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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 07-05-2018 20:23
in Attualità | Visto 2.197 volte

L'imperativo categorico

“Commissariare i lavori del Ponte”. Le categorie economiche bassanesi prendono posizione, definiscono la situazione “inaccettabile” e chiedono ufficialmente al governatore Zaia di assumere il provvedimento

L'imperativo categorico

Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet

Visti tutti i “gialli” ancora da risolvere nell'intricata vicenda del suo restauro, al Ponte di Bassano sarebbe probabilmente molto più utile il commissario Rex.
Ma il commissario di cui da qualche giorno la città si sta riempiendo le orecchie è di tutt'altro tipo: un commissario straordinario, a cui la legge dà il potere di operare tramite procedure accelerate, in deroga alle normative vigenti.
Secondo le associazioni di categoria del territorio, riunite nel Tavolo delle Categorie Economiche Bassanesi, è proprio questa la soluzione da intraprendere per sbloccare definitivamente lo stallo del cantiere senza inizio per riuscire a portarlo finalmente ad una conclusione. Lo dichiarano le stesse associazioni categoriali, in una nota trasmessa in redazione da Confartigianato Bassano nella quale si sottolinea che “vista la grave situazione venutasi a creare sulla questione del Ponte Vecchio, le categorie economiche del Bassanese si sentono in dovere di dire la loro in difesa del simbolo della città e dell’intero territorio”.
“Un’opera progettata dal grande architetto Andrea Palladio nel 1569 - prosegue il comunicato - rischia infatti un blocco per diatribe giudiziarie che si potrebbero protrarre per mesi se non addirittura anni.”
“Quello che tutti noi ritenevamo inimmaginabile, purtroppo si è realizzato” - dichiara, esprimendo il suo rammarico, il presidente di Confartigianato Bassano e coordinatore del Tavolo Sandro Venzo, in rappresentanza di tutte le associazioni di categoria del territorio. “È uno strazio - aggiunge Venzo - constatare la situazione che si è creata e vedere questo monumento così ridotto. Tutte le categorie economiche vivono questa vicenda come uno sfregio per la nostra città e il danno d’immagine è qualcosa che pagheremo negli anni. Non vogliamo entrare nel merito tecnico della vicenda, ma in un paese normale questi problemi sarebbero affrontati e risolti, qua invece vince la burocrazia.”
La sofferta situazione del Ponte non preoccupa le categorie solamente per i problemi legati al progetto, all'appalto e al cantiere ma anche per le conseguenze che una simile vicenda provoca sull'indotto dell'economia comprensoriale.
Come sottolinea la nota, infatti, “il Bassanese da sempre si contraddistingue per un territorio estremamente attento al patrimonio culturale e storico, gode infatti di ricchezze artistiche e naturalistiche importanti che sono da traino al turismo locale, una delle fonti economiche di quest’area”.
“Abbiamo letto nelle settimane scorse - continua Sandro Venzo - la disponibilità del governatore Luca Zaia a fare da commissario straordinario al Ponte, vista la situazione che si stava già profilando. A questo punto siamo noi a chiedere ufficialmente alla Regione di considerare questa possibilità e di affrontare la questione con poteri straordinari, commissariando i lavori del Ponte.”
“Questa risoluzione - conclude - sarebbe utile anche all’Amministrazione comunale che potrebbe così bypassare lo stallo provocato dalla causa legale permettendo di riprendere quei lavori che ad oggi sono fermi e che rischiano di esserlo per tempi molto lunghi.”
È l'imperativo categorico che si leva dai rappresentanti del mondo delle imprese.
Varda ben, Zaia, e fa' puìto.

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