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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it

Attualità

La città del fai da te

Capolavoro di creatività urbana nello stretto cunicolo di via Da Ponte delimitato dalle recinzioni di cantiere per l'adeguamento della rete idrica e fognaria

Pubblicato il 04-05-2018
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Da alcune settimane, e chissà per quanti giorni ancora, il principale ingresso pedonale al centro storico di Bassano è rappresentato da un cunicolo.
Si tratta della strettoia all'inizio di via Jacopo da Ponte, per chi arriva da viale delle Fosse, delimitata dal recinto dell'area di cantiere per l'adeguamento delle rete idrica e fognaria.
È solo il primo lotto dell'intervento commissionato da Etra ed eseguito dalla Brenta Lavori: gli inevitabili disagi proseguiranno ancora in zona (oltre a questa parte di via da Ponte anche in parte di vicolo Da Ponte e nel tratto di attraversamento di viale delle Fosse fino all'ex chiesa di San Bonaventura nel complesso di ciò che rimane del vecchio ospedale) e l'intervento si concluderà, “salvo imprevisti” come specificato nel sito internet del Comune, il 31 maggio 2018.

Foto Alessandro Tich

Dallo scorso 3 aprile il budello provvisorio costituisce quindi l'accesso privilegiato al cuore della città per chi proviene dalla stazione, dal parcheggio “Le Piazze” e dai quartieri prossimi a viale Venezia. Percorrere la strozzatura nelle ore e nei giorni di punta, in entrambi i sensi di marcia, è una formativa esperienza di training autogeno: bisogna armarsi di pazienza, soprattutto se si ha fretta, mettersi in fila e adeguarsi all'andamento lento del flusso pedonale tra persone anziane a cui non si può certo chiedere di marciare come all'adunata degli Alpini, capannelli di persone ferme all'esterno della pizzeria e persone impegnate in uno slalom speciale a ineluttabile passo di lumaca con la bici trascinata a mano. Un flusso consistente e continuo: un pomeriggio - e non era neppure il fine settimana - mi sono seduto a bere qualcosa a un tavolino del bar Fontana e mi sono accorto del passaggio ininterrotto, in una direzione e nell'altra, di esploratori del cunicolo. Un fenomeno di cui non ti accorgi quando invece l'ingresso est di via da Ponte è aperto e percorribile nella sua interezza. Il corridoio ristretto di via da Ponte ha inoltre trasformato in necessità una virtù che spesso contraddistingue questa città, chiamata a conformarsi alle situazioni derivanti da cantieri, ordinanze comunali e simili: quella dei fai da te. Ovvero l'italianissima arte di arrangiarsi per rendere il meno disagevole possibile la convivenza coi lavori in corso. A inaugurare questa particolare forma di bricolage civico è stata la farmacia, la più penalizzata dal blocco della via nella fase iniziale dei lavori, che grazie a trattative condotte sul posto coi lavoratori della ditta è riuscita ad ottenere l'apertura di passaggio “intermedia” tra le transenne, a beneficio anche degli altri operatori di largo Corona d'Italia. A vivacizzare il triste anfratto cittadino ci ha poi pensato la titolare del dirimpettaio negozio di biancheria intima, pure danneggiata dal transito a scartamento ridotto, che in alcune giornate ha affisso sulla recinzione del cantiere un poster, con la foto della splendida modella di turno, reclamizzante uno degli articoli in vendita nella sua bottega. Roba che neanche il calendario del mio meccanico di fiducia.
Ora però è comparso il capolavoro. Ed è un foglietto A4, affisso sulla recinzione del cantiere lato viale delle Fosse e inserito in una busta di plastica per renderlo insensibile alla pioggia, sul quale una mano pia ha stampato una freccia in direzione delle piazze con la scritta: “Centro e negozi”. Una indicazione che corrisponde a un messaggio in bottiglia che sembra volerci dire: “Noi siamo là, non abbiate paura, attraversate lo stretto anche se non sapete nuotare e venite a trovarci”. È l'apoteosi della creatività urbana: l'arte di adattarsi, sempre e comunque, ai problemi della città che diventano, malgrado tutto, fonti di ispirazione per lo spirito di iniziativa.

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