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Ponte, il Ministero “congela” il Comune

Il Ministero dei Beni Culturali chiede alla Soprintendenza e al Comune di Bassano un “approfondimento di indagine” sul restauro del Ponte degli Alpini, dopo le osservazioni degli architetti e ingegneri contrari al metodo di intervento

Pubblicato il 05 feb 2016
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Clamoroso sviluppo per il restauro del Ponte degli Alpini a Bassano.
Il Ministero dei Beni Culturali, che finanzia l’intervento con 3 milioni di euro, chiede un “approfondimento di indagine” prima di far partire i lavori, il cui inizio - dopo l’affidamento della gara di appalto alla Costruzioni Nico Vardanega Srl di Possagno - era stato annunciato per gennaio, e che già sarebbe partito quindi in ritardo rispetto ai tempi previsti.
Una lettera trasmessa dalla Direzione Generale Belle Arti e Paesaggio del Ministero, a firma del direttore generale arch. Francesco Scoppola e indirizzata - tra gli altri - alla Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio di Verona, al Segretariato Regionale del Ministero dei Beni Culturali del Veneto e al sindaco di Bassano del Grappa Riccardo Poletto e pervenuta oggi, prescrive infatti di “approfondire la procedura decisa per il restauro”, accompagnata “dal confronto con altre soluzioni progettuali di restauro”.

Il Ministero interviene a seguito delle osservazioni trasmesse dal Gruppo di Riferimento Territoriale dagli architetti e ingegneri di Bassano del Grappa e da architetti e ingegneri dell’Università IUAV di Venezia (primo firmatario il prof. Enzo Siviero) che contestano il metodo prescelto per il ripristino e consolidamento statico del Ponte, elaborato dal prof. Claudio Modena, che prevede tra le altre cose l’inserimento di una maxi trave reticolare il legno e acciaio al posto della massicciata, già peraltro rimossa.
Una soluzione che i professionisti del settore contrari al sistema di intervento - che nella lettera al Ministero hanno anche richiesto la sospensione delle procedure di affidamento dei lavori - ritengono incongrua con le funzioni e con la storia architettonica del manufatto palladiano.
“Il ponte storico - si legge nella comunicazione ministeriale - versa attualmente in condizioni precarie e l’Amministrazione ha approvato un progetto esecutivo che ha sollevato molte considerazioni negative e polemiche da parte dell’opinione pubblica e della comunità scientifica, soprattutto in relazione ad aspetti costruttivi che entrerebbero in conflitto col “modello architettonico”, come si legge nelle relazioni in questa sede pervenute e trasmesse anche ai competenti enti territoriali, sul contenuto delle quali sarebbe in ogni caso opportuna un’attenta riflessione.”
“Si invitano pertanto codesti Uffici territoriali - scrive il Ministero alla Soprintendenza di Verona e al Comune di Bassano del Grappa - a fornire le proprie valutazioni in merito alla compatibilità dell’intervento programmato con le ragioni di tutela del monumento storico e in relazione alle eventuali confliggenti interferenze con la concezione strutturale del ponte e la sua realizzazione architettonica.”
Nel bel mezzo dell’inverno, un’autentica doccia gelata.

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