Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 03-10-2018 22:41
in Attualità | Visto 1.896 volte
 

Eppur si muove

A che punto è la relazione Rizzo? La risposta scritta dell'Amministrazione comunale all'interrogazione del consigliere Mariano Scotton

Eppur si muove

Foto Alessandro Tich

Nel giorno del settantesimo anniversario dell'inaugurazione del Ponte ricostruito nel 1948, di cui ho scritto nell'articolo precedente, ritorno ad occuparmi della relazione Rizzo.
Già: proprio del fatidico “X File” da cui dipendono le sorti dell'attuale progetto esecutivo di ripristino e consolidamento del manufatto, trattandosi della verifica strutturale - prevista obbligatoriamente dalla convenzione del 3 marzo 2016 tra Comune di Bassano e Ditta Bortolo Nardini Spa - della fattibilità dell'intervento nella spalla sinistra del monumento di proprietà Nardini. È finalmente arrivata, infatti, la risposta scritta dell'Amministrazione comunale all'interrogazione presentata lo scorso fine agosto dal consigliere comunale di Forza Italia Mariano Scotton, sottoscritta anche da tutti i capigruppo delle minoranze consiliari di centrodestra e intitolata “A che punto è la relazione dell'ingegnere Rizzo circa la verifica strutturale dell'unità strutturale Ditta Nardini in sinistra idrografica, in funzione dei lavori di ripristino e consolidamento del Ponte degli Alpini?”.
Come già scritto nel nostro cliccato articolo “Tutto il Rizzo minuta per minuta”, da quell'interrogazione abbiamo appreso - sulla base del disciplinare di incarico all'ingegner Giorgio Rizzo di Oderzo - che l'arduo compito affidato al professionista esterno è suddiviso in tre fasi distinte. Vale a dire una “Fase A” che riguarda le “analisi preventive” sulla spalla e sui fabbricati Nardini, da completare entro 30 giorni dalla data dell'ultimo rilievo effettuato all'interno della proprietà privata.
C'è quindi una “Fase B” - che è la parte più impegnativa dell'incarico - relativa alle analisi strutturali vere e proprie, da elaborare entro 90 giorni dalla data dell'ultimo rilievo.
Non manca infine una “Fase C”, riferita alla “progettazione” di eventuali modifiche agli interventi di rinforzo della spalla sinistra, da svolgere entro 30 giorni dal completamento delle analisi strutturali. L'interrogazione rivela inoltre le disposizioni della clausola 9 del disciplinare di incarico, la quale impone che” tutta la documentazione sarà presentata in minuta prima della sua definitiva stesura all'Ufficio Tecnico Comunale” e che “avuto l'assenso, il professionista provvederà a predisporre tutti gli elaborati previsti dal presente disciplinare, secondo la normativa vigente al riguardo”.
Ebbene: dalla risposta pervenuta a firma del vicesindaco e assessore alla Cura Urbana Roberto Campagnolo, su documento intestato del Comune-Area Quarta Lavori Pubblici, veniamo innanzitutto a scoprire che quando parliamo di “relazione Rizzo”, utilizziamo un termine improprio. Non è prevista infatti la stesura di una relazione, ovvero di un documento unico generale e definitivo. All'ultima domanda dell'interrogante, e cioè “conoscere la data in cui l'elaborato finale sarà predisposto”, si risponde che il disciplinare di incarico “non prevede un elaborato finale ma la predisposizione di documentazione tecnica secondo tre fasi: A) analisi preventive; B) analisi strutturali; C) progettazione”.
Insomma: una verifica a pezzetti.
Il primo punto dell'interrogazione consiliare chiede “se sono già state raccolte nuove informazioni utili per la fase di analisi dell'interazione Ponte-Fabbricato”.
“Il professionista incaricato - è la replica del Comune - ha acquisito tutta la cartografia e le relazioni disponibili sui fabbricati esistenti e sulla spalla, ha inoltre attivato le verifiche sul posto finalizzate alle predisposizione della relazione sulle analisi preventive, come definito all’art. 4 del disciplinare di incarico professionale relativo ad attività di verifiche strutturali dell’unità strutturale Ditta Nardini in sinistra idrografica.”
Scotton chiede quindi “di conoscere lo stato attuale” dell'incarico conferito “ed in particolare in quale delle tre fasi l’incarico è stato svolto”.
“L’incarico è stato svolto per la Fase A come previsto dal disciplinare di incarico - Analisi preventive - risponde l'Amministrazione comunale -. Il professionista ha acquisito tutta la documentazione tecnica disponibile sui fabbricati e sulla spalla del Ponte che ha analizzato con cura. Ha poi attivato ed eseguito un dettagliato rilievo geometrico-strutturale.” “Tale attività - aggiunge il testo di risposta - non è stata possibile in tempi brevi in quanto i sopralluoghi sono stati concordati con la proprietà Nardini; inoltre, tutti i locali sono occupati da attività commerciali/lavorative o con funzione abitativa, con pavimenti, pareti e soffitti ricoperti di mobili o finiture che non ne hanno permesso un rilievo geometrico immediato.”
Infine l'interrogante desidera conoscere “se risultano già depositati documentazione o elaborati in ottemperanza e adempimento alla clausola n. 9 del disciplinare di incarico”. Orbene, signore e signori, la risposta è “sì”. L'Amministrazione conferma che è stata depositata la documentazione tecnica della Fase A - Analisi preventive, acquisita al protocollo del Comune lo scorso 20 settembre. E riguardo specificatamente alle “minute”, si affretta a chiarire che si tratta di “una dicitura che viene di norma inserita nei disciplinari di incarico che prevedono attività di progettazione perché la Stazione Appaltante possa verificare la chiarezza e la completezza degli elaborati predisposti dal professionista esterno, nel rispetto alla normativa vigente”.
Il consigliere Mariano Scotton, in merito alle risposte fornite dall'assessore e dagli uffici di riferimento, non rilascia al momento dichiarazioni, riservandosi di esprimere le proprie osservazioni nella sede competente e cioè nel prossimo consiglio comunale.
Ma intanto, proprio questa mattina, ha già fatto richiesta di accesso agli atti per acquisire la documentazione dell'ingegnere di Oderzo protocollata una quindicina di giorni fa.
La fatidica vicenda della relazione Rizzo che in realtà non è una relazione - in questo che è anche il momento dell'attesa della firma del nuovo contratto di appalto con la INCO e della successiva consegna del cantiere, con relativa dichiarazione sulla disponibilità delle aree cantierabili - comincia a far trasparire qualche spiraglio di conoscenza.
Ma ci è voluta l'iniziativa di un consigliere di minoranza perché dal Palazzo uscissero le prime, per quanto generiche, informazioni. Tutto dunque, sulla spalla Nardini, appare ancora in sospeso: eppur si muove.

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