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Ritorno al futuro
Rubati nel 1988, recuperati dai Carabinieri nel 2009, conservati sotto sequestro al Museo di Bassano per altri 5 anni: dopo oltre un quarto di secolo nove antichi pannelli lignei trafugati da una chiesa di Palermo tornano finalmente in Sicilia
Pubblicato il 10 ott 2014
Visto 3.793 volte
Hanno atteso 26 anni, e cioè oltre un quarto di secolo, prima di essere riconsegnati al legittimo proprietario.
Nove antichi pannelli lignei, risalenti alla seconda metà del XVII secolo, trafugati da ignoti dalla Chiesa di San Sebastiano a Palermo nel lontano 1988, sono stati ufficialmente restituiti dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia alla Regione Sicilia, tramite la dirigente della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici di Palermo Maddalena De Luca.
La riconsegna è avvenuta questa mattina al Museo Civico di Bassano del Grappa dove il prezioso materiale artistico, recuperato dall'Arma nel 2009 presso un antiquario della provincia di Treviso, è rimasto conservato sotto sequestro giudiziario per ben cinque anni: periodo necessario per risolvere tutti i “problemi amministrativi” - come li ha chiamati il Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale magg. Giuseppe Marseglia - riguardanti le varie competenze degli enti statali preposti alla conservazione del patrimonio culturale medesimo.
La conferenza stampa al Museo Civico, con due dei nove pannelli trafugati a Palermo 26 anni fa
Ora le lungaggini sono state finalmente risolte e i nove pannelli sono stati presi, imballati e portati via di fretta, per non perdere l'imbarco per la Sicilia, mentre la conferenza stampa di presentazione dell'operazione nella sala Chilesotti del Museo era ancora in corso, con l'intervento fra gli altri dell'assessore alla Cultura Giovanna Ciccotti e della direttrice dei Musei Civici Giuliana Ericani a nome del Comune di Bassano.
Le opere lignee recuperate, alte un metro e mezzo e raffiguranti scene tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento, sono opera dello scultore Pietro Marabitti, attivo a Palermo tra il '6 e '700, su disegni dell'arch. Paolo Amato e facevano parte di grandi armadi da sacrestia commissionati dall'Ordine dei Gesuiti di Palermo e destinati alla soppressa Chiesa di Santa Maria della Grotta annessa al Collegio dei Gesuiti. Il prezioso gruppo di pannelli venne quindi trafugato in data antecedente al 1988, anno della denuncia, assieme ad altri beni collocati in deposito nella Chiesa di San Sebastiano nel capoluogo siciliano.
Nel 2009 gli 007 del maggiore Marseglia, con un'accurata ricerca tra le case d'asta e siti web specializzati incrociata con il database fotografico e iconografico dell'archivio del Nucleo, hanno quindi rintracciato le opere trafugate presso un esercente antiquario della provincia di Treviso, disponendone il sequestro e scegliendo il Museo Civico di Bassano - tramite il Ministero dei Beni e Attività Culturali di cui il Nucleo dell'Arma costituisce un ufficio “di diretta collaborazione” - quale “luogo più adatto” per la loro temporanea collocazione e conservazione.
A Bassano gli antichi pannelli siciliani non sono rimasti sempre chiusi nei depositi museali, ma in più occasioni sono stati esposti anche al pubblico: nel salone dedicato al '6-'700 e più recentemente nel nuovo salone del futuro “museo della città”.
Per la cronaca, l'antiquario trevigiano presso il quale è stato ritrovato il maltolto, e di cui non sono rese note le generalità, non è formalmente indagato: ora che i pannelli sono dissequestrati su disposizione del magistrato e la loro destinazione è definitiva, nessun provvedimento sarà preso a suo carico se sarà in grado di dimostrare, con l'opportuna documentazione, di avere acquistato i pezzi in buona fede. Colpisce comunque, in tutta questa storia, il lungo periodo di oltre 20 anni - dal 1988 al 2009 - necessario per il recupero dell'artistica refurtiva.
Ma, come ci spiega il comandante Marseglia, sono spesso tempi consueti per questo tipo di indagini. Nel dicembre scorso un'opera quattrocentesca attribuita a un allievo di Filippo Lippi è stata ricuperata dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale prima che venisse battuta a un'asta: era stata rubata in un museo di Piacenza 44 anni fa. E, solo per fare un altro esempio, per il furto di un importante dipinto di Caravaggio compiuto sempre a Palermo nel 1969 le ricerche investigative sono tuttora in corso.
Sono indagini che non si fermano mai: e prima o poi, tra i 5 milioni di opere d'arte rubate negli anni e inserite nella Banca Dati nazionale dei Carabinieri del Nucleo Tutela - il più grande database esistente al mondo sugli oggetti d'arte illecitamente sottratti -, qualcuna torna sempre all'ovile.
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