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Ah, la nostra Bassano: se non ci fosse, bisognerebbe inventarla.
Una città dove i “contrari a prescindere”, qualunque sia la cosa trattata, non mancano mai e dove qualsiasi argomento - dai grandi temi cittadini alle più futili cazzatine - suscita invariabilmente discussioni e polemiche. Facendo del partito dei “mai contenti” la vera forza di maggioranza relativa della città.
Il che, per chi svolge il mio mestiere, rappresenta una inesauribile miniera da cui estrarre articoli e editoriali.
Fonte immagine: rotopino.it
Del filone “dibattito infinito” fa parte a pieno diritto la vicenda del Polo Museale Santa Chiara, di cui ci stiamo ampiamente occupando in questo periodo.
E ci mancherebbe altro, vista la rilevanza di una decisione (Polo Museale versus Teatro) che si rivela epocale per il futuro della città.
Ma ora un’altra fondamentale questione di attualità sta dividendo gli animi cittadini: l’albero di Natale in piazza Libertà. E' notizia ormai condivisa, infatti, l'intenzione dell'Amministrazione comunale di posizionare in piazza - quale nuovo “custode” delle casette di legno e tagliando di netto con la consolidata tradizione - un albero 2.0.
Già ribattezzato dai suoi detrattori (e non sono pochi) “l'abete di metallo”, il nuovo abat-jour delle Festività bassanesi avrà un “design innovativo”, sarà alto 13 metri e mezzo e funzionerà con 12mila luci a led.
Una techno-struttura che renderà ancora più luminosa la scena piazzaiola natalizia, evitando il rito sacrificale dell'abete vero, illuminato con le lucette tradizionali, che ogni anno veniva donato alla città di Bassano del Grappa dal Comune di Enego.
Queste almeno le intenzioni dell'assessore comunale all'Innovazione Giovanni Cunico, l'amministratore pubblico maggiormente coinvolto nella riforma tecnologica del simbolo della Festa, e maggiormente convinto della validità dell'idea, e in quanto tale più esposto alle critiche che ancora in pieno autunno si sono già scatenate soprattutto sulla Rete.
C'è chi, sui social, ha acceso la miccia sottolineando come gli alberi a led non siano un'idea dell'amministrazione di Bassano “ma erano presenti a Vicenza già l'anno scorso”, aggiungendo che “Variati ci impone anche come dobbiamo allestire l'albero di Natale in casa nostra” (© by “Pietro Morlin”).
Ne è conseguito un fitto dibattito cittadino che sta mettendo in contrapposizione i filo-modernisti pro albero Atlas Ufo Robot e i tradizionalisti che altro non vorrebbero vedere in piazza se non il caro, vecchio e rassicurante abete dell'Altopiano.
Potete dunque immaginarvi con che gusto - e lo dico sinceramente - mi sono letto oggi gli ultimi aggiornamenti sulla questione, con un'intera pagina dedicata all'argomento dal “Giornale di Vicenza”.
Antologica, in tal senso, la dichiarazione della consigliera di Impegno per Bassano e già candidata sindaco del centrodestra Federica Finco, riportata dal quotidiano: “Ora ci manca soltanto un Babbo Natale vestito da Transformer”.
Un'efficace frase pepata, in puro stile finchiano, per esprimere il totale dissenso nei confronti di “uno scheletro di acciaio che, come tutto il resto, sarà imposto ai bassanesi, grandi e piccoli, senza averli interpellati”.
L'assessore Cunico, da un altro angolo della pagina, non si capacita delle polemiche in anticipo e invita di fatto a non giudicare prima di aver visto l'albero, ovvero di “attendere almeno il 21 novembre, quando sarà acceso”.
Ho la netta sensazione che da qui all'Avvento, su questo argomento-top, ne avremo ancora da sentire e quindi da scrivere.
Teniamoci tutti pronti, dunque, a dire la nostra sul nuovo abete artificiale di Bassano, una volta finalmente allestito e acceso: scommessa natalizia di un'Amministrazione alla luce del Led.
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