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La formula del Pi Greco
Ha fondato 20 anni fa il circolo di Forza Italia a Bassano. Da allora è rimasto fedele alla causa del centrodestra. Ma ora Giovanni Greco contesta l'attuale politica e classe dirigente e annuncia: “Lancio un progetto per i moderati”
Pubblicato il 10 ott 2014
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A Bassano, Forza Italia sta a Giovanni Greco come il Milan sta a Silvio Berlusconi. Fatte le debite proporzioni, ovviamente. Una fede coerente negli anni, e un attaccamento alla bandiera che gli va riconosciuto, in questi tempi di troppi saltimbanchi e cambiatessere in politica.
Greco, avvocato di professione, è del resto uno dei tre co-fondatori del circolo di Forza Italia nella nostra città, sorto nel 1994. E' stato responsabile locale del partito fino al '97, continuando poi a far parte dei vari direttivi. E adesso che Forza Italia, come dice lui stesso, “non ha una struttura locale” non riveste incarichi di sorta, ma rimane sempre un referente autorevole degli azzurri in riva al Brenta, con ampia voce in capitolo. Una voce che nel centrodestra locale esprime forti toni di dissenso riguardo a quella che per Greco è l'attuale mancanza di una autentica classe dirigente in grado di affrontare le questioni cruciali del territorio e di rapportarsi con la base. Perdendosi, a suo dire, in quisquilie di Palazzo.
L'input della nostra conversazione è infatti l'elezione alla presidenza di una delle commissioni consiliari del Comune di Bassano del capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Mariano Scotton, che ha portato il segretario bassanese della Lega Nord Luciano Todaro a parlare di “soccorso azzurro” nei confronti dell'attuale maggioranza di centrosinistra in vista anche delle imminenti elezioni per il presidente della Provincia. “Non vorremmo che determinate “nomine” nella nostra Città - scriveva Todaro in una nota stampa pubblicata anche da Bassanonet - altro non siano che i “30 denari” da scambiare con il voto favorevole pro Variati in Provincia, dato che i Consiglieri Comunali votano e che i voti di Bassano sono voti “pesanti”.”
Giovanni Greco, avvocato e attivista politico, nel suo studio legale a Bassano (foto Alessandro Tich)
Greco non entra nel merito della questione, con relativa polemica a distanza, ma la usa come spunto per allargare il tiro su “un certo modo di fare politica” che non gli va a genio, in funzione anche di un centrodestra che da un passato politico e amministrativo dominante in città sembra aver perso la bussola del consenso da recuperare e degli obiettivi da raggiungere.
Da qui la volontà - dopo vent'anni esatti di fedeltà all'idea e ai valori di Forza Italia prima, durante e dopo il PdL - di lanciare un progetto “che faccia nascere qualcosa” nell'area moderata. E' la formula del Pi Greco, ma tutta ancora da costruire e da definire.
Dunque, Giovanni Greco, far nascere che cosa?
“A Bassano, così come nel territorio, non esiste una rappresentanza politica in grado di dare visibilità ai moderati, cittadini che non si riconoscono in un modo di far politica estremistico. Quello che ritengo importante è far sorgere qualcosa che sia di riferimento per i moderati, anche se la parola “moderato” può voler dire tutto e niente. Serve la capacità di trovare una classe dirigente che veda la politica come servizio, perché fatta da persone che hanno già il loro lavoro, e non la politica come occupazione di posti a tutti i titoli. La vicenda della presidenza della commissione consiliare data a Mariano Scotton evidenzia il distacco tra quello che è “l'eletto” e la base. Cioè le scelte su queste cose sono avvenute senza che ci sia stato modo di poter confrontare una linea politica. Io credo che sia giunto il momento di cominciare a fare in modo che la politica si faccia veramente in maniera diversa.”
Che cosa non le va dell'attuale modo di fare politica?
“Se alcune scelte si fanno è perché dietro ci sono altri interessi. Non mi riferisco a Scotton, sia chiaro, ma alla situazione generale prima ancora di questa vicenda. Non è possibile che solo in occasione delle elezioni si venga mobilitati solo per fare i portatori d'acqua a persone che hanno come unico scopo nella vita quello di fare politica e una volta eletti non lanciano un confronto e una discussione sulle cose. Nel centrodestra c'è la tendenza alla mobilitazione solo in funzione di un immediato risultato elettorale, poi la discussione è zero. Fare politica in questo modo porterà disastri nel territorio, perché nessuno sta affrontando quelli che sono i nodi del futuro del territorio.”
Ovvero?
“Questo territorio nel 2001-2002 ha perso la battaglia per Bassano Provincia. Da quel momento la classe dirigente del centrodestra non discute di quello che sarà il futuro del territorio. Pensiamo al Tribunale, alla Valdastico Nord che se sarà realizzata taglierà il Bassanese dalle direttrici strategiche della regione, all'azienda americana che ha rinunciato ad aprire qui da noi uno stabilimento. Il territorio non è più appetibile e nessuno si è chiesto i perché di questa cosa. Si parla solo di careghe e careghette ma non discutono per nulla del futuro, e la gente per bene si trova completamente spaesata.”
Lei comunque ritiene che questo territorio ha ancora delle frecce al proprio arco...
“Abbiamo un territorio dalle potenzialità enormi, ma nessuno mette il dito nelle piaghe e nelle pieghe dei problemi. Ad esempio Etra fa solo utili, ma non distribuisce niente al territorio e nessuno dei sindaci, tranne qualche eccezione, ha osato dire nulla. Manca l'indicazione di dove stiamo andando, che classe dirigente è questa?”
E allora?
“Allora io ritengo che ci sia e ci debba essere uno spazio per i moderati, persone per bene che abbiano voglia di far politica non per mestiere ma che lo facciano per spirito di servizio, perché credono a un progetto per il territorio e hanno voglia che il territorio cresca. Se non si mettono adesso persone nuove non ci resta che lanciare un grido di allarme. Smettiamola di discutere solo di posti a sedere, di far piccole battaglie per le commissioni di un Comune. Pensiamo ai veri problemi del comprensorio. La giustizia è in mano ai veneti.
Ci sono due veneti eletti nel CSM e un altro veneto entrerà a far parte della Corte Costituzionale. Ma il Veneto non riesce a fare squadra per il Tribunale di Bassano del Grappa. C'è un decreto dello scorso febbraio del Ministero che dà la possibilità al presidente del Tribunale di Vicenza Carbone di attivare Bassano per le cause a cui Vicenza non riesce a far fronte. Da febbraio a ottobre non è stato fatto nulla. A marzo un cancelliere di Bassano ha presentato un piano per l'utilizzo di Bassano, ma anche questa è rimasta lettera morta. Nessun politico ha chiesto perché il dott. Carbone non ha mosso nulla fino adesso, e perché il piano del funzionario di cancelleria non sia stato preso in considerazione. Sono gli stessi politici che si pavoneggiano, rasentando il ridicolo, sulla questione del Tribunale, del governo e del ministro che non lo ha salvato. Perché i politici “di professione”, sulle due questioni concrete che ho citato, non hanno detto nulla?”
Quindi, in definitiva, lei cosa propone?
“Io lancio un progetto per i moderati. Per chi, lo ribadisco, riconosce la politica come servizio. Non è un progetto a breve, non sarà realizzato domani mattina, serviranno anche anni per costruirlo. Da Pietro Fabris ad adesso non c'è più stata una classe dirigente nel Bassanese, bisogna ricrearla. C'è stata solo una miriade di politici che hanno pensato solo ai loro interessi e non alla difesa del territorio.”
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