Ultimora
24 Mar 2026 12:48
Accordo libero scambio Ue-Australia, produttori potranno usare nomi come 'prosecco'
24 Mar 2026 12:13
Arriva a Vicenza la musica elettronica di Alva Noto e Christian Fennesz
24 Mar 2026 12:09
Bambino di 4 anni al telefono di casa aiuta sanitari a salvare la mamma
24 Mar 2026 11:20
Nasce a Jesolo il primo registro anti truffa delle locazioni turistiche
24 Mar 2026 09:30
Rapina donna e le chiede un riscatto per riavere la borsetta, arrestato
23 Mar 2026 22:02
Suppletive Camera, Lega verso la vittoria nei due collegi veneti
24 Mar 2026 13:34
Oltre le Labubu, i Funko Pop sono il nuovo fenomeno culturale
24 Mar 2026 13:19
Il Pentagono chiude il 'Corridoio dei corrispondenti' e sposta i media
24 Mar 2026 13:10
È morto Gino Paoli, aveva 91 anni
24 Mar 2026 12:57
++ È morto Gino Paoli ++
24 Mar 2026 11:55
"Donne frustate e lapidate in Iran, speriamo che il regime cada"
24 Mar 2026 12:29
Bambino di 4 anni al telefono di casa aiuta sanitari a salvare la mamma
Il mio Giorno del Ricordo
Considerazioni a margine della serata sull'esodo degli italiani da Fiume, organizzata dall'associazione culturale Destra Brenta a Bassano, di cui chi vi scrive, figlio di esuli fiumani, è stato il relatore
Pubblicato il 09 feb 2019
Visto 4.209 volte
Immaginatevi che domani mattina dobbiate lasciare per sempre la vostra casa, che viene occupata da altri. E di ricevere dopo molti anni, se mai ci riusciate, un misero indennizzo per il bene abbandonato. Di chiudere nelle valigie e nelle casse tutte le vostre cose, per andare in un altrove in molti casi ancora ignoto, in Italia o nel resto del mondo. Di perdere di vista tutti i vostri amici e conoscenti, anch'essi costretti a salutare la loro terra.
E soprattutto di trasformarvi improvvisamente in profughi e di dovervi ricostruire una nuova vita completamente da zero. Ecco: questo è stato il destino riservato agli oltre 330.000 esuli italiani dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, di cui oltre 38.000 dalla sola città di Fiume e circondario.
Ieri sera ho iniziato così il mio racconto sull'esodo fiumano all'incontro intitolato “Erano Italiani - Esuli e Martiri Dimenticati”, organizzato dall'associazione culturale Destra Brenta di Bassano in occasione del Giorno del Ricordo, che ricorre domani.
Una famiglia giuliano-dalmata in partenza per l'esilio (fonte immagine: ilfriuli.it)
Io non sono uno studioso di fatti storici e non posso parlare con competenza scientifica di date, di guerre e di trattati. Ma sono figlio e nipote di esuli fiumani e posso affrontare la questione con cognizione di causa dal punto di vista, privilegiato e quotidianamente vissuto, del testimone. E ho accettato con piacere l'invito del presidente dell'associazione Gianluca Pietrosante, che ha preceduto il mio intervento con un'introduzione storica sull'argomento. Lo avevo fatto, con altrettanto piacere, anche qualche anno fa come relatore ad un incontro del ciclo “Venerdì Storia” alla Biblioteca Civica, dedicato allo stesso tema, su invito del professor Francesco Tessarolo. E lo farò sempre e volentieri con chiunque mi inviti a parlare di questa pagina di storia che scorre nel mio sangue.
Perché bisogna parlarne.
Ancora oggi gli equivoci e la scarsa conoscenza generale sull'esodo in massa degli italiani giuliano-dalmati dalle terre adriatiche nel secondo dopoguerra cedute alla Jugoslavia di Tito, cancellato per decenni dai libri di scuola, offuscano la reale comprensione di quello che è accaduto. Perché per tutta la seconda metà del '900 il dramma della mia gente è stato travisato dall'interpretazione deviante delle ideologie, sia di sinistra che di destra, che ancora oggi fanno fatica a dissolversi. E che sempre e ancora oggi, prevalentemente da sinistra, tendono a inquadrare tutti noi, italiani dai cognomi strani o dai cognomi italianizzati sotto il Fascismo, come dei soggetti misteriosi: forse slavi, forse migranti, forse rifugiati politici, forse soprattutto irredentisti, comunque stranieri in patria.
Tante etichette per una bottiglia che però all'interno è vuota, mancandovi il confortante liquido della consapevolezza storica e culturale del fenomeno.
È difficile spiegare che una popolazione dai cognomi così bastardi - che finiscono in “ich” come il mio, o che sono di origine austriaca o croata o ungherese o boema, e che sono pieni di acca e di kappa - sia stata per la parte maggioritaria di madrelingua, di nazionalità e di sentimento italiano.
Ma come anche a Trieste, questa era una cosa normale nelle città mitteleuropee dell'Impero Asburgico, dove l'incontro e l'incrocio tra i popoli e la creazione di famiglie miste era un processo naturale. Anche e soprattutto a Fiume, fiorente città portuale affacciata sul meraviglioso Golfo del Carnaro, a cui ancora nell'800 fu riconosciuto lo status di “corpo separato” dell'Austria-Ungheria.
Quindi nel 1920, dopo l'impresa di D'Annunzio, diventò addirittura una Città-Stato autonoma a reggenza italiana, per essere poi annessa nel 1924 al Regno d'Italia.
