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L'album dei ricorsi
Centralina idroelettrica: la giunta comunale impugna innanzi al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche il parere formale del Genio Civile di approvazione del progetto esecutivo. È il terzo ricorso della serie
Pubblicato il 02-07-2018
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La Regione dice sì, il Comune dice no. Il Genio Civile dice nuovamente sì, il Comune dice nuovamente no. A Bassano continua a risuonare l'infinito valzer della centralina idroelettrica di via Pusterla. Attualmente, sulla dibattuta questione, è già in corso un contenzioso innanzi al T.S.A.P. (Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche) tra l'ente pubblico e il promotore privato della centralina Società Belfiore '90 di Bortoli Antonio & C. Snc. La disputa giudiziaria è conseguente all'impugnazione, da parte dell'Amministrazione comunale, del Decreto regionale n. 189 del 27 ottobre 2016 di autorizzazione alla costruzione e all'esercizio dell'impianto “con riutilizzo delle opere di derivazione esistenti sul fiume Brenta” e del verbale della Conferenza dei Servizi decisoria del 26 ottobre 2016.
Successivamente, il 23 gennaio 2018, la giunta comunale ha deliberato di promuovere un ulteriore “ricorso autonomo e/o per motivi aggiunti” al T.S.A.P., contro la Regione Veneto e il Genio Civile, contestando la documentazione integrativa progettuale sulla centralina, presentata dalla Belfiore '90 presso la cancelleria del Tribunale, che secondo il governo cittadino sarebbe stata “irritualmente depositata”.
Ora si aggiunge il terzo atto. Il 23 marzo 2018 il Genio Civile di Vicenza ha rilasciato il proprio parere formale definitivo di approvazione del progetto esecutivo della centralina. E la giunta Poletto ha ritenuto di opporsi anche a questo provvedimento, tramite una nuova impugnazione presso il T.S.A.P.
Il rendering della centralina idroelettrica di via Pusterla (archivio Bassanonet)
La motivazione dell'atto comunale? È contenuta nella delibera di giunta che sancisce la decisione ed è un capolavoro di avvocatese, e cioè di quel linguaggio giuridico che sembra fatto apposta per disorientare il comune cittadino: è stata cioè ravvisata l'opportunità di promuovere l'impugnazione “al fine di evitare che la controparte eccepisca il venir meno dell'interesse del Comune di Bassano del Grappa alla coltivazione del precedente ricorso per motivi aggiunti del 23.01.2018 avverso il parere sostanziale rilasciato dallo stesso Genio Civile”.
Chi ci capisce è un Genio. Tento comunque di spiegare la cosa.
Il 22 novembre 2017 l'Ufficio del Genio Civile, dopo avere valutato gli elaborati di progetto trasmessi dalla Società Belfiore '90 (solo alcuni elaborati del progetto esecutivo) aveva emesso un parere “sostanziale” nel quale si affermava che “la metodologia di intervento proposta da codesta Ditta sia idonea a garantire l’esecuzione degli interventi alla realizzazione della centralina idroelettrica in condizioni di sicurezza per la stabilità/staticità dei manufatti limitrofi”. “Tuttavia, per pura correttezza - continuava il documento del Genio Civile di Vicenza -, si informa che il parere “formale” dello scrivente potrà essere rilasciato solo dopo l’inoltro dell’intera documentazione relativa al progetto esecutivo …”. Detto in due parole: la documentazione di progetto completa alla fine è arrivata e l'Ufficio del Genio Civile ha riconfermato, con parere questa volta formale, che la centralina si può fare.
Per esprimere la propria contrarietà a tale provvedimento, la giunta comunale tira fuori la motivazione di sempre, già contenuta nei due precedenti ricorsi: e cioè la vicinanza dell'“area di progetto” dell'impianto idroelettrico con il Ponte di Bassano.
Nella delibera infatti si ricorda che “il Ponte Vecchio rappresenta il simbolo per eccellenza della città di Bassano del Grappa” e attorno ad esso “si sviluppa, inoltre, un contesto storico, artistico e monumentale preziosissimo” costituito da una serie di edifici che di seguito vengono elencati. “Questa Amministrazione comunale - continua il testo - ritiene imprescindibile garantire e difendere le attuali condizioni di conservazione materiale, di visibilità complessiva, di lettura stilistica e storico-artistica del contesto architettonico che si sviluppa attorno al Ponte Vecchio, al fine di mantenere integro il loro connaturato contesto identitario e storico e non depauperare la percezione dei beni culturali citati.”
Ergo: la giunta bassanese ha dato dunque il via libera a un nuovo “ricorso per motivi aggiunti” innanzi al T.S.A.P. contro il parere formale definitivo del Genio Civile di approvazione del progetto esecutivo della centralina idroelettrica. Una costituzione in giudizio che, ribadisce la delibera, “mira a salvaguardare il contesto storico, artistico e monumentale che si sviluppa attorno al Ponte Vecchio, un contesto preziosissimo per la città di Bassano del Grappa”.
Il servizio di patrocinio legale per la formale costituzione in giudizio e per l'affidamento dell'incarico della difesa e rappresentanza legale dell'ente nel giudizio medesimo è stato conferito all'avvocato Pierfrancesco Zen dello studio legale Zen & Parolini di San Martino di Lupari (Pd), che percepirà un compenso complessivo, comprensivo degli oneri di legge, di 4.776,45 euro. Si tratta dello stesso avvocato che già rappresenta il Comune di Bassano per i due ricorsi precedenti: il suo monte-parcelle, e cioè il totale dei compensi deliberati a suo favore dall'Amministrazione pubblica per i tre procedimenti in corso presso il T.S.A.P., ammonta adesso a oltre 25 cocuzze. Dove, come sempre, 1 cocuzza = 1000 euro.
E così, nel giro di pochi anni e di poche decine di metri, tra il Ponte Vecchio da una parte (a proposito, affermare oggi di difenderne “le attuali condizioni di conservazione materiale e di visibilità complessiva” appare quantomeno improprio) e la centralina idroelettrica dall'altra, si arricchisce ulteriormente l'album dei ricorsi.
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