “fuga” a Venezia della Pala del Bassano?
Da sin.: il sindaco di Asolo Mauro Migliorini e il prof. Giuseppe Pavanello
Indubbiamente è stata persa un’occasione importante per la promozione dell’identità culturale del territorio. Le narro un episodio analogo, che però ha avuto un epilogo diverso: riguarda un’opera raffigurante Cristo, Il Sangue del Redentore, un dipinto del Carpaccio che era ospitato da tempo nella città di Udine e che avrebbe seguito la stessa strada di non ritorno verso la laguna, se la cittadinanza friulana non si fosse opposta tenacemente alla richiesta di restituzione avanzata dalle Accademie di Venezia, e se le rimostranze non fossero state accolte dal ministero competente. Aggiungo che le opere d’arte hanno spesso un legame forte col territorio che è giusto vada rispettato. Sono stati perpetrati dei veri e propri “furti”, in particolar modo all’epoca di Napoleone, che hanno dato luogo a spostamenti creatori di nuove geografie che hanno portato lontano innumerevoli capolavori italiani. Molti di essi dovrebbero essere restituiti alla terra che li ha visti nascere e spesso fortemente voluti, perché in questi termini possono rappresentare emblemi importanti di aspetti identitari. Nel caso della Pala di Sant’Anna, per essere più radicali, guarderei ad Asolo, più che a Bassano, il luogo dove l’opera ha “vissuto” per secoli protetta dai frati votati a San Francesco, e dove sarebbe bello che ritornasse, alla fine del suo vagabondare.
Anche il sindaco di Asolo manifesta la propria perplessità circa le modalità da silent play che hanno governato la restituzione alle Gallerie dell’Accademia di Venezia dell’opera del Da Ponte, che per oltre sessant’anni aveva fatto bella mostra di sé nelle sale del Museo Civico bassanese. Il dipinto è considerato da Migliorini un patrimonio del territorio e in particolare, moralmente, di Asolo, che con i monaci Riformati nel Cinquecento l’ha voluta e commissionata al grande artista di Bassano.
Sindaco, nota la natura della sua permanenza decennale a Bassano, si poteva impedire che quest’opera, che ha dei legami non trascurabili col territorio, tornasse a Venezia?
Personalmente avrei fatto tutto il possibile per impedire questa perdita che riguarda oltre a Bassano tutta la Pedemontana e il territorio dell’Asolano. La Pala di Sant’Anna, se vogliamo guardare alla sua storia, fu realizzata anche grazie alle somme ricavate dalle offerte dei fedeli del convento di Riformati e dalle donazioni di famiglie facoltose che abitavano l’Asolano. Anche per questo aspetto non trascurabile il riguardo al legame con il territorio dell’opera andava e va salvaguardato, in casi come questi anche cercando un’alleanza allargata tra istituzioni, che poteva coinvolgere oltre doverosamente alla Sovrintendenza e il Ministero anche il Museo di Asolo, il Museo di Castelfranco, dedicato al Giorgione, altre realtà di Maser, Fanzolo, la stessa Fondazione Canova.
Parlando della Fondazione Canova c’è anche un altro silenzio in ballo, sottolinea il sindaco, ed è quello di Vittorio Sgarbi, che non si è pronunciato nel dibattito nonostante la notizia abbia creato un bel polverone nell’ambiente artistico, e il suo è un silenzio che pesa, al netto dei doveri insiti nei suoi tanti incarichi che non facilitano posizioni super partes, dato che più volte ha affermato pubblicamente e con forza che le opere oggetto di varie “razzie” incorse al nostro Paese dovrebbero essere restituite ai loro luoghi d’origine.
Come giudica, sindaco, la campagna di raccolta firme per una lettera da indirizzare al ministro Franceschini promossa dall’ex assessore alla Cultura del Comune di Bassano Giovanni Cunico, attivata venuti a conoscenza della partenza a sorpresa dell’opera?