Fino a che, il 3 maggio 1945, non sono entrate in città le armate conquistatrici jugoslave, dando inizio a un anno di terrore con la scomparsa di oltre 550 fiumani, uccisi sul posto o infoibati, per la sola colpa di essere italiani. Era anche l'inizio di un nuovo regime che nei tre anni successivi avrebbe portato quasi 40.000 italiani di Fiume a “optare” per l'abbandono della città, della propria casa, di tutto.
Italiani due volte, per origine e per scelta, ma visti di cattivo occhio e accolti con sospetto da buona parte della popolazione della stessa madrepatria italiana che era uscita da poco dalle macerie della guerra, che li ha sin dall'inizio bollati come “forestieri” (per usare un termine elegante), perché provenienti da una regione oramai diventata definitivamente slava, e come “fascisti”, perché reduci da quasi vent'anni di Regno d'Italia - come se il resto della penisola fosse immune dal problema - e perché fuggiti dalla Jugoslavia comunista del maresciallo Tito. Come se gli oltre 300.000 esuli dalle terre adriatiche sparsi per il mondo, in grandissima parte persone e famiglie normali come la mia, fossero stati tutti corresponsabili del regime autoritario e conniventi con le degenerazioni belliche del Ventennio mussoliniano. Ignoranza e riluttanza anche politica a comprendere ciò che è stato e perché: sono state le vere lenti deformanti della lettura storica dell'esilio, perpetuatesi per almeno sessant'anni e ancora dure a morire.
Non ripropongo in questo articolo le cose che ho raccontato all'incontro sull'esodo fiumano promosso da Destra Brenta. Ritengo che chi ieri sera ha deciso di uscire da casa per venire ad ascoltarmi abbia il diritto di essere il destinatario esclusivo di una testimonianza che attraverso le vicende storiche della mia famiglia, in rappresentanza di migliaia di altre famiglie di esuli, ho voluto rendere pubblica per offrire un momento di informazione oggettiva, di divulgazione non ideologizzata e anche, lo spero, di arricchimento culturale. Tuttavia questa è anche l'occasione per ribadire quanto questa triste pagina di Novecento necessiti ancora di essere scoperta e possibilmente, una volta per tutte, distaccata dal filtro fuorviante del pregiudizio storico e del giudizio di parte.
Tra i tantissimi documenti e ricordi che ancora conservo a casa, c'è una cartolina che raffigura una striscia coi colori della bandiera fiumana (rosso porpora, giallo e blu) che avvolge idealmente tre monumenti-simbolo della città: la Cripta di Cosala, la Torre Civica e la Chiesa di San Vito. Sul retro c'è una scritta a penna con la calligrafia di mio padre: “Partito da Fiume il 20 VI 1948”. Un biglietto di sola andata che mi fa ritornare, fisicamente appena posso ma anche con la mente e soprattutto con il cuore, sempre là.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Il 24 marzo
- 24 mar 2025Full Metal Grappa
- 24 mar 2024Mostar del Grappa
- 24 mar 2024Campagnolo All Stars
- 24 mar 2023Supersquadra Pedemontana
- 24 mar 2023Risotto di scintille
- 24 mar 2022Ciao Amici
- 24 mar 2022Back in the U.S.S.R.
- 24 mar 2021Attenti a quei due
- 24 mar 2018C'è posto per te
- 24 mar 2018I faketotum
- 24 mar 2017Open Days
- 24 mar 2017“I Come From”: da domani spazio ai bambini
- 24 mar 2017Museo Biblioteca Asparago
- 24 mar 2015Je Suis Le Pont
- 24 mar 2015Jackpot mancato
- 24 mar 2015Cartigliano, spacca i vetri delle auto per rubare occhiali
- 24 mar 2014Tezze x 2
- 24 mar 2014Voto di fede
- 24 mar 2012Bassano, la prima volta di Futuro e Libertà
- 24 mar 2011Bassano senza frontiere
- 24 mar 2010Agricoltura a Romano: chi, come e dove
- 24 mar 2010On line il tracciato della Pedemontana
- 24 mar 2009Il giorno dei Bersaglieri
Più visti
Politica
17 mar 2026
Giustizia al bivio: il fronte del “No” illustra perché opporsi alla riforma
Visto 14.777 volte
Politica
18 mar 2026
Giustizia, la svolta del Sì: «Liberiamo il merito dal peso delle correnti per un giudice davvero indipendente»
Visto 13.822 volte
Geopolitica
19 mar 2026
Gli Houthi nello Yemen restano in disparte nella guerra USA-Israele contro l’Iran
Visto 9.177 volte
Attualità
23 mar 2026
Nodo giovani, il piano del Comandante Berti per presidiare Bassano
Visto 8.439 volte
Attualità
20 mar 2026
Bassano del Grappa rafforza la rete tra cultura, sport ed educazione
Visto 8.187 volte
Attualità
17 mar 2026
Sicurezza al Centro studi: il Comune lancia una cabina di regia
Visto 8.186 volte
Attualità
14 mar 2026
Uniti per il Centro Studi: comitati dei genitori al lavoro su strategie e sicurezza
Visto 20.450 volte
Attualità
01 mar 2026
Asparago-gate: “Serve più dialogo tra produttori e ristoratori”
Visto 18.803 volte
Geopolitica
03 mar 2026
Possibile vertice tra Corea del Nord e Stati Uniti in Cina
Visto 15.088 volte
Politica
17 mar 2026
Giustizia al bivio: il fronte del “No” illustra perché opporsi alla riforma
Visto 14.777 volte
Politica
22 feb 2026
Assistenza agli anziani, i Comuni al limite: dal Pd appello alla Regione
Visto 14.404 volte
Politica
18 mar 2026
Giustizia, la svolta del Sì: «Liberiamo il merito dal peso delle correnti per un giudice davvero indipendente»
Visto 13.822 volte