La giudico positivamente, è un’operazione di sensibilizzazione rivolta ai cittadini. Ho visto con piacere l’assenso e l’appoggio di figure importanti come l’ex direttrice del Museo Civico Giuliana Ericani e di Mario Guderzo, storico direttore del Museo Canova, insieme a tanti altri. Credo che sia un segnale favorevole che testimonia il coinvolgimento delle personalità della cultura e quello della cittadinanza, che dimostra così affezione al suo museo e ai suoi tesori. Chiederei di allargare sempre queste e ulteriori iniziative agli altri Comuni del territorio, in nome della creazione di un’alleanza che potrebbe essere fattore determinante in questo e in casi futuri, in particolar modo nel campo della salvaguardia del patrimonio artistico e culturale.
Si sa se sul territorio in questo momento ci sono altre opere nate nelle nostre zone “in scadenza” di comodato, rispetto alla loro concessione?
Alla luce dell’attualità, è necessaria una forte attenzione nei confronti del patrimonio dei nostri luoghi della cultura, anche in termini di valorizzazione, e ribadisco l’esigenza di fare rete e di non procedere in solitaria. Occorre senza dubbio una programmazione lungimirante e accurata che tenga conto di tanti aspetti peculiari del territorio. Tra le altre cose, esiste un richiamo tra la Pala migrata a Venezia e un'altra pala dedicata alla madre di Maria che si trova nel convento di Sant’Anna di Asolo, c’è una traccia di dialogo tra questi due conventi.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Politica
20 lug 2026
Mail dei Quartieri: Pietrosante presenta un'interrogazione in vista del Consiglio
Visto 20.369 volte
Politica
20 lug 2026
Caso Parolini e aree agricole, l'opposizione di Bassano porta in Consiglio due atti sulla gestione del territorio
Visto 19.760 volte
Geopolitica
21 lug 2026
Il Vietnam nella strategia giapponese per l'Indo-Pacifico
Visto 19.137 volte
Politica
21 lug 2026
Provincia di Vicenza, FdI frena sulla “Casa dei Comuni”: al centro l’asse Possamai-Finco
Visto 18.350 volte
Politica
21 lug 2026
La sfida del suolo verde per la corsa a Capitale della Cultura 2029
Visto 17.678 volte
Politica
22 lug 2026
Tribunale della Pedemontana: «Alcuni sindaci non possono riscrivere la storia»
Visto 16.306 volte
Politica
22 lug 2026
I comuni fanno squadra sul digitale: investimenti per non lasciare indietro nessuno
Visto 16.145 volte
Attualità
23 lug 2026
#Volotea4Veneto: Bassano ci prova, Vicenza ringrazia e incassa
Visto 11.853 volte
Politica
23 lug 2026
Tribunale della Pedemontana, Poncato replica al fronte del "sì": «Non si riscriva la storia, ma non ci si fermi al 2012»
Visto 11.292 volte
Attualità
29 giu 2026
Vandalismi nella notte: il centro di Bassano chiede una strategia anticrimine
Visto 22.572 volte
Politica
17 lug 2026
Bassano dice sì al ddl Sicurezza: arrivano le multe ai genitori e il fermo per i minori
Visto 22.159 volte
Attualità
13 lug 2026
Crisi idrica: il Brenta resta a secco, il Veneto dichiara l'emergenza
Visto 21.885 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 21.803 volte
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 21.550 volte
Politica
29 giu 2026
Blitz contro Vannacci: volantini shock al gazebo del movimento
Visto 21.239 volte
Cronaca
17 lug 2026
PFAS, uova dieci volte oltre i limiti: il Pd chiede alla Giunta i dati dei monitoraggi
Visto 21.225 volte
Attualità
09 lug 2026
Pfas nei pozzi privati, il Pd chiede alla Regione verifiche e tempi certi
Visto 21.102 volte